No Interview – “Shinigami”: il ritorno in grande stile di Daniele Celona

Ad ottobre uscirà Abissi Tascabili, il nuovo attesissimo disco di Daniele Celona, cantautore, compositore e produttore torinese con origini sarde e siciliane. Non si tratterà di un semplice album, ma di un progetto editoriale e discografico a tutti gli effetti, curato dal Collettivo Stigma in collaborazione con Comicon Edizioni: dieci brani, dieci storie abbinate ad altrettanti fumetti.

Cinzia Canali ha fatto una chiacchierata con Daniele per parlare di Shinigami (feat. Pierpaolo Capovilla), una vera graphic novel animata, per la regia di Bruno D’Elia, straordinaria preview del nuovo lavoro.

Cominciamo dalla parte “Celona nerd”: manga, animazione giapponese, videogiochi… quanto ti ha divertito la realizzazione del nuovo video?

Come sempre realizzare qualcosa, lavorarci, è diverso dal fruirne e basta. Misto al divertimento c’è sempre una parte di imprevisti da affrontare e bivi da prendere. In questo caso, il piacere di vedere le immagini in movimento che pian piano si componevano mi ha dato enorme piacere ed è stato di aiuto per caricarmi di energie positive mentre ero nel bel mezzo della realizzazione del disco. Abbiamo seminato alcuni riferimenti evidenti e altri meno, derivanti proprio dal mondo (perlopiù nipponico) a cui alludi.  Death Note e Naruto su tutti.

Questa preziosa preview porta la firma di Bruno D’Elia, con il quale avevi già collaborato per la realizzazione del video de La colpa. Come ha preso forma l’idea di creare una graphic novel animata?

In realtà avevo cercato Bruno per la realizzazione del video di uno dei “singoli”, chiamiamoli così, del disco, anche se questo terzo capitolo avrà ancor meno dei precedenti quel tipo di forma canzone. Quando il buon “Mezzacapa” mi ha mandato un paio di clip 3D, per farmi vedere su cosa stava lavorando, ho cambiato idea.

Ho il pezzo perfetto per questa tecnica – gli ho detto. E da lì siamo andati avanti, con tutta la nostra dialettica creativa, cercando di rendere in immagini quella che era già di per sé una sceneggiatura abbastanza folle costruita sul brano forse meno digeribile dell’intero lavoro.

Nel cortometraggio troviamo un giovane tormentato rappresentato da te e lo Shinigami, dio della morte giapponese, interpretato da Pierpaolo Capovilla. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio lui per questo ruolo?

Il giovane tormentato è quello alla guida ed è il protagonista del brano. Nel corto, anche io sono uno Shinigami. Osservo Marco nella sera in cui tra rabbia e frustrazione si sballa oltre misura. Pierpaolo rappresenta il momento cruciale di svolta, quello in cui lo Shinigami quasi cambia pelle per andarsi a prendere quanto gli spetta: la vita del ragazzo dopo l’incidente. Si può dire che rappresenti la parte più scura e determinata del dio della morte.

Quanto succede dopo, è l’imprevisto che rimanda il fatidico momento della “raccolta”.

A fare da sfondo all’intero video l’atmosfera onirica della città sabauda; allontanandoci un attimo da Shinigami, come reputi se la stia passando la Torino che suona in questo periodo?

C’è sempre fermento in questa città. Anche adesso che giro meno per locali e concertini e ho meno il polso da scout, la tensione creativa e artistica è per me palpabile a più livelli e su più discipline. Per la musica forse manca ancora una struttura locale forte che possa accompagnare un autore o una band verso lo sbocco nazionale o transnazionale nel caso di cantato in inglese.    

Fiori e Demoni prima, Amantide Atlantide poi e ad ottobre uscirà il terzo disco. Non pretendo anticipazioni ma, se dovessi descrivermelo con pochi aggettivi, quali sceglieresti?

È ragionato, nei suoni quantomeno. E dire che, prima di buttar giù i provini, pensavo solo a come turbare orecchie,  a come esser abbastanza violento. Invece il disco mostra i muscoli, ma non è un incontro di pugilato. Più un esercizio alla sbarra direi. Fosse un terzo film, sarebbe un film di fantascienza. È strano, metaforico, grottesco, con inquadrature più veloci e sfuggenti. Posso ipotizzare che verrà compreso meno degli altri, ma al solito, e per fortuna, questa non è una domanda che abbia mai avuto la lucidità di pormi durante la scrittura e l’arrangiamento.

Pochi giorni fa hai suonato live, per la prima volta, Shinigami sul palco del Todays Festival. Com’è andata?

Molto bene, devo dire che tutta la squadra è stata davvero cazzuta. Non suonavamo da oltre un anno e il montare e fare il check in mezz’ora netta per questo anticipo di set, è stato possibile solo grazie all’aver provato i pezzi direttamente in studio di registrazione due giorni prima del live. Senza questo escamotage e senza l’aiuto preziosissimo dei tecnici, la nostra performance sul mainstage non sarebbe stata altrettanto potente.

Ora dobbiamo tirar su il live vero e proprio e non sarà affatto uno scherzo.

Sebbene i tuoi testi siano caratterizzati da una certa complessità di linguaggio, riesci sempre a trasmettere all’interlocutore una descrizione perfetta dei contenuti. Pensi sia merito anche di questa peculiarità se negli anni sei riuscito a crearti un pubblico probabilmente di nicchia, ma estremamente fedele?

Davvero non lo so. Come ti dicevo prima, mi pongo domande sulla possibile percezione altrui solo quando è troppo tardi. Prima è tutto una ricerca egoistica, bulimica, della formula che più possa soddisfarmi e mai mi soddisfa. Come un cuoco che tende più a giocare all’alchimista che a preoccuparsi di soddisfare fame e palato di chi aspetta in sala.

Però è una ricerca sincera, onesta nella sua incoscienza, e questo viene avvertito, lo so per certo. Forse è tutto qui, il motivo del legame speciale con quelle che ogni tanto definisco scherzosamente le “benedette creature” che mi seguono.

Domanda Nonsense: joystick in mano, a quale videogioco ci sfidiamo?

Da buon orso, amo giocare in solitaria, di notte. In questo momento devo chiudere Ni No Kuni 2 e ho un conto in sospeso con le valchirie di God Of War.

Fuori categoria c’è poi il prequel di Life is Strange. In quest’ultimo, come nell’attesissimo The Last Of Us 2, la componente saffica delle protagoniste è decisamente dichiarata e mi sembra anche questo un buon segnale dal mondo videoludico.

In ogni caso, se proprio vuoi sfidarmi, il caro vecchio Tekken(7) potrebbe fare al caso nostro.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.