Canzoni Per – Il collettivo che sperimenta sulla forma canzone [No New]

“Scopare” è l’album d’esordio del collettivo Canzoni Per, un concept a cui ne seguiranno altri, che racconta l’inizio e la fine di un sentimento, in ordine sparso, cercando di dare un nuovo volto alla forma canzone, che in questo album ha una durata brevissima, non superando quasi mai i due minuti. Il collettivo vuole sperimentare anche giocando sugli stereotipi di indie e trap, esasperandoli aggiungendo qualche provocazione e scegliendo Instagram come piattaforma di lancio per i singoli.

Intervista a cura di Egle Taccia

 

 

Mi raccontate la storia del collettivo Canzoni Per?

Ci conosciamo da tanto, ci amiamo da ancora prima. Ad un certo punto abbiamo deciso di scrivere canzoni brevi e l’abbiamo fatto.

 

Come presentereste il vostro progetto a chi non vi conosce?

L’idea è nata scoprendo l’album Whack World di Tierra Whack. Per cui ci siamo detti: sarà possibile scrivere canzoni più o meno compiute per musica e parole in un solo minuto? Così abbiamo iniziato un po’ di tentativi, i migliori sono finiti nell’album Scopare. Il nome ci permette di lasciare il progetto aperto e di variare da album ad album, è un nome scelto per la sua capacità proteiforme.

“Canzoni per Scopare” è il vostro nuovo singolo. È un pezzo che parla di rimpianti?

 Parla soltanto di rimpianti, la project track descrive l’incapacità nel far funzionare una relazione e la consapevolezza che le proprie canzoni d’amore ormai sono soltanto canzoni per scopare.

“Scopare” è il titolo del vostro album, che unito al vostro nome sembra quasi una dichiarazione d’intenti. Volevate lanciare una provocazione?

Assolutamente. L’idea era quella di giocare con gli stereotipi attualmente imperanti nella scena musicale italiana. Per farlo ovviamente ci siamo immersi testa e piedi negli stessi stereotipi. Fa parte del gioco.

 

Le vostre canzoni non durano più di due minuti. È anche questa una provocazione o pensate che gli ascoltatori non abbiano più il tempo di ascoltare la musica?

Pensiamo entrambe le cose. Viva i pezzi brevi e gli album con massimo 12 tracce!

Pensate che i social e le piattaforme di streaming abbiano portato la musica all’esasperazione?

Certe frange di musica leggera sono state sempre esasperate, i social e le piattaforme streaming sono solo un mezzo nuovo tramite cui avviene il processo di esasperazione. “Cambia la musica ma il controcanto è lo stesso.”

Stucchevolezza e arroganza sono per voi l’esasperazione dell’indie e della trap. Pensate che questo sia il riflesso dell’incapacità delle nuove generazioni di rapportarsi ai sentimenti e, di conseguenza, di non riuscire a trasporli nelle canzoni?

Al contrario, pensiamo che le nuove generazioni siano molto più brave nel rapportarsi con i sentimenti rispetto alle precedenti, quello in cui forse sono meno brave è rapportarsi con il mondo esterno, con tutto ciò che è altro rispetto al proprio io.

Domanda Nonsense: Come vi sentite dopo “7 ore di techno”?

 Fresh and Clean as Fuck.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!