No Interview – Giuliano Palma e la sua voglia di esorcizzare le feste con “Happy Christmas”

Qualche giorno fa si è svolta a Milano una conferenza stampa molto particolare, nella quale, su un tram musicale che faceva il giro delle più importanti vie milanesi, addobbato a festa per l’occasione, Giuliano Palma ha annunciato il suo ingresso in Sony e ci ha presentato il suo primo album con l’etichetta, dal titolo “Happy Christmas”, uscito il 24 novembre, e dedicato “a tutte le famiglie, a quelle nuove e a quelle arcobaleno, a quelle appena nate, a quelle che durano da anni, alle famiglie allargate, ai single e alle coppie.”

Il suo obiettivo è stato quello di riarrangiare in chiave SKA i brani più noti del periodo natalizio, in modo da annullare ogni sfumatura triste e donargli un’allegria tutta da ballare. In conferenza, infatti, Giuliano ci ha spiegato come il Natale gli abbia sempre messo un po’ di ansia, che lo portava ad associarlo a uno stato di malinconia tendente alla tristezza. Proprio per questo negli anni ha sempre preferito andare in tour per annullare quelle sensazioni negative che il periodo gli faceva provare. Quest’anno, invece, ha voluto affrontare il Natale lanciandosi in questa avventura, una sorta di battesimo con l’etichetta, in modo da associare il suo nuovo inizio a una nuova atmosfera natalizia, fatta di gioia e divertimento, da donare anche a tutti quelli che, come lui, non hanno un buon rapporto con le feste.

Ho colto l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con Giuliano.

In questo periodo di grande paura, che viene accentuata nei periodi di festa, quanto è importante riscoprire lo spirito del Natale e riavvicinarci alle nostre tradizioni?

È importante, ma solo se questo riavvicinamento è vero, è sincero ed è di cuore. Il Natale mi ha sempre messo un po’ di ansia, perché in realtà si recita quel voler essere tutti più buoni. È una cosa un po’ costruita. Penso che bisognerebbe essere buoni sempre, non a Natale e basta. Quindi, questa cosa dell’avvicinarsi al Natale, va bene solo se è sincera e reale, non se è costruita ad arte. Se è vero che il Natale serve anche a questo, perché poi qualcuno diventa realmente più buono, anche se condizionato dal periodo di festa, allora che ben venga. Ma cerchiamo di esserlo sempre!

Viviamo in un periodo in cui la proposta musicale si sta orientando verso l’elettronica e la compressione dei suoni li sta di fatto rendendo piatti…

La cosa è interessante perché compressi vuol dire appiattiti, ci pensavo proprio due sere fa; ascoltavo una roba e pensavo che è questo il problema. Parlo di musica più inglese o americana. Ho scoperto, dopo un po’ che facevo il musicista, che in Inghilterra e in America le cose suonano diverse, perché la corrente è diversa, quindi un amplificatore e tutta una serie di cose sono più potenti per una questione di tensione generale. Poi dopo c’è il gusto, ovviamente l’Italia ha le sue caratteristiche.

È vero però, pensando a quello che dicevi prima, che non si potrà più arrangiare un disco secondo il proprio gusto, penso a gruppi che suonano basso, chitarra e batteria, poi li ascolti e, nella produzione, devono comunque arrangiare e mettere qualcosa che si debba uniformare al suono uniforme, che è predominante nel mondo.

Tu, però, hai scelto di riprendere dei pezzi della tradizione riarrangiandoli in chiave SKA/reggae in modo da dare una proposta diversa agli ascoltatori, facendogli capire che si può fare altro rispetto a ciò che è di tendenza…

Si può, ovviamente dipende…Puoi farlo scegliendo di rivolgerti, invece che a 9 milioni di persone al mondo, alle 500 mila che ascoltano quello che piace a me, non necessariamente qualcosa di molto sintetico. Io sono un tipo che ascolta anche la musica elettronica, mi dispiace però quando le cose diventano obbligatorie.

Poco fa, in conferenza, ci hai detto che questo è un primo passo per guardare oltre, cosa ci sarà nel tuo oltre?

Un disco di inediti con Sony, perché mi sono appena accasato con loro. Nei prossimi mesi ne saprete di più, ma non posso dire nulla ancora.

Intervista a cura di Egle Taccia

E adesso acoltiamo “Happy Christmas” di Giuliano Palma:

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!