No New: La famiglia non esiste, il ritorno di Andrea Romano

La famiglia non esiste è l’album che segna il ritorno sulle scene di Andrea Romano a sei anni di distanza dal debutto del 2013 con cui il cantautore siracusano si presentò positivamente a pubblico e critica con il moniker de Il Fratello. Le canzoni dell’album pongono domande e indagano alcuni degli aspetti che il concetto di famiglia ha in sé; non ci daranno nessuna risposta e nessuna verità assoluta, ma vale la pena ascoltarle.

La famiglia non esiste è l’album che segna il tuo ritorno sulle scene a sei anni di distanza dal tuo debutto: cosa è successo nel frattempo?

Sono stati anni passati a Roma, collaborando con diversi progetti e passati sostanzialmente a scrivere “La famiglia non esiste”. Ho voluto pubblicare il nuovo lavoro solo nel momento in cui c’era davvero qualcosa da dire. Meglio tacere se non si ha qualcosa di forte da comunicare con le canzoni.

Cosa resta dell’esperienza de Il Fratello?

Il Fratello, come progetto, sono sempre stato io. Collaborando sì, con cari amici e musicisti che stimo, ma, in realtà, ho sempre scritto, prodotto e cantato le canzoni. Rimane sicuramente un bellissimo ricordo dello studio che avevamo e di tempi davvero belli e fitti di fermento e collaborazioni.

Quali sono il pensiero, l’idea, il concetto su cui poggiano i brani del nuovo disco?

“La Famiglia Non Esiste” è una rappresentazione allegorica del nostro Paese, della nostra società, della nostra Repubblica. Non propriamente in senso letterale, ma una fotografia del nostro quotidiano. Ha episodi d’amore, politici, familiari e di lotta. La nostra Italia vista dagli ultimi. È anche una riflessione sui ruoli, su tutti i ruoli che sin dalla nascita ci vengono dati: figlio, compagno, dipendente, lavoratore, marito, padre etc. Credo che sganciati dai ruoli in senso convenzionale e istituzionale si viva meglio e più liberi senza dover necessariamente essere sociopatici.

In che modo Carlo Barbagallo ti è stato utile nella costruzione di una identità musicale più personale?

Il disco è stato registrato e prodotto in una piccola villetta in campagna da me e Carlo Barbagallo divertendoci moltissimo e sganciandoci dall’idea di studio. Hanno collaborato tanti e bravissimi musicisti: Peppe Sindona (Albanopower, Colapesce, Mario Venuti, Cesare Basile etc.), Marco Caruso (Twig Infection), Mauro Felice (Suzanne Silver), Sergio Battaglia, Graziano Latina e ha come ospiti Marcin Oz fondatore dei The Whitest Boy Alive, Federica Faranda dei Locomotiv, Alì ed Elaine. Molti amici hanno contribuito alla produzione esecutiva (Andrea Cardone, Dante Rapisarda, Federico Ares, Davide Branciamore). Con Carlo Barbagallo è stato bellissimo lavorare per mesi  a quattro mani senza mai prevalere l’uno sull’altro. Inoltre siamo davvero molto simili artisticamente, abbiamo ascolti molto vicini e un’idea di suono assolutamente comune.

Domanda nonsense: ma la Sicilia, musicalmente parlando, che senso ha?

La Sicilia, sarà scontato dirlo, la ami e la odi in ogni momento della vita. Te la porti dentro per sempre con tutta la sua bellezza e tutte le sue contraddizioni. Un po’ mamma, un po’ puttana. Il senso musicale che ha lo si ritrova in moltissimi aspetti soprattutto naturalistici,  in suoni ancestrali che provengono dalla terra e dal mare. Inoltre è piena di talenti e di musicisti di spessore. Credo che la Sicilia “suoni” da sempre e sempre suonerà.

A cura di Laura De Angelis

Autore dell'articolo: Laura De Angelis

Laura De Angelis