No New – Con “Le nostre foto” i Sospesi cominciano a fare sul serio

Hanno talento e nessuna intenzione di mollare, potrebbero essere gli artefici del motto Crederci sempre, arrendersi mai. Le nostre foto è il nuovo singolo dei Sospesi, trio alternative rock lombardo. Il singolo è stato registrato presso l’Edac Studio con la produzione di Giorgia D’Eraclea (Giorgieness).

“Le nostre foto” rappresenta davvero un nuovo inizio per voi, sbaglio?

Senza dubbio! La vita dei Sospesi è sempre stata una serie di accelerate e brusche frenate per via di cambi di formazione (comunissimi se sei in età giovane e le idee non sono chiare) fino al 2017, quando abbiamo pubblicato, in quattro, il nostro primo EP “Crederci”.
Mancava un po’ di qualità e di produzione artistica, ma c’era tantissimo impegno.
Poco dopo però siamo rimasti in tre e non trovando la voce giusta c’erano solo due strade: mollare o provare a cantare. Ci siamo chiusi nella nostra sala prove per un anno ed eccoci qui.
Il pezzo stesso è un modo di dire a noi stessi: “Basta, chiudiamo col passato, andiamo avanti.”
Quindi nuova formazione, nuove intenzioni, una linea più definita da seguire e un metodo di lavoro migliore.
Forse più che un nuovo inizio, è – finalmente – un vero inizio.

La direzione artistica del brano è stata affidata a Giorgieness; raccontateci qualcosa di questa collaborazione che profuma tanto di amicizia.

Giorgia è una persona che stimiamo tanto dal punto di vista artistico, motivo per cui quando uscì “La giusta distanza” seguimmo oltre 40 delle 100 e passa date del tour. Era impossibile non creare un rapporto.
Lei sapeva che suonavamo ed i Giorgieness, nel 2017, vennero anche a sentirci live. Già lì Giorgia ci disse “mi piacerebbe aiutarvi coi testi”. Non ci credemmo troppo, lo prendemmo come un modo carino di incoraggiarci e la cosa non ebbe seguito.
A fine 2017, con l’ultimo cambio di formazione avevamo perso la stabilità.
Avevamo l’umore sotto i piedi e la consapevolezza che da lì a poco, non avendo soluzioni, avremmo dovuto smettere di credere in questo progetto.
E fu Giorgia, dopo un suo live in Latteria Molloy a dirci “Mi piacerebbe provare a farvi da produttrice. Potrebbe funzionare se cantaste voi.” 
Il giorno dopo aveva già nella mail i nostri provini. Abbiamo iniziato a lavorare insieme, a spendere del tempo insieme anche al di fuori della musica e siamo diventati amici. Di quelli che si guardano “4 ristoranti “di Alessandro Borghese insieme ad orari notturni assurdi e si fanno i km per andare ai concerti.
Comunque grazie a lei e a Davide Lasala (di EDAC Studio), il periodo di pre-produzione e registrazione, lo ricordiamo come un momento fondamentale. Lavorare con persone di questo livello per noi è stato incredibile. Siamo usciti dallo studio stanchi ma con ancora più voglia di fare.

Chi sono i Sospesi oggi?

I Sospesi sono tre amici che si divertono e fanno musica.
Tre ragazzi che si avvicinano ai trent’anni, con tutti i problemi, le ansie e le insicurezze che questo comporta.
Raccontiamo questo nei nostri brani e nella dimensione live riusciamo a far emergere il nostro bisogno di esprimere tutto ciò.
A fine concerto c’è sempre qualcuno che vuole condividere con noi un suo pezzo di vita, perché lo ha appena sentito raccontare da noi sul palco.
È questo che sono i Sospesi: amici che spendono tutto il loro tempo libero in musica, che hanno bisogno di esprimersi e di confrontarsi con chi seguendo il proprio percorso di vita, sta vivendo situazioni ed emozioni analoghe alle loro.

State lavorando anche ad un album o lo vedete ancora come un progetto a lunga scadenza?

È stato un anno di grandi stimoli e maturazione (personale e musicale) e la voglia di creare qualcosa c’è.
Pensavamo però ad un Ep, di quattro o cinque pezzi, che includa “Le nostre foto”, in modo da dargli un’uscita fisica.
I brani ci sono e li stiamo modellando sempre di più. Vorremmo riuscire a fare una pre-produzione senza che questa interrompa i live, visto che li abbiamo ripresi da poco.

Per quanto concerne i live invece?

A gennaio abbiamo solo due date:  il 4 abbiamo suonato al Joshua Blues Club di Albate (CO), con Gli Occhi Degli Altri, e il 10 saremo al Red Queens di Bregnano (CO).
Poi Daniele, il nostro bassista andrà in Australia per lavoro e lo aspettiamo.
Da febbraio però si riparte. Comunicheremo tutto appena possibile, sui nostri social:

www.facebook.com/sospesi
www.instagram.com/sospesiband

Che aggettivo attribuireste a questo esatto momento “artistico”?

Se ti riferisci al momento dei Sospesi, diremmo “Formativo”.
È un momento in cui stiamo imparando a lavorare, a scrivere, a comunicare meglio. Ci vuole tempo ed è impegnativo, ma è una bella occasione di crescita.
Se ti riferisci al mondo musicale in genere, diremmo “Pieno”.
È un momento dove c’è tanta produzione, spesso di alta qualità e chi ha sempre lavorato bene (mi viene in mente Woodworm per esempio) oggi ne raccoglie i frutti. C’è anche tanto pubblico che ha voglia di partecipare ed essere attivo e non più solo fruitore passivo della musica.

Domanda Nonsense: l’ultimo brindisi a chi lo avete dedicato?

Ad “Alberto”.
La leggenda narra che si aggiri nei locali della provincia alla ricerca di band da prendere nella sua agenzia di booking di cui nessuno sa nulla se non che “è grandissima e lavora benissimo”.
Le malelingue insinuano che sia solo un tentativo di abbassare il cachet degli artisti da parte dei locali, ma immaginiamo sia perché Alberto non li ha presi nella sua agenzia.
Era molto atteso al nostro ultimo concerto e abbiamo deciso di dedicargli insieme un brindisi!
Purtroppo non si è visto quella sera.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.