Ditonellapiaga sarà a Sanremo insieme a Rettore con “Chimica” – “Camouflage” è il suo nuovo album

Nascondere per svelare. Camuffarsi in molteplici personaggi per raccontarsi. A sé stessi e al mondo. Anticipato dal singolo Non ti perdo mai scritto con Fulminacci, è stato pubblicato in digitale il 14 gennaio 2022 ed uscirà il 4 febbraio in versione cd album digipack e in vinile limited edition edizione numerata colorata, Camouflage, il nuovo disco di Ditonellapiaga per Dischi Belli/BMG Italy.

Con il suo primo album, “Camouflage”, Ditonellapiaga non si tira indietro e stupisce, dimostrando un eclettismo fuori dal comune e una versatilità naturale, frutto di anni passati nel fervido ambiente delle jam session capitoline e del sound del duo bbprod che la accompagna fin dal suo esordio.

Nella versione fisica di “Camouflage”, che sarà pubblicata durante la settimana sanremese, sarà contenuto Chimica, il brano con cui Ditonellapiaga Rettore parteciperanno alla 72° edizione del Festival di Sanremo.

Il brano è stato scritto da Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, e Donatella Rettore, le musiche sono state composte dalla stessa DitonellapiagaBenjamin VenturaAlessandro CasagniValerio Smordoni ed Edoardo Castroni. La produzione di Chimica porta la firma del duo di producer romani bbprod.

Una vera hit che richiama le atmosfere della Disco come appare chiaro dalla copertina ispirata a certe sonorità anni ‘70/’80. Un pezzo scatenato e irriverente che rivela la profonda sintonia nata fra due artiste di generazioni diverse e che ha tutte le carte in regola per far ballare il pubblico della kermesse.

A dirigere l’Orchestra al Teatro Ariston sarà il Maestro Fabio Gurian.

Abbiamo partecipato all’incontro stampa in cui Ditonellapiaga ha presentato “Camouflage” e ha parlato della sua partecipazione al Festival con “Chimica”.

“Il nome del disco credo racconti il concept dell’album, che essendo un’opera prima, un primo approccio serio a questo lavoro, è ovviamente una raccolta di canzoni che sono inizialmente nate come figlie uniche e che con l’esperienza ho imparato a bilanciare e legare con questo fil rouge che è il mio essere eclettica. Questa varietà che c’è nel disco viene sicuramente richiamata dal nome che racconta il mio essere camaleontica. Nella copertina ho deciso di tradurre visivamente il senso del disco con un’immagine che mi ricorda l’infanzia. C’è mia nonna insieme alle sue amiche, e io mi confondo tra di loro, come quando, da piccola, giochi a travestirti e ti metti i vestiti della mamma o della nonna per “fare la grande” e poi vai nell’altra stanza, in salotto, dove ci sono queste signorotte un po’ borghesi e cerchi di infilarti e di mimetizzarti con loro. Questa è un’immagine che io ho chiarissima nella mia testa, la trovo anche molto d’impatto, divertente e glamour oltre che personale. Quando ho avuto questa idea mi sembrava perfetta per raccontare il mio mondo personale oltre che il titolo del disco.”

 

Parlando della sua partecipazione al Festival di Sanremo insieme a Donatella Rettore, Ditonellapiaga spiega: “Riguardo a Donatella mi sento di dire che ovviamente sono molto più giovane e inesperta di lei, ma mi ritengo nel mio piccolo controcorrente, forse proprio grazie a lei e grazie all’apertura delle piste che ha fatto a suo tempo. La ringrazio non soltanto per questo ma anche per essere stata semplicemente la prima cantautrice italiana. Molto probabilmente sto facendo quello che faccio anche grazie a lei.”

 

Rimanendo in tema di collaborazioni, ci parla anche di come è nato “Non ti perdo mai”, brano scritto insieme a Fulminacci. “Il brano con Fulminacci e al 100% autobiografico, racconta di una mia esperienza relazionale ed ha avuto una scrittura molto lunga, l’ho scritto a fasi e ci ho messo tanto tempo. La prima strofa è stata scritta in un momento in cui ero molto legata a questa persona e la cercavo. La seconda invece l’ho scritta tanto tempo dopo. Ho messo da parte il ritornello perché è molto difficile da affrontare in una canzone così personale. Il ritornello è il manifesto della canzone e devi avere molto chiaro in mente quello che pensi. Dopo tanto tempo, ho pensato di scrivere la seconda strofa e mi sono trovata una persona molto diversa. È una fase in cui dico che bisogna rimboccarsi le maniche invece di stare a piangere. Poi è arrivato Filippo, che è un mio amico, al quale ho chiesto aiuto perché non riuscivo a scrivere il ritornello, forse ancora non avevo chiaro in mente cosa volessi dire e la cosa assurda è che lui ha scritto un ritornello puntualissimo su quello che sentivo ed ha fatto una radiografia delle mie emozioni senza che gli dicessi nulla. È molto bello e lo sento molto mio.”

 

Indossare una maschera ti fa sentire più te stessa?

 

“Il titolo è tricky e può indirizzare verso l’idea del nascondersi. Quando ho immaginato il titolo e l’animale guida di questo disco, che è il camaleonte, io in realtà ho inteso il mimetizzarsi con un’accezione positiva. È una questione di sopravvivenza, anche se posso sopravvivere senza travestimenti e cambiamenti particolari. Di base la cosa che mi affascina di questo animale è che si adatti a tutte le situazioni rimanendo sé stesso, perché se in una foresta tropicale guardi bene, il camaleonte lo vedi. Penso sia semplicemente un gioco che mi piace fare, mentre a volte c’è proprio bisogno di dire le cose come stanno.”

 

Parla anche di “Chimica”, il brano che porterà a Sanremo con Donatella Rettore: “Il pezzo di Sanremo ha una direzione più erotica, è un pezzo con delle note più sensuali e dense. Per quanto riguarda l’attesa, l’ansia c’è perché è un palco gigante, soprattutto per me che sono un’artista emergente, è ancora più difficile pensarmi su quel palco senza tremare, ma sono convinta che tremeranno tutti, dal più navigato al più giovane. Il pezzo è talmente divertente, però, che superata l’ansia dovrò per forza divertirmi.”

 

Ad aprile partirà un tour di cui sono state annunciate le prime date: “Sono state annunciate le date di aprile, ce ne saranno altre d’estate, sperando che si possano fare, perché alla fine la cosa bella di un disco è portarlo in giro, condividerlo con le persone e soprattutto suonarlo. Io ho iniziato a suonare live, a differenza di altri artisti che hanno un approccio da studio. Il live sarà impostato come uno spettacolo, i pezzi saranno un po’ riarrangiati ma non stravolti, perché chi va ad un concerto si aspetta di sentire le sonorità dell’album. Avranno tutti delle componenti più musicali, più suonate, e non soltanto prodotte. Ho la fortuna di girare live con i miei produttori, che sono un tastierista e un batterista, e con un nostro carissimo amico al basso. È bello girare con la famiglia e non con una band presa apposta per i live, che è altrettanto bello ma non così magico.”

 

A cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!