Gustavo è il nome del progetto. È un personaggio della fantasia, nato nel 1797, attorno a cui ruota tutto. Ma è anche un verbo: “gustare“, al passato.
E dietro a questo moniker, se così vogliamo definirlo, troviamo Francesco Tedesco, autore, musicista e produttore italiano, che dopo varie esperienze in campo musicale, nel 2012 comincia a pubblicare poesie su una pagina Facebook, col nome di Gustavo, appunto. Poi, a distanza di qualche anno, l’idea di musicare uno di quei testi…com’è andata a finire lo potete capire ascoltando Dischi volanti per il gran finale, uscito per I Make Records.
Facciamo un salto indietro: cosa rimpiangi di più dell’ ‘800?
Io sono nato insieme al Romanticismo e ho vissuto il Risorgimento italiano, quindi un vero e proprio momento di rivoluzione in cui si sono affermati la spiritualità, l’immaginazione, la fantasia. Abbiamo cominciato ad esplorare i territori dell’irrazionalità, dei sentimenti, del sogno e della follia. L’arte era in primo piano, era finalmente negli atti quotidiani, era un modo di sentire, pensare e vivere. Abbiamo cominciato a guardare l’infinito.
Mi manca quella rivoluzione, più di ogni altra cosa.
Ricordi il giorno in cui, per la prima volta, la musica ha incontrato le tue poesie? Come ti sei sentito?
Ho pensato: “ci risiamo, sempre là vado a parare”. Avevo scritto delle musiche, e quando scrivi qualcosa e la suoni, non puoi non pensare alla melodia, quindi alla voce, e infine alle parole. Ho pensato, le canzoni sono scritte in versi solitamente, ma cosa accadrebbe se provassi a cantare delle poesie? Ho sperato non funzionasse, così avrei avuto la scusa di lasciare Gustavo fuori dalla musica, e invece no. Ed eccomi qua.
“Dischi volanti per il gran finale” in tre aggettivi?
Esistenziale, anacronistico, italiano.
Ne dovessi trovare invece uno per ognuno dei musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del disco?
Sicuro (un porto), per Aldo Canditone (batteria)
Fuoriclasse, per Gennaro Ferraro (tromba)
Premuroso, per Antonio Di Filippo (Sax Tenore)
Pensi ci saranno altre poesie musicate nel futuro?
Certo che ce ne saranno. Gustavo è benvoluto, in tanti mi scrivono per farmi sapere che la cosa piace e ho intenzione di continuare su questa strada. Abbiamo cominciato la registrazione di una nuova canzone, che uscirà probabilmente in inverno, e sto già scrivendo nuova musica per “vestire” la parole di Gustavo. La parte relativa alla poesia non si è mai arrestata: scrivo di continuo, ho decine di cose non ancora pubblicate. Lo faccio piano piano. Mi piace rileggerle e pubblicarle quando l’istinto mi dice di farlo. Parallelamente provo a cantarle sulle canzoni già scritte, ma non è sempre semplice, perché è mia intenzione rispettare l’idea iniziale di non cambiare niente di ciò che ho scritto per adattarlo alla musica.
Domanda Nonsense: Ma Gustavo va d’accordo con Francesco?
Viviamo un rapporto di amore/odio.
Intervista a cura di Cinzia Canali
