No New – “Lifestream”, il nuovo racconto in musica di Francesco Nigri

Nato a Fidenza (Pr), classe 1983, Francesco Nigri è un compositore e pianista dallo stile contemporaneo ed essenziale. A settembre è uscito, per l’etichetta Memory Recordings, Lifestream, un disco neoclassico di pianoforte solo.

Cinzia Canali ha intervistato l’artista.

10 tracce di pianoforte solo, qual è stata la genesi di questo disco?

“Lifestream” nasce dal desiderio di raccontare con la musica, la mia idea di mondo, in modo personale e vero. Inizialmente l’idea era di fare un disco per pianoforte e orchestra, dove il suono avrebbe avuto modo di espandersi e gonfiarsi attraverso la quantità di elementi presenti, poi però qualcosa è cambiato ed ho capito che questa storia (perché i dischi raccontano storie) andava raccontata in modo più semplice, senza fronzoli, come quando si parla con un amico. Il risultato è questo dialogo attraverso le 10 tracce di pianoforte solo. Questo suono essenziale, secondo me è straordinariamente potente.

Tra le prime immagini del video di “The Travel”, primo singolo estratto, vediamo una lettera chiusa con un nastro verde, un simbolo importante che funge da filo conduttore…

L’idea alla base del disco è che tutti siamo connessi con tutto, non parlo di reti internet, ma di legami importanti che costruiscono la vita che viviamo. Ho immaginato un filo verde, partire da ognuno e collegarlo con tutte le persone e le cose che ci stanno a cuore. Da lontano la Terra sembrerebbe una sfera verde, avvicinandosi invece si scoprirebbe che quel groviglio che riempie il mondo è generato da ciascuna persona e va dappertutto. Questo flusso di vita, scorre e scorrerà per sempre, anche dopo di noi. Nel video, questo elemento è riportato in maniera molto elegante e sobria da quel nastro verde. Un elemento semplice, che racchiude un mondo.

Uno dei brani che più mi ha colpito si intitola “Goodbye Planet Zero”, ci racconti cosa rappresenta quel pianeta?

Planet Zero è un luogo disabitato, lontano da casa. È il luogo più buio dove una persona possa trovarsi. Non necessariamente è un luogo geografico, a volte è proprio dentro di noi. In molti, prima o poi si trovano nel proprio Planet Zero. Con questo brano volevo raccontare, e raccontarmi, il mio. Ho la fortuna di avere lasciato quel luogo, che tanto per me ha significato e tanto mi ha insegnato, quindi lo saluto, come si fa con un vecchio amico, con un arrivederci. Goodbye, Planet Zero.

Michael Nyman e Ludovico Einaudi: il tuo approccio alla musica sarebbe stato lo stesso senza l’incontro  con questi due grandi maestri?

Ho incontrato Ludovico Einaudi per la prima volta una decina di anni fa, e Michael Nyman soltanto nel 2016, quindi la mia musica era già ampiamente formata, ed avevo scelto la mia strada. Da loro ho imparato a utilizzare, in modo più consapevole, la forza comunicativa delle note. Ho studiato bene la loro musica ed il messaggio contenuto all’interno. Sono stati grandi maestri.

Oltre a comporre diverse colonne sonore, lavori anche come ghostwriter musicale, cosa ti appassiona di più di questo ruolo?

Oltre alla grande energia della sfida sempre diversa, è bello lavorare con persone differenti da me, incontrarle, parlarci, capire cos’è per loro la musica e trovare una direzione comune. È anche un modo per guardare la musica a trecentosessanta gradi, non rimanendo confinato nel mio, ma avendo sempre influenze e stimoli che arrivano da fuori.

Domanda Nonsense: una scultura famosa che vorresti portarti a casa?

Ci vorrebbe una casa un po’ grande ma…sono molto legato all’opera “I Sette Palazzi Celesti” di Anselm Kiefer. È un’ opera incredibile, con un potere evocativo straordinario, in un attimo sei in un’altra dimensione.

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.