Fask: “Tornare sul palco senza restrizioni è stato incredibile” – [Intervista]

È in corso a Catania la nuova edizione di Porte Aperte Unict – Musica Teatro Cinema che il 15 luglio ha inaugurato alla grande con Willie Peyote, mentre il 18 luglio si concluderà con il live dei Fask – Fast Animals And Slow Kids che andrà in scena nella splendida cornice della Corte dell’Ex Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena.

Dopo lo straordinario successo del club tour di aprile e maggio, i FAST ANIMALS AND SLOW KIDS sono tornati sul palco per un’estate all’insegna del rock con una serie di appuntamenti live nei principali festival e rassegne partendo il 24 giugno da Arezzo.

Intervista ad Alessandro Guercini a cura di Egle Taccia

Siete in giro per “E’ già domani ora – tour”, cosa provate a vedere finalmente il vostro pubblico divertirsi sottopalco senza restrizioni?

È una roba veramente incredibile, anche se dirlo sembra un po’ scontato, perché il tutto è reso ancora più forte dal fatto che stai facendo qualcosa che pensavi di non poter fare più. Secondo me a un certo punto, durante questi anni piuttosto terribili, si era persa anche un po’ la speranza, c’era questo rinvio continuo, e a un certo punto pensavi “come è possibile che finisca se continuiamo a rimandare?” Si era un po’ persa la speranza di tornare alla normalità, di tornare a fare concerti degni di questo nome, però per fortuna è tornato tutto com’era e tuttora ogni data è paragonabile quasi ad una scarica di adrenalina fortissima, amplificata dal fatto che non pensavi fosse possibile riviverla ancora.

L’ultima volta che vi abbiamo visto in tour portavate uno spettacolo intimo e molto diverso da quello a cui ci avevate abituato. Che tipo di spettacolo dobbiamo aspettarci da questo nuovo tour?

Questa volta ci sarà ogni momento, sarà un concerto dei Fask vero e proprio. Abbiamo lavorato molto in sala prove per portare un live che per noi potesse essere un’esperienza completa, quindi ci piace pensare che questo concerto sia un insieme di momenti e non un blocco unico con una sola emozione predominante, ci sono delle parti in cui magari alziamo il distorsore, facciamo pezzi un po’ più incazzati, ci sono altri momenti in cui invece abbassiamo i toni e abbiamo riarrangiato i pezzi anche pensando all’esperienza dell’anno scorso, al tour acustico, e dei momenti in cui proviamo a far ballare chi ci ascolta, che comunque per noi è una roba abbastanza nuova e particolare, siamo orgogliosi di come abbiamo lavorato per queste date, per i prossimi concerti.

 

Chi sono i Fast Animals and Slow Kids oggi, dopo tutti questi anni insieme?

Sono un’entità a parte secondo me, siamo un micromondo fatto di inside jockes e di rapporti in continuo divenire tra di noi, ma che per fortuna tendono sempre al miglioramento. Mi sembra che più andiamo avanti con gli anni più ci conosciamo, più capiamo tante cose l’uno dell’altro e più ci troviamo bene tra di noi, perché nel corso degli anni abbiamo visto che quando fai una vita così, in cui stai con quattro persone per una quantità di tempo indescrivibile, impari a conoscerle in maniera particolare, ma non è detto che quello che conosci magari ti vada a genio, invece a noi per fortuna sta andando così e questa forse è la cosa più importante. Siamo una band che sta bene.

Cosa significa per voi essere rock?

Per noi essere rock, in realtà, è una roba su cui tendiamo a non ragionare più di tanto. Sicuramente noi abbiamo sempre avuto questa idea romantica del rock. Il rock può essere qualsiasi cosa fatta con una determinata attitudine. Non per forza il rock è fare un assolo di chitarra di dieci minuti o tenere i bpm sempre altri e il distorsore sempre a stecca. Per noi il rock è un’attitudine ed è un modo di fare musica caratterizzato da una forte libertà espressiva.

Tra le tantissime date del tour c’è quella catanese. So che avete un rapporto speciale con la Sicilia, dove siete venuti, credo, nel vostro primissimo tour, tanti anni fa. C’è un luogo a cui siete legati particolarmente?

Sicuramente, se ripenso a un locale in Sicilia il primo che mi viene in mente sono i Candelai a Palermo, un posto dove abbiamo fatto dei concerti incredibili, mi ricordo che magari la prima volta ci saranno state, non esagero, quaranta persone, però fu un concerto bellissimo, la gente era carica, era un pubblico esiguo ma fortemente bendisposto nei nostri confronti. Ci abbiamo suonato nel corso degli anni 3-4 volte e, ogni volta che finivamo, dopo andavamo in Vucciria a bere e a mangiare il panino con la meusa. Ho dei ricordi bellissimi legati a Palermo e ai concerti che abbiamo fatto lì, quindi forse il primo luogo che mi viene in mente è quello, però sicuramente anche il concerto dell’anno scorso a Catania fu bellissimo, in quella cornice incredibile. Suonare in Sicilia succede raramente, però ogni volta è un’emozione diversa e sempre più forte.

Domanda Nonsense: cosa non fare assolutamente durante un vostro live?

Vorrei dire che non si deve giudicare come gli altri vogliono godersi il concerto, questo è qualcosa che sarebbe bello tutti tenessero in mente. Ad ogni concerto sarebbe bello vedere tolleranza a non finire, tolleranza nei confronti di chi vuole godersi il concerto in una maniera diversa dalla tua.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!