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No Interview – La Rua: “Nessuno segna da solo”

Il 26 aprile è stato pubblicato “NESSUNO SEGNA DA SOLO” (Universal Music), il nuovo album dei LA RUA che racchiude i brani dell’EP uscito il 6 luglio 2018 e nuovi inediti nati dalla collaborazione della band con lo storico produttore Dario Dardust Faini.

Intervista di Egle Taccia

La scelta del titolo è un volere andare contro l’individualismo sfrenato che ci sta rovinando la vita?

Sì perché questa è una società dove l’individualismo la fa da padrone, insieme al commercio, al dio denaro, tutte cose che portano l’essere umano a trovarsi da solo contro il resto del mondo. Si è sempre troppo piccoli per il resto del mondo. Noi abbiamo questa nostra famiglia musicale che è un grande ammortizzatore emotivo, un grande ammortizzatore umano che ci permette di affrontare la vita, la musica e tutto quello che arriva, in un altro modo, con un altro piglio, con più forza.

Il primo singolo estratto è “Alta velocità”. È un viaggio tra sogno e realtà?

“Alta velocità” è un modo per descrivere l’amore in un’altra maniera, parla dell’innamoramento e di quella fase folle in cui tutto va abbastanza veloce e si ha il pericolo di cadere, di farsi del male, però non si riesce a starne senza.

Al vostro fianco c’è sempre stato Dardust. Che lavoro avete fatto su questi nuovi brani?

Su questi brani abbiamo lavorato come sempre. I ragazzi si occupano della produzione insieme a Dario, quindi il lavoro è collettivo e lui ci mette la sua grande maestria e la sua grande conoscenza musicale, che ci permette di avere un taglio più internazionale.

Qual è il filo conduttore che accomuna i brani?

Il filo conduttore è sempre una sorta di proiezione live, perché noi lavoriamo sempre nell’ottica di poter andare a suonare live queste canzoni. Ad esempio, in “Alta Velocità” c’è un pezzo strumentale importante che nell’economia delle radio non funziona, ma che nell’economia del live invece ci permette di avere un momento di unione e di divertirci.

Quanto è importante mantenere la propria originalità in un periodo musicale che tende all’omologazione?

Bisogna vedere cos’è l’originalità. Noi lottiamo per portare i nostri messaggi, lottiamo per portare la nostra musica, cerchiamo di mettere dentro le idee di tutti, cerchiamo di portare sempre tutti e sei i La Rua.

Domanda Nonsense: qual è il lavoro più assurdo che volevate fare da bambini?

“Archeologo”.

“Astronauta”.

“Pompiere”.

“Musicista”.

“Usciere”.

“Medico”.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!