No Interview: Mòn – altra band protagonista del Sei tutto l’indie fest

Il nostro viaggio alla scoperta dei protagonisti del Sei tutto l’indie fest, il festival organizzato da Sei tutto l’indie di cui ho bisogno al Monk di Roma, giunge al capolinea; dopo le chiacchierate con i Mary in JunePortobello e i Pinguini Tattici Nucleari, oggi scopriamo i Mòn tra le nostre domande e quelle dei Mary in June.

 

Cosa provate ad essere tra gli artisti che suoneranno al Sei Tutto L’Indie Fest, il festival della maggiore e più attiva community online sulla musica indipendente italiana?

Stiamo in fissa!! Non ci aspettavamo di avere la possibilità di presentare il nostro tanto sudato disco in un evento del genere!

 

Come vi descrivereste usando cinque parole?

Pathetici, petalosi, magrolini, lunatici, amici.

 

Suonare al Sei Tutto L’Indie Fest vi fa finire direttamente nella definizione di indie. Cos’è per voi l’indie?

È un modo facile per etichettare un’estetica (musicale e non) difficile da etichettare.

 

Poche volte succede che il singolo d’esordio di una band sia accolto con pareri unanimemente positivi; vi aspettavate tutto questo riconoscimento?

Sicuramente il video ha fatto la sua parte, speriamo che il resto del disco soddisfi le aspettative!

 

Tra le vostre influenze possiamo citare Pixies, The XX, Louis Armstrong e molti altri; c’è un artista che, su tutti, vi influenza?

In realtà no. Ognuno di noi ha subito le influenze dei propri ascolti che poi abbiamo canalizzato inconsciamente in quella che è diventata la nostra musica.

 

Domanda di Mary in June – Come mai avete scelto l’inglese per la vostra musica?

La musica che ci ha sempre legato, che abbiamo sempre ascoltato insieme e che ci è venuto spontaneo suonare è principalmente cantata in inglese, perciò nel momento di scrittura ci è venuto naturale scrivere in inglese. Inoltre la lingua a cui ci ispiriamo non è il british scolastico o l’americano, ma piuttosto quello coniato dalla scena indie europea rappresentata da artisti come gli Efterklang, i Mùm e i the knife, che ci permette di mantenere velato il senso diretto delle parole.

Domanda di Mary in June – Qual è l’artista romano che più apprezzate?

Il Capitano! A parte gli scherzi, essendo in 5 è difficile trovare il nostro idolo romano comune; volendone citare alcuni: Stefano Rosso, Rino Gaetano (romano per adozione), Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri (anche detto Trilussa). 

 

Autore dell'articolo: Giorgia Molinari

Giorgia Molinari
Nasce nello stesso paese di Martufello, dove cresce mangiando crostatine alle visciole. Scegliendo di seguire i sogni, si iscrive ad Archeologia innamorandosi della preistoria anatolica. La vita da pendolare non fa per lei: impacchetta la sua roba e approda a Rebibbia insieme al pappagallo Rio; a casa giù torna spesso, ché 90km son troppo pochi per fuggire davvero. Vorrebbe essere una bolla di sapone, crede di essere una volpe selvatica, in realtà cerca di fare tutto incastrando vita e accolli.