No Report – I Canova portano a Catania l’adrenalina da ultima data del tour

I Canova sono sbarcati in Sicilia per delle date speciali, fortemente volute per salutare i fan siciliani prima di prendersi una meritata pausa in attesa del prossimo album.

Sono andata a sentirli nella tappa catanese al Ma, locale sold out per l’occasione, che li ha accolti con un immenso calore. È incredibile pensare come in pochi mesi questi ragazzi abbiano triplicato il pubblico presente in sala rispetto allo scorso live, già affollatissimo, segno che il talento della band sta conquistando sempre più fan, grazie ai suoi brani tutti da cantare, ma mai banali, presentati live con un’attenzione ai suoni da band navigata, segno di una lunga gavetta.

I Canova sono certamente da annoverare tra i protagonisti della rivoluzione in atto nella musica, che sta premiando tutti quegli artisti che, di locale in locale, hanno conquistato una bella fetta di pubblico.

L’ingresso della band viene accolto da un’ovazione e si parte subito con “Vita sociale”, “Manzarek” e “Aziz”, i cori sovrastano la band, ma è con “Portovenere” che il pubblico impazzisce. Il successo dei Canova è confermato dal fatto che tutti i brani, nessuno escluso, vengono cantati a gran voce dalla platea, anche quelli più recenti come “Santamaria” e “Threesome”.

Matteo spiega al pubblico che queste date siciliane sono state volute perché la band ha lasciato in Sicilia un pezzo di cuore. In sala ci sono ragazzi che hanno fatto la doppietta venendo da Palermo, segno evidente del bellissimo rapporto che la band, in questi mesi, ha instaurato col suo pubblico. Uno dei brani più attesi è stato certamente “Expo”, presentatoci con un significativo “Stronza era e stronza è rimasta”. C’è anche spazio per un nuovo brano, “Groupie”, che non sanno ancora se finirà o meno nel prossimo album, ma che ad un primo ascolto sembra l’ennesimo centro della band, con una poetica riconoscibilissima e diretta, impossibile da non amare.

Uno dietro l’altro si susseguono i brani di “Avete ragione tutti” e l’atmosfera da ultima data pervade il palco. La band evita il siparietto dei bis e Matteo si autodedica la classica “Se non fai l’ultima noi non ce ne andiamo”, così ascoltiamo un’ultima volta “Manzarek” e “Vita Sociale”, che viene salutata con un significativo: “L’ultima caxxo di volta, vaff…”, sfogando tutta l’emozione del momento sulla platea.

Ce ne andiamo con l’adrenalina di un live bellissimo, pieno di canzoni che personalmente ho amato sin dal primo ascolto, quando ho scoperto questa band eccezionale, che sicuramente ci mancherà in questi mesi di pausa.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!