No Interview – Verano: “Le donne non devono autoghettizzarsi”

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Verano, che ci presenta “Panorama”, dal quale è stato appena estratto il nuovo singolo “Bombafragola”, “come un cocktail assurdo e (dicono) micidiale, dal colore rosa acceso, che si prepara in uno storico bar di Milano“.

Si parla anche di donne nella musica, in questa intervista di Egle Taccia.

Panorama è un disco molto personale. È stato difficile per te metterti in gioco?

Beh sì, devo dire che già dal titolo penso sia abbastanza chiaro quanto possa essere stata difficile la partita, nel senso che Panorama, come ormai dico spesso, è un qualcosa di esterno e di esteriore, ma anche un qualcosa di interiore che vado ad esplorare. È stata a tutti gli effetti un’esplorazione e, come tutte le esplorazioni, molto, molto complessa, però alla fine sono anche molto soddisfatta del risultato di questa esplorazione.

Hai scelto un pezzo molto doloroso come apertura. Volevi una partenza emotivamente forte?

No, onestamente non volevo nessun tipo di partenza. Semplicemente, sentivo che doveva essere il primo brano, dal punto di vista sonoro. E poi è un brano dedicato a mio padre, l’unico presente nel disco, e quindi volevo aprire così.

Ho avuto l’impressione che Milano in qualche modo fosse il punto di partenza e di ritorno di molte delle storie raccontate. Che rapporto hai con questa città?

Mah, devo dire che è una città che mi ha adottata ormai da dieci anni, sono una di quelle persone che fondamentalmente amano Milano alla follia, per quanto a tratti possa essere una città difficile, soprattutto quando non stai tanto bene è una città che può mangiarti, che può inglobarti, però diciamo che, al netto di questo, con lei ho un rapporto molto bello e la trovo una città dove si può respirare un po’ di europeismo ed è una città che offre molto a livello culturale. Ci sto bene.

Il disco sembra avere due anime che a turno prendono il sopravvento: una più elettronica, che sul finale lascia spazio a quella più classica. È così?

Diciamo che, forse, rispetto all’ep ho spinto un po’ meno sulla parte elettronica, o meglio, l’ho mixata in maniera un po’ più equilibrata con un’altra mia caratteristica che sono sicuramente le chitarre, perché nasco come chitarrista, suono da quando avevo sette anni e, quindi, in questo senso c’è stato un ammorbidimento della parte elettronica e forse un voler trovare maggiore equilibrio.

Com’è nato l’incontro con Colapesce e come ti sei trovata a lavorare con lui?

Devo dire molto bene. Con Lorenzo c’è un rapporto molto bello, molto profondo, e abbiamo lavorato davvero molto bene insieme. Mi ha fatto crescere tanto sia a livello di scrittura sia a livello di produzione del disco. Qualche brano l’ho scritto a quattro mani con lui, tanti altri li ho scritti io, ma c’è comunque il suo intervento sulla produzione e devo dire che è un grande onore e una grande palestra lavorare con lui.

Molti ritengono un falso mito quello che, nella musica italiana, vede le donne in difficoltà rispetto ai colleghi uomini. Tu che ne pensi?

Mah, questa è una domanda molto difficile. Se abbiamo dieci ore provo a risponderti (ride). È un tema che mi sta a cuore e che ricorre abbastanza spesso nelle mie interviste. Sicuramente c’è, statisticamente, meno componente donna nella musica rispetto all’uomo, però penso che sia anche un fattore culturale e che pian piano il gap si stia colmando, per quanto ci vorrà molto tempo per farlo. Per essere positiva, e voglio essere positiva, dico sempre che ci sono meno donne, ma penso che ce ne saranno sempre di più ed è quello che sto vedendo anche nelle nuove generazioni, quelle più giovani di me. Secondo me, è importante non correre il rischio di autoghettizzarci, quindi di continuare a iscriverci in festival di sole donne, in recensioni di dischi di sole donne. Ci tengo molto a questa cosa, dobbiamo essere le prime noi a non marcare questa caratteristica. Proponevo di fare un festival di soli uomini, tutti bellissimi, aspetto il primo che mi permetterà di farlo (ride). Al di là delle battute, sicuramente c’è una debolezza, una criticità, ma penso che le cose stiano cambiando.

Domanda Nonsense: La cosa più stupida che hai fatto dopo aver bevuto un Bombafragola.

Urca. Questa è una domandona. Sono salita su una Lamborghini, perché un tipo che sta al Bar Doria e che si fa chiamare Mambo Lambo, mi ha lanciato le chiavi dicendomi “Tieni povera, fatti un giro”, ed ero anche con Lorenzo quella sera, quindi siamo saliti su una Lamborghini, ma non l’abbiamo mossa. Siamo solo saliti.

Guarda il video di “Bombafragola”.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!