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Francesca Michielin a Catania – “Quando vengo in Sicilia mi ricarico!” [Report]

bonsoir! – Michielin10 a teatro è il tour che sta portando Francesca Michielin in giro per l’Italia, prodotto da Vivo Concerti che ha già registrato numerosi tutto-esaurito. È davanti ad alcune delle platee più suggestive d’Italia che Francesca sta riabbracciando il suo pubblico e sta presentando live per la prima volta i brani inediti del nuovo disco “Cani sciolti”, insieme ai grandi successi che l’hanno resa una delle cantautrici e polistrumentiste più apprezzate della scena contemporanea italiana. Questo è il primo tour indoor di Francesca Michielin da molto tempo e lo ha immaginato pensando al calcio, come ha spiegato al teatro Ambasciatori di Catania lo scorso 14 aprile, dove siamo andati a sentirla.

 

Ad accoglierla, un teatro assolutamente gremito con ospiti d’eccezione in platea come Carmen Consoli, a cui ha dedicato un brano del suo ultimo album intitolato “Carmen”, nato a seguito di una conversazione avuta con la Cantantessa.

 

Si abbassano le luci e arriva lei con un vestito verde acido e anfibi neri. Si avvicina al microfono e il live inizia con “Occhi grandi grandi” e “Vulcano”, che spiega essere nata proprio qui a Catania. Saluta tutti e spiega che questo tour è concepito come una partita di calcio, in fondo in inglese suonare si dice play, come giocare. Il live racconta i dieci anni della sua carriera, che nel frattempo sono diventati quasi dodici, un live breve ma intenso, dove concentra tutti i brani più importanti e significativi del suo percorso. Dopo un inizio esplosivo si dirige al pianoforte e prima di “un bosco” parla un po’ coi fan incitandoli a concedersi il lusso di sentirsi incompleti, a ritrovare degli spazi solo per loro in una società capitalista che ci vuole sempre impegnati in qualcosa. Subito dopo è il momento di uno dei pezzi che ho sempre amato del repertorio di Francesca Michielin, “Cattive stelle”. Torna al centro della scena, illuminata da un bellissimo gioco di luci, per proseguire il live con “Chiamami per nome”.

In uno dei suoi tanti momenti a cuore aperto col pubblico racconta anche della sua esperienza al conservatorio, dove era stata etichettata sin da subito come “quella che veniva dalla musica leggera”. Spiega come questo modo di definire il pop sia denigratorio, perché anche la musica leggera può essere piena di spessore e profondità. Il livello di empatia col pubblico raggiunge livelli altissimi quando comincia a parlare di quelle volte in cui ci sentiamo come se non sapessimo quale sia il nostro posto nel mondo, ma questa per lei è una cosa bella, perché “quello che ancora non c’è” arriverà da sè. Subito dopo “25 febbraio” parte un applauso fortissimo dalla platea, che la sovrasta e sembra emozionarla un po’, risultato di uno spettacolo in cui non si è mai risparmiata, artisticamente ed umanamente. È il momento del brano più difficile da cantare, legato al concetto di provincia, all’alta possibilità che le cose vadano male quando vivi in un ambiente chiuso che non ti dà la possibilità di essere te stesso. È il momento di “Padova può ucciderti più di Milano”, brano che confessa aver paura di cantare a Padova tra qualche giorno.

Il live è intervallato anche da momenti divertenti, come quando ci ha fatto sorridere confessando di voler attraversare tutta la Spaccanapoli con la maglia della Juve, facendo ancora una volta intravedere la sua forte passione per il mondo del calcio.

Si va verso il finale con “L’amore esiste” e “Io non abito al mare”. Confida di essere arrivata a questo punto del tour molto stanca: “Questo è il tour più lungo che abbia mai fatto, eppure sapevo benissimo che una volta arrivata in Sicilia tutta la stanchezza sarebbe andata via, perché ogni volta che vengo qui mi ricarico.”

Si va verso un finale fatto di applausi con “Nessun grado di separazione” e “Magnifico”.  Quando lo spettacolo finisce si va via con la certezza che Francesca Michielin è un’artista completa, una grande donna della musica, che album dopo album si sta ritagliando uno spazio sempre più grande nella musica italiana.

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Report a cura di Egle Taccia

Written By

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!

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