No New – “The Comfort Zone”, quella detestata da Makai

Nove brani, nove quadri visivi, nove paesaggi sonori: The Comfort Zone è il primo disco, uscito per INRI/Metatron, di Makai, moniker di Dario Tatoli, producer, sound designer e polistrumentista pugliese.

Cosa ti infastidisce di più del concetto di comfort zone?

La voglia di restare.

Elettronica e cantautorato, spensieratezza e nostalgia, semplicità e ricercatezza… contraddizioni apparenti che creano un equilibrio perfetto. Come sei giunto a questo risultato?

La musica accompagna dei momenti differenti di ognuno di noi, si muove con il nostro umore e con le nostre giornate. Volevo avere un disco che parlasse esattamente in questo modo, brani che racchiudessero delle sensazioni differenti spesso del tutto opposte. Non ho mai capito se sono riuscito a mettere questo concetto a fuoco nel disco ma di certo tutti i brani li collego ad un umore e a delle immagini estremamente differenti.

“Fire fall” è il titolo del secondo singolo estratto dal nuovo album, un gettarsi tutto alle spalle per ritornare a guardarsi intorno con altri occhi…

Probabilmente “Fire fall” è il brano che rappresenta per me la frattura con la comfort zone, il ritornello non te lo aspetti e ti porta in un altro luogo rispetto a quello che hai ascoltato nelle strofe. Al testo ho lavorato con Orson, cantautore e amico fraterno. È l’unico brano che parla dei ricordi, la comfort zone è piena di ricordi ed illusioni, per questo trovavo estremamente suggestiva l’idea che ci fosse un incendio pronto a spazzarli via.

Hai un approccio alla scrittura sinestetico. Hai mai pensato di comporre la colonna sonora di un film?

Lavoro ogni giorno con le immagini, mi occupo spesso di sound design molto più orientato nel mondo della pubblicità… mi piacerebbe tantissimo scrivere per il cinema, mi è già capitato di farlo ma sarei felice di approfondire ancora quel linguaggio.

Che vestito indossano i nuovi pezzi nella dimensione live?

Ho la fortuna di aver trovato delle persone che hanno deciso di accompagnarmi in tour, tra queste comprendo anche il fonico che credo sia fondamentale per esprimere nel migliore dei modi la mia attenzione costante al suono. Il live ha un impatto molto potente ed intenso ed è suonato con band. Le prove e l’attenzione ai dettagli sono un aspetto quasi ossessivo durante la produzione del live.

Domanda Nonsense: una parola che elimineresti dal vocabolario?

Competizione.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.