MYSS KETA guarda il cielo da una finestra [PRESS]

M¥SS KETA 

IL CIELO NON È UN LIMITE

è il nuovo EP
fuori dal 13 novembre per Island Records/Universal Music Italia

 

Abbiamo partecipato alla presentazione di “Il cielo non è un limite”, il nuovo EP di Myss Keta edito per Island Records/Universal Music Italy.

La nostra Myss ha appena rilasciato una lunga intervista al New York Times, segno che il suo successo ha ormai oltrepassato i confini nazionali. Vincitrice del contest europeo di Vice, dopo aver anticipato questo nuovo lavoro con l’uscita di due singoli, è entusiasta di presentarci questo concept da Torre Galfa a Milano, un grattacielo di vetro e acciaio, due elementi che hanno un significato particolare per questo EP.

“Il cielo non è un limite” è un EP di 7 tracce che si focalizza su due elementi naturali che sono l’aria e il cielo. “Lavorando sull’EP ci siamo concentrati in maniera specifica su cielo, aria, Whipeout e tutti quei giochi della Playstation 1, su tutti quei suoni a cui erano legati quei mondi. Abbiamo visto questi aerei che passavano nel cielo, guardandoli da un palazzo di vetro e acciaio, come Torre Galfa, che rappresenta l’idea di architettura che avevamo in mente. I suoni sono quelli futuristici degli anni ’90. La scelta di questi elementi aria-cielo ci è venuta naturale visto che siamo stati tutti per lungo tempo in posti delimitati. Nonostante fossimo in questi posti chiusi, riuscivamo a vedere dalle nostre finestre il cielo, l’aria. Queste finestre, come delle cornici di quadri, riuscivano a spalancare la nostra interiorità, proiettando gli spazi esterni al nostro interno, nel nostro spazio infinito.”

Per quanto riguarda le sonorità di questo EP, spiega: “Sono sonorità abbastanza spinte, ma sono contenta di essermi sfogata e di aver cantato. Abbiamo scelto dei suoni clubbing in un momento in cui nei club non si può andare, per ricordarci che le nostre case possono diventare dei club, se lo vogliamo. Ci sono anche altre sonorità più estreme. Si va dalla jungle, alla deep house, mentre dal punto di vista della vocalità abbiamo cercato di estremizzare.”

È un ep in cui ci sono dei doppelgänger di Myss Keta in ogni canzone. “Per ogni brano c’è un personaggio che dice certe cose con un preciso timbro di voce. Abbiamo caratterizzato teatralmente ogni personaggio. Abbiamo iniziato da “Giovanna Hardcore”, dove la MYSS si trasforma in lei. Ci è sembrato potentissimo farla parlare e cantare in un certo modo. Questo schema di lavoro è stato riprodotto anche nelle altre canzoni. In “Photoshock”, ad esempio, anche se il personaggio non è esteriorizzato, c’è un’immersione totale in una modella che vive al cinquantesimo piano di un grattacielo, impazzita dai flash fotografici. Non ci siamo dati limiti neanche nelle lingue, perché è la prima volta in cui sono così esploratrice, accenno addirittura del greco antico. Questo perché neanche la lingua è un limite, niente dev’essere un limite!”

L’EP nasce in questo contesto pandemico ed ha un significato particolare per MYSS KETA: “È un figliolo nato in un momento molto pazzo, nel mondo che stiamo vivendo, contiene tanta istintività e tanta della sperimentazione di MYSS, che ci ha sempre caratterizzato. È un onore poter uscire con della musica in questo momento e mi fa molto piacere. Era quasi un anno che non uscivo con un video ed è stato bello tornare ad esprimermi, anche dal punto di vista performativo, visivo e grafico. Con questo ep buttiamo fuori qualcosa che ci appartiene in maniera molto profonda.”

 

Riguardo alle collaborazioni del disco spiega: “Siamo rimasti nella famiglia allargata, ci siamo mossi con persone con cui ce la intendevamo e credo che dal risultato si veda.”

La MYSS ha anche fatto una breve carrellata dei personaggi che incontriamo nel disco:

Il cielo non è un limite” è una piccola poesia per tutti i piloti all’ascolto, poi c’è “Giovanna Hardcore” che avete visto anche raffigurata in un video, dove una MYSS KETA che arriva dal Primo Medioevo in questo Secondo Medioevo, passa dai roghi ai fuochi che si accendono durante i rave per tenersi al caldo. È un mantra che si ripete per arrivare alla liberazione.

“GMBH” vede una MYSS nelle vesti di mistress felina, affilata, tagliente, che guarda dal vetro di un palazzo vetro-acciaio in cui c’è una situazione clubbing, valuta quello che succede, fa le sue riflessioni e gioca. Qui troviamo una MYSS diventata un po’ più signora.

“Rider Bitch” tocca un tema importante dal punto di vista contemporaneo. Una MYSS che fa la rider, i grandi protagonisti di quest’anno, sono stati angeli di un momento tremendo, ma anche schiacciati da questo Medioevo che li porta troppo spesso ad essere sottopagati e sfruttati. Nella mia maniera, che è quella di immergersi nel mondo, ho cercato di affrontare l’argomento dando corpo a una MYSS che prende ordini e si muove per la città secondo le sue scelte. Una rider decisamente arrabbiata, anche vocalmente. Mi è piaciuto affrontare questa canzone dal punto di vista performativo. Ci tengo molto, perché volevo toccare questo argomento molto sentito e molto rappresentativo della nostra epoca.

In “Photoshock” divento una modella anni ’90 che si rapporta coi fotografi, con le altre persone, chissà. Non lo so neanche io, è un rapporto modella fotocamera, che nasconde il rapporto tra immagine, persona fotografata e persona che osserva. Parla tanto dei social, ci sono tanti spunti in questa canzone. Dove sta il potere? È l’osservato o l’osservatore che lo detiene? Chi vince e chi perde? Ho estremizzato questa lotta, con delle vibe un po’ vogueing.

“Diana” è una Magna Grecia futurista, io me l’immagino con alberi alieni, boschi blu, fate come divinità. Io e Priestess, dee della caccia, andiamo a cantare i nostri versi nei boschi. Populous ha indovinato questo mondo molto bene, coi suoi suoni ha reso perfettamente questo mondo immaginifico e di sogno, dove oltre me c’è una Priestess in forma smagliante, che ci regala una parte di cantato speciale e magica e che entra perfettamente in connessione col mondo che volevamo comunicare.

“Due” conclude l’EP accompagnata da un video di Lorenzo Clementi. Una canzone assurda, matta, satura, ipercarica, raddoppiata, potenziata. Una MYSS sguaiata che non si tiene su una base accelerazionista che finisce con un jungle, un rave. Conclude l’ep perché riassume il nostro pensiero sul mondo contemporaneo, carico, saturo, dove siamo sempre sovraeccitati, che ci porta a una confusione totale. Ci sembrava un bel riassunto del nostro pensiero”.

Abbiamo chiesto a MYSS KETA:

Hai sempre veicolato messaggi e contenuti forti. Qualcuno ha mai cercato di limitarti nella tua libertà d’espressione?

Ovviamente sì, nel senso che quando qualcuno chiede di avere il proprio spazio, di avere quello che gli spetta, troppo spesso viene limitato. Perché fai paura? Perché dici quello che non si vogliono sentir dire? È ovvio che cerchino sempre di limitarti, però bisogna proseguire per la propria strada. L’universo valoriale di MYSS ha alla base l’espressione personale, l’essere liberi di esprimersi ed essere se stessi. Finchè quello che fai non lede gli altri, è qualcosa che va assolutamente tutelato e sento che è la cosa giusta da fare. Se qualcuno mi vuole limitare riceverà pane per i suoi denti, ma sicuramente non mi fermerà. Ho sentito delle ostruzioni in questo senso, ma si cerca sempre di lottare per quello che si ritiene giusto e corretto e continuerò a lottare per questo, che ritengo un diritto fondamentale.

 

Di seguito il comunicato stampa:

A TUTTI I PILOTI ALL’ASCOLTO

CHE BRAMANO IL CIELO

QUELLO CHE APPARE COME UN LIMITE

DISPIEGA INVECE L’INFINITO

SIAMO ATOMI

Al suono di un organo solenne, una poesia della Diva Definitiva. Una traccia introduttiva che è un vero manifesto, una chiamata rivolta alle menti più aperte e visionarie per gettare il cuore oltre l’ostacolo, per ricominciare a sognare e creare nuovi immaginari. Per costruire nuove utopie.

Anticipato dai singoli GIOVANNA HARDCORE e DUEIL CIELO NON È UN LIMITE è il nuovo EP di M¥SS KETA in uscita, solo in digitale, il 13 novembre per Island Records/Universal Music Italia: sette tracce nuove di zecca prodotte da RIVA, con interventi compositivi di Populous Unusual Magic, un featuring di Priestess e un cameo di Lilly Meraviglia.

Con l’elemento aria al centro di tutto – contraltare dell’acqua di CARPACCIO GHIACCIATO, l’altro EP, del 2017 – IL CIELO NON È UN LIMITE nasce da un’immagine: un aereo che vola in cielo, solitario e libero, forte e indomato. Che sia quello solcato da una M¥SS trasformata in ultrasonica navetta d’acciaio, o che sia quello che in questo periodo abbiamo imparato a guardare da una finestra, è un cielo a prima vista limitato, incorniciato. Ma è nella forza centrifuga che si realizza la potenza di un’immagine, nella sua capacità di evocare il fuori campo. E così guardando questo spazio all’apparenza racchiuso si spalancano spazi interiori che sono, al contrario illimitati. Veri e propri cieli interiori che ci ricongiungono all’idea archetipica del cielo, quello vero, infinito e senza limiti, metafora di un’atavica e perenne tensione umana a conquistare l’impossibile.  Il cielo non ha limite. Il cielo non è un limite.

E per gettare le basi di un mondo nuovo, per prendersi tutto questo cielo, occorre ripartire da sé stessi, dalla propria interiorità. M¥SS lo fa cercando la liberazione attraverso la totale immersione nei propri mondi interiori e nei propri peccati, evidentemente ispirata da James G. Ballard. Creando immagini estreme, paradossali: visioni cronenberghiane che nella loro radicalità visionaria non sono altro che l’impietosa diagnosi del nostro presente, quel Medioevo Digitale descritto dall’artista e scrittore britannico James Bridle come nuova era oscura, dominata dalla post-verità e in cui la new economy rivela la propria natura feudale, con i rider delle nostre città al fondo della scala sociale.

È prima di tutto M¥SS KETA che non si dà limiti, sperimentando suoni sferzanti come le folate ad alta quota, fresche, quasi glaciali, con deviazioni a volte repentine come i cambi di direzione di un jet. Dominando una vocalità teatrale, recitata, estremizzata, in un mood a tratti da Marlene Dietrich versione androide, M¥SS canta in inglese, in tedesco, in greco antico, per dare voce ai pensieri interiori di molteplici doppelganger. L’estatica ed eretica GIOVANNA HARDCORE, reincarnazione in chiave Mad Max della pulzella d’Orleans che evoca un incantesimo ancestrale ripetuto come un mantra, su un beat minimal spezzato da accelerazioni jungle. La mistress felina di GMBH, immersa in un rituale di seduzione scandito da un beat deep house alla moda di Chicago. La moderna dea DIANAin compagnia di Priestess, a capo di una Magna Grecia futurista dalle atmosfere morbide e sognanti, musicalmente disegnata dal maestro Populous. La rider post apocalittica che sfreccia fra le vie dell’inferno in RIDER BITCH, sfogo electroclash ispirato al videogioco Wipeout 2097, una traccia che vede la co-produzione di Unusual Magic e il cameo di Lilly Meraviglia. È un mondo che ha portato all’estremo l’ossessione per l’immagine sintetica, in cui le funzioni di photoshop diventano ordini, come in PHOTOSHOCK, brano costruito su un beat footwork con richiami house anni ’90 e synth-wave anni’80. Un mondo compromesso dalla saturazione post-capitalista che esplode definitivamente nella traccia finale, DUE, delirio electropop disegnato sul beat della hit anni ’90 Two Times di Ann Lee.

Dopo i precedenti lavori UNA VITA IN CAPSLOCK e  PAPRIKA, la Regina di Porta Venezia, ormai incensata anche dal New York Times, si immerge con questo EP in suoni  complessi, oscuri, affilati, ricercati. Ne viene fuori un disco che suona come un rave all’ultimo piano di un grattacielo di vetro e acciaio, una Torre GalFa milanese traslata in una metropoli futura, dove la sacerdotessa M¥SS all’improvviso infrange una delle grandi vetrate per schizzare via come un razzo, alla ricerca dell’infinito. È in quell’attimo che noi tutti smettiamo all’improvviso di ballare, per renderci conto di essere nudi di fronte a uno specchio che ci mostra tutte le ferite della nostra epoca.

Tracklist

  1. IL CIELO NON È UN LIMITE – PROD. RIVA
  2. GIOVANNA HARDCORE – PROD. RIVA
  3. GMBH – PROD. RIVA
  4. RIDER BITCH – PROD. RIVA, UNUSUAL MAGIC – CAMEO: LILLY MERAVIGLIA
  5. PHOTOSHOCK – PROD. RIVA
  6.  DIANA FEAT. PRIESTESS – PROD. POPULOUS
  7. DUE – PROD. RIVA – SAMPLE: TWO TIMES, ANN LEE

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!