No Interview – Siete tutti invitati alla Disco Disagio, ad accogliervi gli Egokid

Diego Palazzo (voce, chitarre, tastiere), Piergiorgio Pardo (voce, tastiere), Giacomo Carlone (batteria, percussioni ed elettronica), Davide il dEbE Debenedetti (tastiere, synth e chitarre), Cristian Clemente (chitarre, tastiere, ukulele) e Giuseppe Fiori (basso), ovvero gli Egokid. Milanesi, ironici, cinici, intelligenti, insolenti e folli quanto basta, o forse un po’ di più. Fanno musica pop? Fanno musica indie? Fanno musica elettronica? Di certo fanno ballare e senza dubbio dalla loro Disco Disagio siamo passati tutti, inutile negarlo.

Ma… non dovevate non farci ballare più?

Sì, ma stavate prendendo troppi chili. E poi il momento è troppo critico, bisogna difendersi, si deve ballare. La Disco Disagio è aperta tutte le sere.

“Disco Disagio” mi fa subito pensare a quelle situazioni claustrofobiche all’interno di una discoteca, a quelle centinaia di anime alla ricerca del divertimento a tutti i costi e al disagio di quando poi escono, sicuramente più leggere, ma forse più tristi di prima. È solo un mio film mentale?

No, è esattamente il film che ci siamo fatti anche noi. A questo punto la cosa diventa preoccupante: forse c’eri anche tu quel giorno al Masada a Milano a intossicarti insieme a noi di techno e gente incattivita dalla coca?

In realtà la discoteca siamo tutti noi, tutti i giorni ovunque siamo. Hai presente “Lunedì sera, la discoteca, martedì sera la discoteca, mercoledì sera, la discoteca, giovedì sera, la discoteca, venerdì sera, non volevo andarci ma Fabio è venuto a cercarmi e allora sono andata alla discoteca…?”

Vitalità, ironia, cinismo quanto basta e una necessità di schierarsi anche, e soprattutto, politicamente. Lo avete sempre fatto, ma questa volta vi siete spinti ancora oltre. Questa presa di posizione vi ha mai creato impedimenti nel portare in giro la vostra arte?

Sì, ci hanno chiuso i porti in faccia, ma saremo in tour sulle navi delle ONG. E comunque per noi il personale è politico. Sempre. Dunque siamo sempre più cinici, ma anche sempre più innamorati e quindi sempre più schierati.

A proposito: l’amore che ruolo gioca nei vostri testi?

Un ruolo politico, personale e politico insieme. Anzi l’amore è sempre politico. I testi di questo album, amori eterni e scopate occasionali, relazioni statiche e smarrimenti in laguna, sono tutte allegorie erotiche della politica.

Si ha questa abitudine di pensare che un artista debba mostrarsi “nudo” sopra e sotto il palco, come se senza immedesimazione non potesse esistere emozione. Mi interesserebbe sapere la vostra opinione.

Siamo convinti che l’emozione, anche la stessa empatia, non siano necessariamente legate all’immedesimazione. L’immedesimazione è una forma bellissima di contatto fra le persone e ci sono autori che sanno raccontarla molto bene, ma anche la distanza, le differenze possono essere forme di innamoramento, far nascere la curiosità, indurre le persone ad essere reciprocamente complementari.

Dopo gli showcase di presentazione del disco, partirà anche un tour?

In estate certamente.

Domanda Nonsense: la miglior forma di ribellione?

Rilassarsi a disagio.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.