No New – “Argento”, il nuovo lavoro firmato Riccardo Tesi & Banditaliana

A distanza di circa quattro anni da “Maggio” Banditaliana è tornata con un nuovo lavoro, Argento, uscito per Visage Music, etichetta discografica del gruppo. Al disco, complice anche il traguardo importante, hanno collaborato numerosi artisti. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Riccardo Tesi,fondatore del quartetto.

Con questo nuovo lavoro festeggiate un traguardo artistico importante: 25 anni di attività. Facendo un piccolo bilancio?

Più di 1000 concerti nei più importanti festival di tutta Europa, Australia, Giappone e Canada, 6 album come Banditaliana più altrettante produzioni originali a tema realizzate con lo stesso team, i nostri lavori trasmessi dalle radio nazionali in tutto il mondo, svariati premi della critica! Insomma per un gruppo nato casualmente per una serata-evento al festival provinciale dell’Unità di Pistoia nel lontano 1992 mi sembra un ottimo risultato. Un gruppo che ha fatto del gioco di squadra la sua arma vincente.

Tutto questo con un solo cambio di componenti. Gigi Biolcati da ormai 8 anni ha sostituito Ettore Bonafè alle percussioni mentre Maurizio Geri e Claudio Carboni sono membri originali.

Qual è il tratto distintivo di “Argento”?

La vera grande novità timbrica è costituita dall’ingresso della Gigitarra nel nostro organico che arricchisce il nostro parco corde, dialogando con la chitarra di Maurizio Geri e lasciandolo più libero qua e là di dedicarsi a parti solistiche. Che cos’è la Gigitarra? È uno strumento fatto costruire da Gigi Biolcati che assomiglia ad un incrocio tra un dulcimer ed una pedal steel guitar . Lui la suona percuotendola con una bacchetta da sushi mentre allo stesso tempo esegue complicate figurazioni ritmiche con i piedi che percuotono una pedana di legno autocostruita. Più che a un percussionista Gigi assomiglia ad una specie di octopus multiritmico.

L’altra grande novità è la scrittura. La maggior parte dei brani questa volta  sono  stati scritti a quattro mani da me e Gigi Biolcati. Maurizio Geri, che spesso compone per la band, era impegnato con il suo album solista ed allora io e Gigi ci siamo chiusi nella sala prove e, dopo aver raccolto le varie idee individuali  le abbiamo sviluppate insieme fino ad avere delle composizioni definite. A quel punto sono iniziate le prove della band che è il momento più importante per noi, quello in cui nasce il suono di Banditaliana. Ognuno cerca il proprio spazio e tutti partecipano alla stesura definitiva di un brano, spesso trasformandolo e portandolo altrove. Sicuramente è la fase che preferisco, la più creativa  anche se la più difficile e faticosa .

Per il resto ci sono gli ingredienti del suono di Banditaliana: ritmi e suoni della tradizione, forma canzone,  brani strumentali, sfumature jazz, energia rock, un paio di cover dei nostri cantautori preferiti, il tutto mescolato  rigorosamente alla nostra maniera.

Sono tanti gli ospiti che hanno collaborato al disco: Paolo Fresu, Ginevra Di Marco, Mauro Pagani e molti altri. Che ventata hanno portato a questo nuovo progetto?

Come nostra abitudine la registrazione di un album è sempre l’occasione per invitare amici e artisti che sentiamo affini alla nostra sensibilità .

Mauro Pagani è un artista che ascolto e apprezzo da almeno quarant’ anni. Ultimamente è capitato che finalmente ci siamo trovati su di un palco insieme in occasione della serata dedicata a Gian Maria Testa all’Auditorium di Roma… e così quando abbiamo deciso di riprendere “Anar Pasar” di Jean Marie Carlotti, uno dei più grandi cantautori occitani, il bouzouki di Mauro è il primo strumento che ci è venuto in mente memori degli splendidi riff di “Creuza de Ma”.

C’è molto Gian Maria Testa in questo album perché oltre ad essere il grande cantautore che tutti conosciamo era un amico di Banditaliana e spesso abbiamo suonato insieme. La sua prematura scomparsa ci ha lasciato un grande vuoto. Alcune sue canzoni avevano già fatto parte del repertorio live del gruppo per cui abbiamo deciso di riprendere “Polvere di gesso” che ho trovato particolarmente adatta alla voce di Maurizio. Per l’occasione abbiamo  invitato il comune amico Paolo Fresu che con la sua tromba ha fatto meraviglie.

In questi ultimi anni abbiamo molto lavorato con il progetto Bella Ciao che riunisce alcune delle più belle voci femminili del nostro paese : Lucilla Galeazzi, Elena Ledda , Ginevra Di Marco e Luisa Cottifogli.

Claudio Carboni ha avuto l’idea di riprendere Donna Guerriera, una ballata tradizionale dell’appennino tosco emiliano che faceva parte dello spettacolo Crinali di qualche anno fa, e di farla interpretare alle donne di Bella Ciao. In più Francesco Magnelli (ex CSI, PGR, Litfiba) ci ha regalato una parte di piano elettrico che io trovo geniale.

Tra i vari ospiti vorrei segnalare il lavoro importante di Andrea Piccioni che ha arricchito e integrato la sezione ritmica con i suoi svariati tamburelli di cui è un autentico virtuoso, e Kepa Junkera che per una volta ha messo da parte il suo organetto pirotecnico per suonare la txalaparta, una specie di marimba tradizionale dei Paesi Baschi.

Avete suonato ovunque, raggiungendo non solo i Paesi europei, ma arrivando anche in Australia, Canada e Giappone. Rispetto all’Italia, quali sono le differenze più evidenti per quanto riguarda l’attenzione del pubblico?

Direi che la qualità del pubblico rispecchia fedelmente le politiche culturali ed educative dei vari Paesi . Tra i miei preferiti sono sicuramente in testa l’Austria, la Francia e l’Australia per l’entusiasmo unito all’educazione e all’organizzazione, ma questo non significa che l’Italia e gli altri Stati siano da meno. Io preferisco i luoghi silenziosi, i teatri, i cortili, le sale da concerto dove sai che anche le sfumature vengono colte e questi li trovi in tanti Paesi diversi però il rispetto e l’ascolto che si hanno in Austria e Francia, per esempio, altrove è più raro.

Il pubblico italiano è generoso e competente ma sono spesso le condizioni organizzative che lasciano a desiderare perché i nostri politici non hanno investito in cultura, a partire dall’educazione scolastica, senza considerare l’effetto deleterio di anni e anni di televisione commerciale. Sono molto preoccupato per le nuove generazioni!

Invece della bella avventura del riallestimento di “Bella ciao” per i suoi cinquant’anni che vi sta portando in giro nei teatri d’Europa cosa ci raccontate?

Ogni tanto per fortuna avvengono i miracoli e Bella Ciao, nel suo piccolo, lo è.

Nato nel 2014 con la prospettiva di fare semplicemente una o due repliche, dopo la prima di Milano, sulla spinta dell’entusiasmo del pubblico e della critica,  lo spettacolo ha preso il volo e ad oggi abbiamo passato la sessantina di date  suonando nei più grandi festival e teatri europei, molto spesso sold out.

Il perché di questo successo, che ha colto di sorpresa noi per primi, credo stia nel titolo e nel contenuto dello spettacolo che in questo momento storico assume una valenza speciale. Le canzoni di Bella Ciao suonano ancora attuali e la gente ha bisogno di ritrovare valori in cui credere.

A questo si aggiunge sicuramente la grande qualità degli artisti coinvolti ed una scaletta che è ben rodata e ben costruita. Ho la fortuna di lavorare con voci incredibili, da quelle femminili: Elena Ledda, Lucilla Galeazzi e Luisa Cottifogli a quelle maschili: Alessio Lega e Maurizio Geri senza dimenticare il campione di body percussion ,Gigi Biolcati.

Domanda Nonsense: l’esempio più coraggioso di libertà?

Potrei dirti il coraggio di fare e difendere la propria musica in un sistema che sembra prestare poca attenzione all’arte e alla bellezza ma poi penso  a tutte le persone che rischiano la vita ogni giorno per le proprie idee in Paesi dove il concetto di libertà è ridotto a brandelli e allora penso che quello sia veramente il coraggio.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.