No Report – I Foals sono ancora la migliore live band in circolazione

Siamo stati alla data milanese dell’Everything Not Saved Will Be Lost Tour dei Foals, che ancora una volta hanno confermato la loro impressionante energia, proporzionale alla quantità di sudore erogata e condivisa da un movimentatissimo parterre.

Lo stage è allestito in pieno mood nuovo album con due altissime palme ai lati, che non possono non richiamare in automatico Verdoniane citazioni: “Bella quea palma!“

Start del concerto affidato a On The Luna, brano che suona davvero bene come tutto il del disco del resto.

Gran ritmo tenuto per tutto il live da parte di Yannis e compagni, poche parole, tanta musica. Inizio, infatti, vissuto tutto d’un fiato, con Mountain At My Gates, Snake Oil, brano tra l’altro inserito all’inizio di una delle puntate di Peaky Blinders, che racconta la storia dell’omonima banda di criminali di Birmingham, e che solitamente apriva i live dello scorso What Went Down Tour.

La risposta del pubblico è così energica da far partire il pogo già dal terzo brano.

Energia questa subito ripagata con Olympic Airways e My Number due dei pezzi più rappresentativi della band inglese.

Unico grande problema è invece che stiamo ascoltando il concerto come se dalle cuffie avessimo messo il volume particolarmente basso. È ancora con questi volumi che si ritorna ai brani dell’ultimo album, come la rilassante, ma al tempo stesso frizzante, Sunday.

Risucchiati da poghi vari, riusciamo ad avanzare nella speranza di avere un’acustica migliore e in effetti funziona.

È in questo momento che arriva lo switch adrenalinico del concerto, con l’esecuzione di Providence, tenuta per diversi minuti prima di essere conclusa.

Grondanti di sudore è il momento di concedersi una breve pausa e di chiudere gli occhi per la magica atmosfera di Spanish Sahara.

Se l’esecuzione di Exist, primo brano rilasciato, scelto come lancio del disco, è stata riuscitissima, soprattutto per sinergia con il pubblico, lo stesso non si può dire per uno dei brani più attesi del nuovo album, con le sue sonorità anni ’80, Degrees. Troppi i vuoti nel sound di bassi che fanno da colonna portante all’intera canzone.

Momento che ha un po’ risposto alla domanda: “Chissà come se la caveranno dopo l’uscita dal gruppo di Walter Gervers?”

Bassista e cofondatore della band, Gervers ha lasciato la band inaspettatamente durante lo scorso 2018. La band si era premurata attraverso una lettera di informare della notizia i fan, dichiarando che non ci fossero in alcun modo particolari problemi di qualsiasi natura con i membri del gruppo e che Walter aveva semplicemente deciso che questo tipo di vita non gli apparteneva più.

Il live sta volgendo a termine ma c’è ancora tempo per un paio di solite follie a cui Yannis ci ha abituato in questi anni.

Giro di ricognizione intorno al pubblico durante una tuonante Inhaler, con ennesimo pogo annesso e What Went Down cantata esattamente sopra le teste dei malcapitati delle prime file.

Si chiude con Two Steps, Twice e quel coro: “papparà papparà” tanto desiderato dal pubblico durante l’intero live.

C’era anche chi con un cartellone suggeriva di suonare Hummer e omaggiare gli anni adolescenziali in cui andava in onda Skins su Mtv, ma il barbuto frontman della band inglese, sulle prime note di Two Steps, Twice risponde con qualcosa del tipo: “Ragazzi non esageriamo, già vi sto suonando questa”.

Nonostante non sia stata la loro serata più brillante a livello di forma, nel bel mezzo del Tour, tra errorini sparsi qua e là e volumi altalenanti, i Foals hanno confermato di essere ancora una delle migliori live band in circolazione e di avere un’energia esplosiva unica con la quale loro stessi banchettano insieme al proprio pubblico.

La scaletta:

1)On the Luna

  2) Mountain at My Gates

  3) Snake Oil

  4) Olympic Airways

  5) My Number

  6) Black Gold

  7)  Syrups

  8) Providence

  9) Spanish Sahara

  10) Red Socks Pugie

  11) Exits

  12) In Degrees

  13) White Onions

  14) Inhaler

  15) What Went Down

  16) Two Steps, Twice

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

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