“Gli Anni” ’90 di Max Pezzali arrivano a Catania [Report]

Il 7 settembre Max Pezzali è arrivato a Catania per la prima delle due date previste alla Villa Bellini per il Wave Summer Music, portando in scena i più grandi successi degli 883, in un viaggio musicale che vuole trascinarci indietro nel tempo per farci rivivere le emozioni di quegli anni, grazie agli indimenticabili pezzi di un artista che è riuscito a raccontare una generazione e tutto l’immaginario che la circondava. Fumetti, amori sognanti, delusioni e spensieratezza, la voglia di andare via, tutto raccontato grazie alla capacità di scrivere pezzi universali, dove tutti possono ancora oggi riconoscersi.

Un grande sold out per la data del 7 settembre, che non ha mancato di regalarci tante emozioni e qualche fuori programma.

Il viaggio negli anni ’90 e nel mondo degli 883 parte con “Non me la menare”, “Te la tiri” e “6/1 sfigato”. Inizia a dialogare col pubblico dichiarandosi felice di vederci dopo un anno e mezzo in cui lui e la band si erano un po’ intristiti. “Grazie di esserci! Il fatto che siete qui vuol dire che in fondo non ci spezziamo!”

Si prosegue con “Un giorno così” e “Rotta per casa di Dio”, poi racconta di aver scritto un libro sugli anni ’90, dal titolo “Max90”, dove racconta quel periodo. Ogni tanto il figlio gli domanda cosa gli manchi di quegli anni e gli risponde che, oltre ai capelli, gli manchi l’incoscienza della giovinezza, l’emozione che lui e Mauro Repetto hanno provato quando le loro canzoni, da una cantina, sono arrivate a tante persone. Tra queste c’è sicuramente “Weekend”.

Non c’è un brano che non viene accompagnato dalle voci del pubblico e l’energia cresce di pezzo in pezzo.

Dopo “S’inkazza (questa casa non è un albergo)” e “Jolly Blue”, fa sorridere il pubblico ricordando che negli anni ’90 ha fatto tante cose, alcune delle quali discutibili, come un film, che però rivisto oggi mostra un grande coraggio, che lo commuove.

L’atmosfera inizia a scaldarsi con “Innamorare Tanto” e “Nella notte”. Ormai tra palco e pubblico si è creata un’alchimia che durerà fino alla fine. È come trovarsi a una festa tra amici, perché per entrare nell’immaginario di Max, devi per forza assomigliargli, e la folla presente alla serata dimostra come questo artista sia riuscito a raccontare negli anni i sentimenti e le paure di molti, grazie a una sensibilità e a un’attitudine alla vita che hanno creato un genere a sé nella musica italiana.

Degli anni ’90 ricorda anche la figura del vocalist, colui che diceva cose a caso in discoteca e dalle tre di notte nessuno lo capiva più. Nel 1993 esce “Nord Sud Ovest Est” e sottolinea come la traccia più skippata degli anni ’90 fosse sicuramente “Il pappagallo”, che dopo un accenno lascia spazio all’esplosione del pubblico sulle note di “Sei un mito”. Dopo averci ricordato l’incubo del servizio militare e di quell’anno che voleva dire una vita, si riprende con “Siamo al centro del mondo”, “La radio a 1000 watt” e “Hanno ucciso l’uomo ragno”.

Riguardo all’ultimo brano, spiega come quella fosse una fake news, anche se a quei tempi il nostro amato Spiderman non godeva di ottima salute, mentre oggi le cose sono completamente cambiate. Siamo tutti in attesa del prossimo film Marvel in uscita, del quale ci racconta il trailer, mostrando così anche la sua attesa, che ci fa capire quanto quell’uomo sul palco abbia poco della popstar e molto di ognuno di noi.

È il momento dei grandi cori e degli accendini con “Ti sento vivere”, “Nient’altro che noi”, “Nessun rimpianto”, “La dura legge del gol”. A questo punto dice una grande verità, parla di come la musica ci abbia salvati durante il lockdown, di come ci abbia permesso di stare vicini. “Alla fine la musica vince sempre”.

Dopo “La regina del Celebrità” è il momento di uno dei brani più attesi della serata, quello che meglio di tutti racconta gli anni ’90, quella generazione, “Gli Anni”. Gli occhi diventano un po’ lucidi e i decibel tra il pubblico si alzano notevolmente, quasi a sovrastarlo. Ci spiega come ogni tanto gli venga chiesto se si stanchi di cantare sempre le stesse canzoni. “In realtà, quello che ogni volta cambia è la risposta del pubblico ed una canzone come “Gli Anni” è completamente diversa in ogni luogo.”

È il momento più romantico della serata, si prosegue con “Io ci sarò”, “Se tornerai”, “Una canzone d’amore” e l’indimenticabile “Come mai”, durante la quale, con grande sorpresa di tutti scatta una proposta nuziale tra il pubblico e a fine pezzo Max timidamente porge ai futuri sposi i suoi auguri, scherzandoci un po’ su.

Il concerto si avvia verso la sua conclusione con un brano che ci ricorda che “Con un deca” non si può andar via, poi “Il grande incubo” e “La regola dell’amico”. Sul finale di quest’ultimo brano, spiega che negli anni ’90 non conoscevamo il termine friendzone, e anche se lui ha sposato la sua migliore amica, “la regola dell’amico è come il vaccino, funziona nel 99,7% dei casi.” Da qui si capisce la genialità di questo artista, che riesce a lanciare messaggi importanti quasi come se li lasciasse cadere, senza caricarli troppo di importanza.

Difficile rispettare le regole rimanendo seduti e distanziati su “Nord Sud Ovest Est” e “Tieni il tempo”. Presenta ognuno dei componenti della band, omaggiando con grande rispetto ognuno dei musicisti e produttori che lo accompagnano, e poi ci saluta, ringraziandoci di essere stati presenti, nonostante con le restrizioni non sia il massimo del comfort, con l’augurio di tornare presto come prima.

Lo speriamo davvero!

Report di Egle Taccia

Foto di Ilenia Bontempo

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!