No Report – Hotei @ Serraglio, una furia dal Sol Levante

Al Serraglio di Milano, la notte di giovedì 11 Ottobre 2018  sarà ricordata a lungo, da un lato perché ha avuto luogo la prima esibizione solista in Italia di un grande artista internazionale, dall’altro per l’hype generato a sorpresa da un suo grande ed illustre amico italiano, intervenuto come ospite d’eccezione per supportare e promuovere questo debutto sul suolo italico.

L‘artista in questione è Tomoyasu Hotei, chitarrista giapponese già noto agli appassionati per la tecnica sopraffina, per il brano “Battle without Honor or Humanity” inserito nella ost di “Kill Bill vol.1” e, soprattutto, per la collaborazione artistica  e l’amicizia col super ospite della serata, Zucchero Sugar Fornaciari.

Sembra quasi inevitabile pensare che l’afflusso di pubblico sia più imputabile all’ospitata del bluesman emiliano, che ha anche organizzato un meet&greet preliminare con il proprio fan club, ma abbiamo da subito modo di essere smentiti: Hotei ha difatti già avuto modo di farsi apprezzare dal pubblico italiano durante le esibizioni con l’amico ma, al di là di ciò, la personalità e la bravura mostrate sul palco hanno subito scatenato il pubblico del Serraglio, entusiamato dall’inizio alla fine per questa incredibile performance.

Tomoyasu Hotei è un distinto ed elegante signore dal ciuffo ‘à la Elvis’, che si presenta alle 21:30 puntualissimo sul palco, impeccabilmente vestito con un completo blu petrolio in lamé dichiarando subito i suoi intenti: offrire ai presenti uno spettacolo indimenticabile pieno di effetti speciali artigianalmente prodotti con due sole cose, ossia la sua chitarra (splendidamente in tinta con l’abbigliamento) e le sue velocissime mani.

Possiamo definirlo quindi un “guitar hero”, piuttosto samurai della chitarra elettrica? Ripensando a ciò che abbiamo visto e soprattutto sentito in questa bella serata, entrambe le definizioni ci sembrano banali e soprattutto riduttive nei confronti di questo vulcanico artista. 

Hotei è un artista geniale ed assolutamente unico per parecchi motivi: il suo stile infatti fonde melodie nipponiche, individuabili soprattutto ascoltando la base ritmica e la musica occidentale in tutti i suoi vari generi; nelle quasi due ore di spettacolo al Serraglio, noi ed il resto del pubblico siamo stati coinvolti in un pirotecnico viaggio lungo i più svariati generi musicali, con l’istrionico e simpaticissimo artista a condurre questo pazzo ottovolante a tutta velocità.

Che sia rock, pop, progressive, blues o musica classica non importa, poiché qualsiasi sia il genere musicale Tomoyasu Hotei lo suonerà e lo inserirà nei suoi brani con improvvisazioni e citazioni sorprendenti dagli Stones ai Wailers, giocando a sorprendere e ad entusiasmare il proprio pubblico. 

In questa insolita quanto spettacolare serata, Hotei si mostra capace di tenere sempre calda l’audience scatenandosi in agili e dinamiche mosse di danza, cantando con una voce più che apprezzabile e proponendoci degli intermezzi assai interessanti, nei quali ci ha raccontato di sé e delle sue canzoni con molta umiltà e simpatia, mostrandoci il suo grande amore per la musica e per il nostro Paese e conquistando davvero tutti i presenti: se l’entusiasmo per i duetti con Zucchero era quantomeno scontato, così come quello per il tema da Kill Bill – con cui ha aperto la serata  insieme ad una cover di “Starman” di David Bowie assolutamente trascinante -ci ha fatto molto piacere constatare come l’entusiasmo del pubblico non sia mai mancato sia nei momenti più ruffianamente rockettari – fra i quali sono spiccati i brani “Bombastic”, “Be my Baby” e “Bad Feeling”,  veri e propri saggi di rock ruvido ma allo stesso tempo iper-tecnico – sia in quelli dove la tecnica sopraffina di questo geniale artista è venuta alla luce in tutto il suo fulgore; il trittico “Mooinlight Pierrot”/“Paradox”/“Maze” e l’esplosiva chiusura con “Russian Roulette” e lo scampanatissimo encore “Bambina” sono stati un saggio di tecnica chitarristica unita ad espressività e sentimento, condensati in momenti di pura emozione e divertimento che ricorderemo a lungo.

E Zucchero? Il sesto set di questo show è stato il momento in cui il nostro bluesman è salito sul palco con l’amico giapponese, portando inevitabilmente emozioni ancor più forti sul palco di un Serraglio non ancora consapevole di stare ospitando due star di questo livello. Mostrando una profonda riconoscenza e rispetto reciproci, i due artisti hanno raccontato la nascita della loro amicizia umana e professionale, proponendo quindi tre celeberrimi brani del repertorio di Sugar: il duetto fra i due ha dato un valore aggiunto tanto alle ruspanti “Partigiano Reggiano” e “Baila” quanto soprattutto alla struggente “Iruben me”; in questi tre brani abbiamo potuto apprezzare uno Zucchero bravissimo nell’offrire un’interpretazione come sempre ai massimi livelli e rispettoso dei ruoli, facendo capire al pubblico che il vero protagonista della serata fosse il caro amico Hotei, di cui egli ha avuto il piacere di essere ospite.

Al Serraglio verrà dunque ricordata a lungo questa serata, e anche a noi, dopo la conclusione e gli encore, non resta che partire consapevoli di aver assistito ad un evento cult che ci ha dato occasione di conoscere meglio un fenomenale artista a 360° ancora poco noto in Italia.

Domo arigato gozaimasu, Hotei-sama!

 

Setlist

  1. Battle without Honor or Humanity
  2. How the Cookie Crumbles
  3. Bombastic
  4. Be my Baby
  5. Moonlight Pierrot
  6. Paradox/Maze
  7. Hitokoto
  8. Starman (David Bowie cover)
  9. Bad Feeling
  10. No. New York
  11. Partigiano Reggiano – with Zucchero Sugar Fornaciari
  12. Iruben Me – with Zucchero Sugar Fornaciari
  13. Baila – with Zucchero Sugar Fornaciari
  14. Russian Roulette
  15. Bambina – Encore

 

Reportage fotografico

 

Hotei e Zucchero
Hotei e Zucchero
Hotei e Zucchero
Tomoyasu Hotei
Tomoyasu Hotei
Tomoyasu Hotei
Tomoyasu Hotei

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola