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DiMaio, controtenore contro i pregiudizi [Intervista]

DiMaio

IN RADIO E IN DIGITALE
PROMETTO

prodotto dal Maestro Carmelo Patti

ONLINE IL VIDEO del BRANO

https://youtu.be/hS9qcHN86zA

realizzato dal regista Luigi Pingitore

E’ disponibile su YouTube il video di PROMETTO”, il nuovo brano di DiMaio (INRI Classic /AdaMusic),  prodotto dal Maestro Carmelo Patti.

Il videoclip di Luigi Pingitore vede la presenza del famoso scultore JAGO.

Nel videoclip DiMaio con la sua rara vocalità diventa colonna sonora di alcune immagini inedite dello scultore, registrate durante la realizzazione della “P I E T À”, una tra le opere più famose dell’artista esposta nei luoghi d’arte più importanti al mondo. JAGO è anche l’autore di “Habemus Hominem” che scolpisce all’età di 24 anni quando, selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54a edizione della Biennale di Venezia, espose il busto in marmo di Papa Benedetto XVI (2009) che gli è valso la Medaglia Pontificia. La scultura giovanile è stata poi rielaborata nel 2016, prendendo appunto il nome di “Habemus Hominem” e divenendo uno dei suoi lavori più noti.

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Intervista a cura di Egle Taccia

 

È da poco uscito il tuo brano “Prometto”. Cosa l’ha ispirato? 

Prometto è un brano intimo ed emozionale che mi ha colpito fin dal primo ascolto. È stato scritto da un team di autori di grande prestigio ed arrangiato dal Maestro Carmelo Patti che ha vestito perfettamente il mood di questa mia ripartenza. Sentivo il bisogno di interpretare un brano che avesse dei suoni morbidi e delicati ed era perfetto.

“PROMETTO” conserva la natura classica del progetto evolvendosi verso sonorità moderne che si amalgamano in maniera organica al suono acustico e alla voce (tenore e controtenore). È una narrazione che parla di moderno raccontando il passato, la tradizione del canto unita alle sonorità attuali del pop. Alcuni synth prendono il posto degli archi e si inseriscono nell’orchestra in modo complementare. Il suono del pianoforte ci proietta in un ambiente sonoro intimo. I ritornelli aprono a paesaggi sonori lontani.

 

Il video mi ha colpita particolarmente per la fusione tra musica, arti visive, danza e scultura. Com’è nata l’idea di coinvolgere Luigi Pingitore alla regia ed il famoso scultore Jago? 

Mi ha sempre affascinato qualsiasi forma d’arte, credo che ogni artista abbia un proprio percorso, fatto di esperienze, di studio, di crescita, di gioie, di dolori, è bello poter condividere e fondere le proprie anime attraverso l’arte e lasciarsi travolgere dalla bellezza che l’arte in ogni sua forma emana. 

Quando ho conosciuto Jago ho capito subito che c’era del feeling e che potevamo esprimerci insieme per un brano emozionante come “Prometto”. È stato davvero un onore ed un gran privilegio per me averlo al mio fianco.

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La Regia di L. Pingitore ha raccontato attraverso immagini il nostro incontro artistico, esaltandone le sfumature con profonda sensibilità. 

 

Mi racconti i tuoi inizi e di come ti sei avvicinato a questo mondo?

Nasco dal Pop, arrivo al mondo classico ed al progetto da controtenore all’età di 35 anni, ho intrapreso gli studi classici spinto dal premio Oscar Louis Bacalov per arrivare da lì a poco alla realizzazione del mio primo album “Debut” ed ora al nuovo album che stiamo ultimando. 

Oggi questo progetto rappresenta una parte importantissima di me, dentro c’è un percorso lungo, meraviglioso, ma non sempre semplicissimo.

 

La tua musica è una perfetta fusione tra classico e moderno. Pensi che per creare qualcosa di nuovo non si debba necessariamente dimenticare il passato?

Assolutamente no, il passato fa parte di noi e del nostro percorso, ciò che siamo oggi è conseguenza anche del passato.

Nel mio caso do un valore importante sia alla tradizione che alla contaminazione moderna, ciò che rende il mio progetto così audace è proprio la fusione di questi due mondi che vorrei poter unificare creando qualcosa che rompa le regole. 

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Come definiresti il tuo mondo musicale?

Classic Revolution 😉 

 

Qual è, a tuo avviso, il segreto che rende affascinante il canto lirico ancora oggi?

Un po’ quello che dicevo prima, siamo alla continua ricerca di innovazione, ma poi siamo tutti profondamente nostalgici e legati alle nostre radici. 

Poi siamo in un’epoca trap dove il vero rivoluzionario è chi osa ed utilizza ancora il bel canto.

 

Sei stato definito “controtenore contro i pregiudizi”. Ti ritrovi in questa definizione? Ne sei orgoglioso?

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Beh, sì! Non mi dispiace come definizione, credo che per pregiudizi il giornalista volesse intendere coloro che hanno paura di chi osa, di chi sperimenta, di chi è pronto al giorno d’oggi a criticare a prescindere senza conoscere, senza andare a fondo, solo perché hai toccato qualcosa per loro di intoccabile.

Quindi, direi di sì, felice di essere un controtenore contro i pregiudizi.

Se non andiamo un po’ oltre le nostre comfort zone rischiamo di non stupirci più e di non lasciarci travolgere da cose a noi ancora sconosciute.

 

Domanda Nonsense: Violino o pianoforte?

Eh, qui è una lotta, sono i miei strumenti del cuore entrambi, ma se dovessi fare una scelta obbligata ti direi “pianoforte”.

 

 

 

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Written By

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!

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