No New – FRIZ con “Tokyo” ci racconta il difficile passaggio dalla provincia alla città

Veneto di stanza a Bologna, il cantautore e rapper Friz ha da poco pubblicato con INRI il suo nuovo singolo intitolato “Tokyo”, una canzone intima e riflessiva che parla di un periodo dilatato della sua vita, ambientato tra la provincia e la sua città d’adozione, raccontando la disillusione dovuta alla perdita dei propri punti di riferimento.

Egle Taccia l’ha incontrato per una chiacchierata.

Come nasce il tuo progetto?

Non essendo un ingegnere non faccio e non ho mai fatto progetti. Diciamo che provo soltanto a scrivere delle canzoni da quando sono ragazzino. È un percorso naturale e necessario che ha effetto terapeutico e catartico nella mia quotidianità. Non riesco a smettere di scrivere e fino a quando avrò qualcosa da dire, continuerò a farlo. Credo dovrei comunque andare in analisi ma sono povero.

Di cosa parla Tokyo?

Tokyo parla di un periodo dilatato della mia vita tra Bologna, Ferrara e la provincia veneta dove sono nato. Sono un insieme di immagini che raccontano una sensazione di claustrofobia e disillusione nei confronti della società che mi circonda. Noi cambiamo come cambia un quartiere gentrificato, dove ora ci sono le nuove panchine dei nuovi residenti ma non ci si siede più nessuno. Creiamo nuove periferie in funzione di un capitale privatizzato. Ma le periferie non sono solo palazzi o case, all’interno ci vivono le persone. Non a caso il videoclip che uscirà è stato girato nel quartiere Bolognina.

 Preferisci la tranquillità della provincia o il caos della grande città?

Ho viaggiato e avuto la possibilità di vedere e frequentare grandi città, ma non ci ho mai realmente vissuto. Ora vivo a Bologna che è una città a misura d’uomo ed ha una buona offerta culturale. Per ora questo mi basta.

Che tipo di lavoro hai fatto sui suoni del pezzo?

Friz: Per la mia estetica sonora, la ricerca sui suoni è parte attiva dei pezzi tanto quanto la parte testuale. Infatti, parlando da fruitore musicale, non ho mai sentito cose del genere uscire in Italia. Sono pochi i musicisti che si prendono dei rischi in questo frangente, spesso giustamente è più comodo seguire o adattarsi ai trend. La produzione e l’arrangiamento è stato curato da Fed Nance. Per “Tokyo” ricordo che siamo partiti lavorando dal rullante, mentre ascoltavamo un brano dei Portishead.

Fed Nance: A livello sonoro, ho voluto sostanzialmente creare un forte contrasto tra chitarra e batteria. La prima, fragile, inciampa, la seconda, potente e tagliante, dà solidità al brano. Mi è sembrata una buona idea per un pezzo urbano come Tokyo. Ricreare i contrasti che troviamo nelle città.

Stai lavorando a qualche nuovo brano?

Continuo a riflettere e a scrivere come sempre.

Domanda Nonsense: se potessi viaggiare nel tempo dove andresti?

Più che viaggiare nel tempo io, sarei più felice se spazialmente potessimo viaggiare tutti liberamente. Il diritto alla mobilità dovrebbe essere inalienabile.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!