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No Interview

Edy, in Samurai si parla di rivincita e di riscatto [No Interview]

Abbiamo incontrato Edy, che ha da poco pubblicato i singoli “La spiaggia mi ammazza” e “Samurai”, il cui video è nato da un’idea del musicista e cantautore siciliano e del regista Ivano Barcellona: al centro della pellicola, dalla color squisitamente vintage, la traduzione cinematografica del brano. Un video con deliziosi richiami al mondo di Tarantino, per le colte citazioni pop e le sfumature volutamente ferali.

 

SAMURAI (Pulp Entertainment) è un brano trap dai suoni acidi, ricco di contaminazioni che vanno dal tribal al G-funk, passando attraverso il punk e l’electro house.

 

SAMURAI scopre l’altra faccia del nuovo EDY: una canzone dal testo tanto cinico quanto realista, tanto catastrofista quanto speranzoso, violento e ripetitivo. E se in tutto questo casino c’è una possibilità di riscatto, è legata alla possibilità di scelta che ha ognuno di noi.

EDY ci dice che possiamo sempre decidere se seguire o meno il nostro istinto animale, in grado di salvare o distruggere tutto: possiamo scegliere se essere sottoposti o SAMURAI, se lottare senza obiettivi, per gli obiettivi degli altri, per il proprio tornaconto o per cambiare davvero lo stato delle cose.

Il sound di SAMURAI è essenzialmente trap e punk: a partire da drum machine, synth e suoni techno, raccoglie tutti i riferimenti musicali che la cultura urbana consegna. Ti fa ballare e saltare come se la vita fosse appena iniziata o fosse giunta all’ultimo giorno. La produzione guarda alla migliore scuola trap made in USA.

 

Edy ha appena fondato insieme a Tobia Pennisi di Pulp Records una nuova etichetta che si chiama Matrice17, che è focalizzata sul pop punk, Yperpop, EmoTrap e Drill. Tra gli artisti Heresia e Reiven.

 

Intervista a cura di Egle Taccia

 

“Samurai” è il pezzo che ha anticipato il nuovo singolo estivo “La spiaggia mi ammazza” e che porta la tua musica verso la trap, con atmosfere tribali che attingono da punk ed electro house. Cosa lo hai ispirato e cosa ti ha spinto verso questa nuova direzione?

 

Con “Samurai” si svela l’altra parte del nuovo progetto Edy, che come dici tu sa un po’ di trapposo, in questo caso direi tribal trap, ed è anche la prima collaborazione con un giovane artista che si chiama Heresia, infatti il beat parte da lui e su quello ho scritto, ho messo le parole e anche suonato le chitarre e coprodotto il pezzo. È un brano che parla di riscatto e di rivincita, parla di riscatto degli outsider e soprattutto, come spesso accade nelle mie canzoni, racconta dell’autodeterminismo, della voglia di poter decidere il proprio percorso e anche della resilienza nel superare le difficoltà. Io sono estremamente contento di aver aggiunto al mio pop punk tipico anche il sound trapposo e rapposo e ti dico che sarà il primo ma non l’unico di questo filone.

 

Il brano, all’apparenza catastrofista, parla di riscatto e della possibilità di scegliere. Qual è il messaggio che vuoi lanciare?

 

Il messaggio è assolutamente positivo. Hai detto bene, mi piace che parli di catastrofismo, perché secondo me viviamo in un mondo catastrofico, quindi la catastrofe della canzone è la fotografia del this is, di quello che c’è oggi, ma allo stesso tempo io descrivo un to be, quello che vorrei che fosse e all’interno di questa situazione ho utilizzato il concetto di samurai, che è il combattente resiliente, che non è un guerriero semplice, il samurai è disciplinato, il samurai prima di tutto ha il controllo di se stesso e poi agisce. Mi piace tantissimo la domanda che fai proprio perché cogli sia l’aspetto catastrofico, che è la mia visione del mondo attuale, ma anche quello molto positivo che è la possibilità di autodeterminarsi se reagisci e reagisci focalizzato come un samurai.

 

Per il video, con cui hai collaborato con il regista Ivano Barcellona, ti sei ispirato all’immaginario di Tarantino. La protagonista del brano racconta l’umiliazione che ogni giorno è costretta a subire da varie direzioni, che poi si tramuta in rabbia e violenza omicida. C’è un lieto fine per lei?

 

Certo, il lieto fine è il riscatto, il lieto fine è mettere i puntini sulle i a tutte quelle i senza puntini della sua vita. Innanzitutto, mi piacerebbe dire che la protagonista del video è la splendida Micaela Pittera, quattro volte campionessa nazionale di karate. Nelle scene del video infatti io mi trovo a fare karate con lei, anche perché sono anche io una cintura nera di karate, secondo dan, anch’io ex campione italiano, però mi sono rimesso a fare karate con lei in occasione del video ed è stato abbastanza difficile e mi sembrava ancora più iconico che la protagonista fosse una donna, anche perché viviamo in una società che per quanto si sia ammodernata è una società sciovinista, una società sessista in un mondo fatto per maschi con regole da maschi, quindi il mettere come protagonista una donna, una donna che si riscatta, che si riscatta combattendo e si riscatta utilizzando una katana, sicuramente sa un po’ di tarantiniano, però è anche il modo in cui volevo parlare di riscatto ponendo al centro una donna.

 

Qual è il significato del passaggio di katana finale?

 

Il significato è “to be continued”, no? Io credo che le esperienze virtuose, le esperienze che possono cambiare la vita di una persona possano e debbano anche essere condivise. Il passaggio di katana è dato a una ragazza che non è proprio festaiola, è a terra che sta chiedendo l’elemosina ed è stupita di quel gesto. È come se fosse un passaggio di testimone, anche Michaela nel video riceve la katana per posta, quindi evidentemente qualcuno le ha spedito questa katana, come se fosse il testimone del revenge, della rinvincita e del riscatto.

 

Il vero Samurai è colui che lotta per cambiare il mondo?

 

Il vero Samurai è colui che lotta prima di tutto per autodeterminarsi, per cambiare sè stesso, per trovare un equilibrio, e nel fare questo contribuisce a cambiare il mondo.

 

Che tipo di lavoro hai fatto sui suoni del brano?

 

Mi rifaccio un po’ alla prima cosa che ho detto, il brano nasce da una vomitata mia e di Heresia, che poi è anche mio figlio, Alexander. Ci siamo entusiasmati subito e poi ci siamo fatti affiancare da Nodramachine, Federico Leo, con cui abbiamo appunto completato la produzione. I suoni sono stati un bel braccio di ferro, perché Alexander ovviamente era molto orientato verso suoni trap, Nodramachine voleva mettere roba un po’ più hyperpop ed io dovevo mettere per forza le mie solite chitarre. Credo che il risultato sia interessante ed in ogni caso mi soddisfa al 100%. Samurai è un brano che mi diverte tanto tanto.

 

“Samurai” segna l’apertura verso un nuovo percorso musicale?

 

Samurai segna l’apertura verso un altro pezzo del percorso musicale. Il pop punk non sarà minimamente abbandonato, però ti spoilero che il prossimo brano sarà un brano Jersey Drill, il prossimo ancora sarà un brano Emo Trap e poi in inverno ritorneremo a pompare con un po’ di Pop Punk. Quindi io starò crocevia tra quello che ti aspetti da me, chitarra basso e batteria e me che mi dimeno, e queste nuove sonorità che ho abbracciato e di cui sono assolutamente entusiasta.

 

Domanda Nonsense: Attaccare o difendere?

 

Assolutamente difendere, non attaccare, perché credo nella cultura del samurai, proprio perché sono un karateka e a noi karateka insegnano che la migliore difesa non è l’attacco, ma il contrattacco, ovvero essere pronti a parare il colpo e a colpire con un solo colpo determinato e lucido. Sai, quando sei attaccato c’è tanta confusione, c’è tanto movimento, se tu rimani lucido, un po’ come nelle scene di Matrix quando lui comincia a vedere tutto a rallentatore, ti rendi conto che quello che ti viene addosso ha tanto impulso, ma non ha lucidità, se tu invece rimani lucido, con un solo colpo puoi stendere l’avversario, quindi mi riferisco a una difesa che attacca.

 

 

 

 

 

 

Written By

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!

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