Niccolò Fabi

Niccolò Fabi, Emozione e Rapimento [Report]

Bergamo, mercoledì 29 Gennaio 2020: Niccolò Fabi torna in un PalaCreberg completamente esaurito per la penultima data del “Tradizione e Tradimento Tour”, lo show che in 24 date ha mietuto successi lungo tutto lo stivale. Il pubblico prende pian piano posto e l’attesa si fa via via sempre più fremente, vuoi perché l’artista romano è ormai un habitué del teatro, vuoi soprattutto per il fatto che l’ultimo album è stato l’ulteriore conferma del suo stato di grazia.

Lo spettacolo inizia pochi minuti dopo le 21, con Niccolò che sale sul palco con una band di primissimo livello: agli amici e collaboratori di vecchia data Roberto Angelini, Pier Cortese e Alberto Bianco, che si dividono gli strumenti a corda, si affiancano il batterista Filippo Cornaglia e Daniele “Coffee” Rossi alle tastiere. L’apertura avviene in grande stile con “A prescindere da me”, uno dei brani più intensi di “Tradizione e tradimento”. Niccolò cerca da subito di darci emozioni forti, puntando sul pathos delle canzoni e su spettacolari effetti scenografici: ogni canzone è accompagnata infatti da giochi di luce quasi sinestesici e da proiezioni ispirate ad alcuni versi. A dire il vero, abbiamo a tratti l’impressione che nei primi quattro brani i musicisti non abbiano ancora trovato il feeling perfetto, ma si tratta di dettagli che non pregiudicano il pathos dei brani né l’apprezzamento del pubblico, che applaude convinto l’esibizione del quintetto, in particolar modo quando vengono proposti due nuovi classici come “Io sono l’altro” e “Amori con le ali”.

È con le profonde e morbide atmosfere di “Nel blu”, con immagini marine ed un’interpretazione capace di rendere il brano in tutti i sensi immersivo, che Niccolò e soci ci sembrano trovare un’armonia perfetta, che non li abbandonerà più per i restanti diciotto brani di una meravigliosa scaletta. Non sembra casuale il fatto che proprio dopo questo brano Niccolò saluti il pubblico bergamasco, parlandoci di questo tour carico di soddisfazioni che sta giungendo ormai alla fine e, tornando indietro di tre anni, attacca con un bel trio di brani dal penultimo disco: dagli arrangiamenti raffinati dell’ultimo lavoro si passa al minimalismo bucolico di “Una somma di piccole cose”, “Facciamo finta” e “Filosofia agricola”, rendendo l’atmosfera ancora più sognante. L’intesa con la band è ora a dir poco perfetta, ed il salto all’indietro nel tempo prosegue fino a diciott’anni or sono con l’amatissima “È non è”, per poi proporre due brani da “Solo un uomo” e tre brani da “Ecco”, questi ultimi tutti riarrangiati in chiave assai diversa (molto particolare l’approccio elettronico di “Una buona idea”) ma in ogni caso adorati da tutti i presenti.

Un po’ a  sorpresa il viaggio nella precedente discografia di Fabi prosegue con una struggente versione en solo di “Vince chi molla”, a dimostrazione di quanto sia stato apprezzato “Una somma di piccole cose”, del quale contiamo l’esecuzione di ben cinque brani: la band si ricongiunge a Niccolò per un finale in crescendo della setlist principale con, in sequenza, i due classici “Una mano sugli occhi” e “Costruire”, per chiudere con una struggente e perfetta interpretazione di “Scotta”, che gli vale un bell’applauso ininterrotto fra il momento dell’uscita dal palco ed il rientro per gli encore.

Niccolò, emozionato ed umano come sempre, non si lascia pregare troppo e risale sul palco dopo un paio di minuti: è stato un tour faticoso ma carico di gratificazioni, è stato bello per l’artista poterlo condividere con la sua splendida band che inizia a ringraziare e a presentare al pubblico. Il momento dei “bis” è caratterizzato da altre quattro interpretazioni capaci di suscitare nel contempo commozione ed entusiasmo: “Tradizione e tradimento”, la particolare versione in trio di “Vento d’estate” con Angelini e Pier Cortese, un brano assai amato dal pubblico come “Il negozio di antiquariato” e la sorprendente chiusura grintosa con “Lasciarsi un giorno a Roma” valgono a questi meravigliosi musicisti una lunga standing ovation da parte del pubblico.

Possiamo a ben vedere parlare di “emozione e rapimento” per questa serata con Niccolò Fabi: emozione per quello che l’artista è stato in grado di suscitare in noi con la bellezza delle musiche e delle parole di ogni suo brano; rapimento è forse la sensazione nuova suscitata tanto dalle atmosfere uniche degli ultimi brani, quanto dagli effetti scenici che hanno amplificato ulteriormente la profondità delle sue canzoni, regalandoci a tratti un’autentica esperienza multisensoriale. Un ottimo lavoro quello svolto da Niccolò e soci, che ringraziamo tutti per questa serata ricca di umanità e poesia. Per loro giunge ora il momento di un breve riposo prima del tour europeo previsto per il mese di aprile e di quello estivo che toccherà alcune delle più belle venue italiane; a noi non resta  che dire “arrivederci” alla bella stagione, poiché non ci faremo sfuggire l’occasione di riassaporare al più presto tutte queste emozioni.

Setlist:

  1. A prescindere da me
  2. Amori con le ali
  3. Io sono l’altro
  4. I giorni dello smarrimento
  5. Nel blu
  6. Una somma di piccole cose
  7. Facciamo finta
  8. Filosofia agricola
  9. È non è
  10. La promessa
  11. Solo un uomo
  12. Una buona idea
  13. Indipendente
  14. Ecco
  15. Vince chi molla (solo)
  16. Una mano sugli occhi
  17. Costruire
  18. Scotta
  19. Tradizione e tradimento – Encore #1
  20. Vento d’estate – Encore #2 in trio con Roberto Angelini e Pier Cortese
  21. Il negozio di antiquariato – Encore #3
  22. Lasciarsi un giorno a Roma – Encore #4

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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