No Interview – Carmelo Pipitone ci parla di “Cornucopia”

Carmelo Pipitone è in tour per presentare “CORNUCOPIA”, il suo primo album da solista.

Accompagnato sul palco per questa parte di tour da Lorenzo Esposito Fornasari aka LEF (produttore di Cornucopia, nonché voce ed elettronica degli O.R.k), abbiamo avuto modo di ascoltarlo nella tappa catanese dove ci ha presentato sia i pezzi di Cornucopia, che alcuni brani degli O.R.k. rivisitati in chiave acustica, affascinandoci con uno strumento ipnotico creato da Lef per l’occasione.

Intervista di Egle Taccia

Marta sui Tubi, O.r.k., Dunk e adesso questo nuovo progetto solista. Descrivimi con un aggettivo cosa rappresenta per te ognuno di questi mondi…

Probabilmente i Marta sono l’inizio, quindi un embrione… un aggettivo potrebbe essere “fondamentali”. Per l’inizio della mia carriera ci voleva una partenza così, se fossi nato artisticamente in un’altra band probabilmente mi sarei comportato in un’altra maniera e sarei cresciuto in un’altra maniera… Per me sono fondamentali perché sono tutto quello che volevo fare già dall’inizio, ovvero sperimentare, e i miei compagni di viaggio la pensavano come me.

Gli O.R.K. sono la crescita vera e propria, lo scoprire che loro sono dei professionisti e tu sei un ciarlatano (ride).

I Dunk sono l’esatto opposto, sono persone genuine, fuori dalla professionalità, ma al tempo stesso efficaci, ficcanti.

“Cornucopia” è il prolungamento del mio braccio che vuole arrivare a qualcos’altro.

Io non so se ho usato degli aggettivi, ma ti ho spiegato un po’ per ogni progetto che cosa provo e che cosa ho provato e continuerò a provare.

Adesso che hai intrapreso la carriera solista, ti senti più esposto?

Assolutamente, questa è una cosa che ho da sempre voluto fare, ma per mancanza di tempo è stato impossibile. Prima coi Marta, poi con gli altri progetti già citati… Questa voglia di mettersi un po’ in luce, prendendo sia le cose buone che quelle cattive l’ho sempre anelata. È un’esposizione diversa, ho sempre fatto il chitarrista di qualcuno, però ho scritto nel frattempo, ho composto, con i Marta si faceva anche quello. Alcuni degli spunti erano delle robe che magari nascevano da me e poi si sviluppavano in saletta, altre nascevano da Giovanni, ma il punto è che poi cedevo la palla a Giovanni ed era lui che sviluppava la linea vocale. 

“Cornucopia” è un modo per spiegare esattamente cosa mi piacerebbe fare nella vita, descrivermi nel bene e nel male, perché deve succedere, questa è una cosa che ti fa stare bene, così quando vai a dormire ti fa dormire, non ti fa avere notti insonni. In questo disco sono stato particolarmente vero, anche se il mio modo di scrivere è particolarmente ermetico, ma è il mio modo di fare. Non amo le storie, non amo le storie raccontate come una storia. Mi piace anche fare immaginare alle persone cosa voglio dire.

Questo album racconta la storia di un piccolo uomo che vive in una città particolare. Chi è quest’uomo e qual è questa città?

Mi sono inventato una sorta di alter ego strano, potrei essere io a tutti gli effetti, ma in realtà quello che fa questo uomo è diametralmente opposto a quello che faccio io nella mia vita privata. Questo è un uomo che cerca di raggiungere qualcosa di impossibile, io invece raggiungo le cose possibili, non vado a cercare le cose impossibili, non me ne frega un cazzo, lui invece cerca Dio sapendo che non esiste e cerca di ucciderlo, quindi è una specie di mini concept album. In tutte le canzoni si segue questa specie di filo logico che è appunto la storia; anche se abbiamo detto che non mi piace raccontare le storie, però comunque è la storia surreale di questo fantomatico personaggio che cerca di trovare un senso alla sua vita e ai demoni che gli vivono dentro. Cercare qualcosa che non esiste, sapendo già in partenza che non esiste, è pura follia. Si fa aiutare da un ennesimo alter ego, il suo vero amico, che è un santo laico che lo aiuta a costruire le trappole, ad aspettare il momento giusto per l’agguato, anche se lui stesso sa che sarà tutto vano.

Come mai hai scelto di chiamarlo “Cornucopia”. C’entra qualcosa con la fortuna?

No, è esattamente l’opposto. Per quanto mi riguarda, la cornucopia è un involucro dentro il quale confluiscono tutta una serie di cose, belle e brutte. È il classico coppo di strada, non so se si usa qui a Catania, ma a Palermo si usa, a Napoli si usa…ti mettono dentro tutta una serie di cose. Spesso becchi la patatina, ma spesso puoi beccare la “stigghiola” che magari non volevi, ma magari la mangi anche, oppure la butti. Il punto è che è un contenitore e questa voleva essere la metafora di quello che volevo raccontare nel disco. Tutto, nel bene e nel male.

Domanda Nonsense: Soffri di vertigini?

Assolutamente sì, dopo un metro e mezzo di altezza io già inizio ad avere dei seri problemi, vertigini assolute, estreme, estremissime. Non riesco a capire come si possa salire in alto. Il fonico degli O.R.K. è uno scalatore, per lui è una cosa vitale, lui ha trovato nella scalata un motivo di sfogo. Io lo trovo nella musica e preferisco volare basso.

Al riguardo, vi racconto un aneddoto del nostro pre-concerto trascorso a chiacchierare con Carmelo, Lorenzo ed alcuni loro amici arrivati da Palermo. Lorenzo ci ha raccontato di quella volta in cui Carmelo, dovendosi imbarcare per un volo intercontinentale, preso dal terrore dell’altitudine, decise di prendere degli ansiolitici. Mentre con gli O.r.k. erano in attesa all’aeroporto, Carmelo scomparve, salvo poi ritornare un po’ brillo. Quello che successe su quel volo è una di quelle storie da tour che non dimenticheranno mai!

Ecco le prossime date:

13/06/2019 Trieste – Tact festival

05/07/2019 Cuneo – Basse Frequenze Festival

19/07/2019 Tolentino (MC) – Opa Tsupa Festival

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!