the Niro e Gary Lucas

The Niro e Gary Lucas, in gioiosa memoria di Jeff [Report]

Venerdì 20 Dicembre 2019, Serraglio (MI). In una serata quanto mai piovosa, il locale milanese si accinge ad accogliere il cantautore romano The Niro, al secolo Davide Combusti, e Gary Lucas, storico chitarrista dalla classe sopraffina, che agli inizi degli anni ’90 fu scopritore, mentore e amico di quel talento cristallino della musica mondiale che fu Jeff Buckley.

Un incontro unico fra due personalità agli antipodi, ma tuttavia complementari, come avremo modo di vedere nel live, ha portato i due a dare vita a “The Complete Jeff Buckley and Gary Lucas Songbook”, un album che definire come semplice tributo alla musica prodotta insieme da Jeff e Gary appare alquanto riduttivo: la presenza in esso di cinque pezzi inediti (“No one must find you here”, “Story without words”, “In the cantina”, “Distortion” e “Bluebird blues”) interpretati per la prima volta dalla struggente voce di Davide, sembra voler trovare la quadra di un lavoro rimasto incompiuto in parte per i nuovi percorsi di Jeff, in parte soprattutto per la sua tragica scomparsa.

A colpirci da subito è il clima rilassato e conviviale che si instaura fra artisti e pubblico durante la serata: il meticoloso Gary, salito sul palco per controllare l’attrezzatura ed applaudito da alcuni fan in prima fila, compare a sorpresa di fianco a loro per scambiare due parole e scattare qualche foto, dimostrando un’affabilità ed una spontaneità francamente inattese, con le quali avrà modo di sorprenderci ulteriormente una volta sul palco.

La serata inizia ufficialmente alle 22:20, con The Niro e Gary che prendono posto sul palco, affiancati da due ottimi musicisti come il violoncellista Mattia Boschi ed il produttore e polistrumentista Francesco Arpino (piano e chitarra). Abbiamo subito modo di capire che fra i quattro si è creata un’alchimia speciale: l’attacco iniziale con “No One Must Find You Here” e “Story Without Words” ipnotizza tutti i presenti. La chitarra di Lucas ci ammalia con le sue note fra blues e psichedelia, mentre la voce di The Niro offre un’interpretazione da maestro, dimostrando a tutti di non sfigurare rispetto a quella di Jeff Buckley per quanto riguarda la tecnica e, soprattutto, l’intensità della performance.

Iniziano a questo punto alcuni autentici “siparietti”, che rendono la serata davvero speciale: Gary Lucas si dimostra sempre più vulcanico e loquace, introducendo ogni successivo brano con qualche battuta e, soprattutto, interessanti racconti e aneddoti sul suo rapporto umano e professionale con Jeff… chiedendo agli altri musicisti di tradurre le sue parole a beneficio del pubblico! Un Lucas talmente concentrato sulla propria strumentazione, che riaccordando l’acustica arriva a far saltare una corda, provando a chiedere aiuto a qualcuno fra il pubblico, ed ottenendolo puntualmente.

Il mix fra questi momenti di bonaria ilarità e la grande musica di Gary e Jeff è semplicemente perfetto, perché il pubblico ha modo di ascoltare gli interessanti e divertenti aneddoti di Gary – già autore del libro “Touched by Grace”, dedicato al suo percorso umano e artistico con il cantante -, per poi commuoversi subito dopo, ascoltando le struggenti interpretazioni che l’affiatato quartetto ci ha regalato in questa magica serata.

Suscita tenerezza il buon The Niro, che a tratti sembra sopraffatto dall’elettrizzante verve di un Gary Lucas “assolutamente sobrio”, ma che ad ogni modo riesce a riprendersi per regalarci perle di rara meraviglia come “She’s Free” o “Mojo Pin”. I nostri si dividono per un paio di canzoni verso la metà del concerto: Gary ha in quest’occasione modo di regalarci una dozzina di minuti “solo”, nei quali sfoggia la sua incredibile tecnica in una one-man-jam in cui unisce blues, jazz, flamenco e psichedelia.  Dopo questo intermezzo, la band si riunisce per proporci la struggente “Hymne à L’amour”, reinterpretazione in inglese di un brano di Edith Piaf ad opera di Jeff, e “Pleasant Street”, brano del padre Tim dal celebre “Goodbye and Hello”.

Il palco a questo punto tutto per The Niro, che tira un attimo il fiato raccontando quanto sia bello ma sotto ogni aspetto intenso seguire un artista come Gary Lucas, narrandoci come la sera precedente, a Pordenone, sia giunto sul palco a sorpresa Bobby Solo, con il quale hanno poi improvvisato qualche brano di Elvis: dopo esserci divertiti ad immaginare Davide e Gary come una versione blues del cartoon “Rick & Morty”, il nostro dà spazio alla musica, proponendoci dal suo repertorio due ottimi brani come “Promiseland” e “In My Memory”, quest’ultimo interpretato con Mattia Boschi al violoncello. I brani sono accolti con entusiasmo dai presenti, che tributano a Davide meritati applausi, mentre la nostra speranza è quella di poter ascoltare presto qualche suo nuovo inedito.

Giungiamo ad una conclusione che suona quasi riduttivo definire “in grande stile”: dapprima la band fa venire i lucciconi a tutti i presenti con la struggente “Grace”, poi non si lascia troppo desiderare, eseguendo subito il bis con “In the Cantina”, a nostro avviso uno dei migliori pezzi nati da questa eccellente collaborazione.

Due mondi completamente diversi che si incontrano, ma che attraverso la musica sono stati in grado di capirsi ed unire le forze per regalare al pubblico alcuni momenti di puro sentimento. Questo è in estrema sintesi ciò che abbiamo trovato e sentito partecipando alla tappa milanese del tour di The Niro e Gary Lucas: un’occasione imperdibile per riascoltare dal vivo le canzoni di Jeff Buckley e sentire come la sua musica sia ancora vitale, ispiratrice, o più semplicemente emozione pura.

Setlist:

  1. No One Must Find You Here
  2. Story Without Words
  3. Bluebird Blues
  4. Harem Man
  5. She is Free
  6. Mojo Pin
  7. Gary Lucas acoustic solo
  8.  Hymne à L’amour
  9. Pleasant Street (di Tim Buckley)
  10. Promiseland (The Niro)
  11. In My Memory (The Niro)
  12. Grace
  13. Encore – In the Cantina

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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