No Interview – Riccardo Sinigallia e l’intonazione tra la vita e la musica

E’ online il video di “Dudù”, il nuovo singolo di Riccardo Sinigallia, uno dei più influenti cantautori e produttori del panorama musicale italiano.

Il cantautore lo presenta così:“Il video della canzone racconta una storia di quotidianità contemporanea, ripresa da prima della preparazione del palco fino al concerto del 19 febbraio al Monk di Roma; ha a che fare con il ballo libero e che unisce le vite più diverse e persone che apparentemente si somigliano poco. Nel ricordo cantato di chi lo ha insegnato a me e mio fratello quando eravamo bambini, consegnandoci, senza dircelo, la trasmissione di questa piccola conoscenza. Era una ragazza di 19 anni che venne a prendersi cura di noi nei primi anni ’80. Mi ricordo che la chiamavamo Dudù”.

Il videoclip è stato presentato in anteprima a Le Giornate degli Autori, sezione indipendente della 75/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, ed è diretto da Dario Albertini uno dei registi emergenti più apprezzati, che con la sua opera prima “Manuel” ha conquistato pubblico e critica, posizionandosi come uno dei film italiani più premiati al mondo nel 2018.

Il brano è tratto dall’album “Ciao Cuore” (Sugar), eletto miglior disco dell’anno al ‘Top 2018’ (il referendum sui migliori album italiani del 2018) e acclamato da critica e pubblico come uno dei migliori album degli ultimi anni.

Lo abbiamo incontrato poco prima della sua esibizione al Mei di Faenza, dove il suo “Ciao Cuore” è stato premiato come miglior album.

Intervista di Egle Taccia

È da poco uscito il tuo nuovo singolo Dudù. Di cosa parla il brano?

Era da tanti anni che avevo in testa di scrivere una canzone sulla nostra bambinaia, sulla ragazza che era appena diciottenne e venne da Capo Verde a prendersi cura di me e mio fratello quando eravamo bambini, perché mia madre lavorava. In questo disco si è materializzata, nel senso che a un certo punto avevo questa musica che mi piaceva molto, ma senza il testo. Ho pensato “provo a tirare giù questi ricordi” ed è venuta fuori immediatamente. Ne sono stato molto contento, perché era una cosa che avevo in testa da un po’.

Il video è opera del regista Dario Albertini. Come ti sei trovato a lavorare con lui?

In realtà è stato tutto molto naturale, come spesso succede nel mio caso, perché, sarà un po’ una curiosità questa, con Dario siamo amici da tanto tempo. Lui vendeva le magliette ai concerti dei Tiromancino, perché aveva un marchio di magliette, tra l’altro molto belle, con cui da giovanissimo ha cominciato ad entrare in contatto con i musicisti; poi ha intrapreso questa strada della regia e ha fatto un film meraviglioso che si intitola “Manuel”, dopo aver fatto molti cortometraggi. Siamo sempre stati in contatto negli anni, lui è appassionato di musica, quindi dopo avermi mandato tanti video di questa persona, o meglio personaggio, di nome Franchino, che è il personaggio che balla con mia figlia nel video ed è anche dentro al suo film, c’è venuto immediatamente il pensiero di provare a metterli insieme e fare una specie di “La bella e la bestia” versione 2020.

Il brano è estratto da “Ciao Cuore”, album che è stato accolto positivamente da pubblico e critica. Ti aspettavi questo riscontro?

No, perché sono abituato a lavorare sui piccoli riscontri, e comunque dall’altra parte ti aspetti sempre che le cose che fai vengano accolte bene, almeno nel mio caso, quindi da un lato sono molto contento e dall’altro spero che siano sempre di più le persone che si rendano disponibili ad ascoltare cose diverse da quelle che vanno.

 

Che ruolo hanno i cantautori nella società dell’odio in cui viviamo?

Secondo me non c’è una regola, non c’è una deontologia del cantautore, per fortuna, perché penso sempre che sia una forma d’arte e, quindi, se c’è una regola è quella di infrangere tutto quello che è stato già detto e fatto, ma non è neanche questa, forse, la regola dell’artista. Ecco, probabilmente, quello che cerco sempre è una sorta di intonazione e corrispondenza tra quello che faccio, che sento, che vivo e che provo, non necessariamente in termini di verità assolute, anzi, però di intonazione sì; ho la presunzione di pensare di essere in grado di accorgermi quando un interprete o un artista fa qualcosa che corrisponde a ciò che l’artista stesso è o al suo percorso e quando, invece, in qualche modo, fa una posa o qualcos’altro. Testimoniare la nostra epoca con onestà è già un buon punto di partenza.

Sei anche un apprezzatissimo produttore, cosa cerchi negli artisti con cui decidi di collaborare?

Ultimamente ho un po’ smesso di fare produzioni, perché ne ho fatte tante ed erano più una necessità di lavoro. Per me la produzione artistica è stata sempre un lavoro, a differenza dei miei dischi che sono stati sempre una necessità primaria, quindi gli artisti mi sono sempre capitati, non sono mai andato a cercare un artista o il talento particolare di un artista, sono capitate delle amicizie, delle congiunzioni, delle circostanze per cui mi sono ritrovato a lavorare con delle persone, con degli amici, o con qualcuno che mi aveva chiesto di lavorare con lui e alla fine è riuscito a convincermi. È solo successivamente che si scopre il talento, se c’è, qual è, i diversi talenti di questi artisti.

Domanda Nonsense: La canzone che avresti voluto scrivere, ma qualcuno ci ha pensato prima di te.

Non c’è, ti potrei dire, per stare al gioco, mille canzoni: “La donna cannone”, per esempio. Questa domanda non ha motivo di essere formulata, perché, a mio avviso, non è che un artista scrive le canzoni prima di un altro, se sono autentiche possono venire solo in quel momento, da quella persona lì, è impossibile che un altro possa scriverle. Certo, se avessi scritto “La donna cannone” o “L’era del cinghiale bianco” di Battiato o “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, che farò stasera, sarei molto felice, ma non riesco a traspormi.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!