No Report – La Diva Diana ammalia il Vittoriale

Sembra una serata in grande stile, quella che la sera di lunedì 8 Luglio 2019 ci accoglie all’Anfiteatro del Vittoriale per il sesto concerto di quest’ultima edizione della rassegna: giunti in tempo per godersi l’attesa passeggiando per la deliziosa Gardone, osserviamo con curiosità l’arrivo dei tanti spettatori previsti per l’esibizione di Diana Krall sul palco gardesano, deducendo in primo luogo che se non è sold out, poco ci manca, in secondo che il carisma e l’eleganza dell’affascinante jazzista canadese hanno spinto molte persone a presentarsi in abito da sera o in mise comunque alquanto elegante, vincendo, buon per loro, la sfida con il caldo, che in questa bella serata ha tutto sommato dato tregua. Pubblico forse meno variegato del solito, anche alla luce dei prezzi affatto popolari del concerto, ma ad ogni modo in piena fibrillazione pre-live.

Il fatto di poter assistere ad una performance di Diana Krall in un contesto così ottimo per l’acustica ed intimo per la vicinanza all’artista è un’occasione da non perdere e tutti sembrano capirlo bene, prendendo ordinatamente posto in anfiteatro, attendendo composti l’arrivo della cantante, che fa il suo ingresso sul palco di Tener-a-mente verso le 21:20, una volta che il Vittoriale si è riempito con l’arrivo degli ultimi paganti.

Vestita in mise semplice ma elegantissima, con pantaloni blu, stivaletti argentati ed una luminosa veste perlacea, Diana fa il suo ingresso con disinvolta tranquillità, regalandoci un bel sorriso e salutando in italiano, mentre il formidabile quartetto di musicisti che la accompagna prende possesso dei propri strumenti. L’attacco è sublime, con i musicisti che eseguono “All or Nothing at All”, un classico del grande repertorio americano già portato al successo da Billie Holiday e Frank Sinatra: la Krall è da subito magnifica, cantando con la sua voce inconfondibile dal timbro profondo e sensuale, e toccando con grazia i tasti del suo pianoforte – un elegante Steinway il cui legno, tirato a lustro, brilla splendidamente alla luce del crepuscolo – intrecciando note meravigliose con le quali dialoga con gli altri strumenti dell’ensemble, improvvisando e giocando sapientemente con questo meraviglioso pezzo classico del genere.

Il pubblico è conquistato da subito ed applaude entusiasta tanto la cantante, quanto i musicisti compagni di viaggio, che vengono presentati subito alla fine del brano: c’è il sempre fantastico Marc Ribot alle chitarre, il contrabbassista Robert Hurst, Joe Lovano al sax e Karriem Riggins a dettare sapientemente il ritmo dietro alle pelli. Una band già di per sé formidabile, che con la Krall a pianoforte e voce dà vita ad una delle esperienze musicali più raffinate ed entusiasmanti che si possano ascoltare dal vivo, come conferma il secondo classico della serata una “L.O.V.E.” interpretata con brio e romanticismo dai cinque, prima di un curioso incidente che strappa un sorriso a tutti i presenti: alla fine del brano, si accendono per sbaglio le luci che illuminano, o meglio, abbagliano letteralmente il pubblico. Diana, con prontezza e simpatia, saluta di nuovo tutti scherzando sulla situazione (“Oh, hi! You’re beautiful!”) prima di riprendere divertita il concerto raccontandoci nel contempo quanto sia grata a Nat King Cole e alla sua musica – egli fu uno dei più celebrati interpreti di “L.O.V.E.” – per poi riprendere con la sua versione di “I’ve got You under my Skin”, eseguita con voce sussurrata e seducente.

I minuti trascorrono trasognati, con la voce della Krall che continua ad incantare, alternandosi a meravigliosi fraseggi, assoli ed improvvisazioni della band, con sprazzi di classe assoluta da parte di Ribot, che dà sfoggio alle sue doti di bluesman in “Just like a Butterfly…”, e ad un superlativo assolo di sax di Joe Lovano in “Cry Me a River”: ci colpiscono tanto la professionalità e la tecnica di questi musicisti, quanto la visibile gioia di suonare insieme, dando nuova linfa ai classici sempreverdi del canzoniere statunitense, interpretati in maniera sì fedele, ma nel contempo esaltati e rinnovati dall’estro del magnifico quintetto sul palco. Un altro siparietto divertente lo abbiamo all’inizio di “East of the Sun (and West of the Moon”, con la cantante che sembra indugiare sul piano e si interrompe per scacciare – senza ucciderlo – un insetto che si era posato sui tasti; l’episodio sembra aver particolarmente divertito Diana, che nel frattempo ha elogiato la bellezza di suonare all’aperto in luoghi così suggestivi ed alla fine del pezzo la vediamo scoppiare in una risata liberatoria, fra gli applausi del pubblico.

Diana Krall, da jazzista provetta, è bravissima a dettare i tempi, cedendo temporaneamente il ruolo di protagonista al suo manipolo di virtuosi, per poi riprenderlo quando deve parlarci della sua coppia di cantautori preferita, ossia Tom Waits e la moglie Kathleen Brennan, autori dell’intensa “Take It with Me”, o dei fratelli George e Ira Gershwin, che scrissero “I  was doing all right”, brano che chiude un set di dieci canzoni assolutamente perfetto. L’inevitabile standing ovation porta il gruppo a rientrare quasi subito, chiudendo con eleganza e stile il concerto con altri due encore tratti dai classici del jazz, “Moonglow”, portata alla ribalta da Tony Bennett, e “Exactly like You”, classico noto nella versione di Nina Simone.

Sembrano “solo” dodici pezzi, ma fra variazioni sul tema ed improvvisazioni siamo giunti a circa un’ora e tre quarti di concerto, un tempo che è assolutamente volato sulle ali della musica di Diana Krall e del suo ensemble: ancora un successo per la rassegna Tener-a-mente, ormai diventata un caposaldo dell’estate lombarda grazie alla presenza di importanti artisti di fama internazionale all’interno di un contesto fatto di bellezza e storia come la celebre dimora dannunziana con vista lago. Si sprecano invece i superlativi Diana, interprete unica del grande repertorio jazz nonché diva brillante e dotata di grande spontaneità, capace di stregare il pubblico del Vittoriale con la propria bravura e l’innegabile ed ancora intatto fascino.

 

Setlist della serata:

  1. All or Nothing at All
  2. L.O.V.E.
  3. I’ve got You under my Skin
  4. Devil may care
  5. Just like a Butterfly that’s caught in the Rain
  6. Boulevard of Broken Dreams
  7. East of the Sun (and West of the Moon)
  8. Cry Me a River
  9. Take It with Me
  10.  I was doing all right

Encores

  1. Moonglow
  2. Exactly like You

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola