No New – LEONARDO DA VINCI IN POP, l’Ep dedicato alla vita e alle opere di Leonardo realizzato da Marco Di Noia

A chiudere il cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci, ci pensa il cantautore milanese Marco Di Noia con un omaggio in chiave pop composto da cinque tracce in cui l’innovazione si fonde con la tradizione: chitarre elettriche, synth, batteria, percussioni e omnichord dialogano sperimentalmente con gli strumenti ideati dal genio del Rinascimento, come l’organo di carta, la viola organista e la piva a vento continuo. Anche i testi dei brani sono incentrati sul grande artista e inventore italiano, con riferimenti ai codici leonardeschi, alla commercializzazione “pop” dei suoi capolavori, al volo come concetto esistenzialista e al furto della Gioconda, realmente avvenuto nel 1911 a opera dell’italiano Vincenzo Peruggia.

Leonardo da Vinci in Pop, il tuo ultimo lavoro, è interamente dedicato alla vita e alle opere di Leonardo da Vinci: quando è nata questa idea e perché?

Nasce dalla ricerca sugli strumenti musicali rari effettuata nello scorso lavoro, Elettro Acqua 3D, che mi aveva fatto conoscere la famiglia di liutai Sangineto, e dalla passione per Leonardo che ho da sempre. La ricorrenza dei cinquecento anni dalla sua morte ha chiuso il cerchio, ispirandomi un EP interamente dedicato al genio dei geni.

Quali aspetti della vita di Leonardo racconti nelle tue canzoni?

Racconto il suo status di “Stella del pop” ai nostri giorni, in cui le sue opere sono diventate fonti di ispirazione per merchandising, libri, film e rielaborazioni artistiche; canto della sua umanità e delle sue delusioni artistiche nel sentirsi non pienamente realizzato in vita e riconosciuto dai suoi contemporanei ne “L’ultimo volo di Leonardo”. Il brano “Parigi 1911” narra poi del furto della Gioconda, avvenuta per mano del ladro patriottico italiano Vincenzo Peruggia; quindi ,“L’uomo vitruviano” dedicata al codice atlantico, ai suoi progetti e alla sperimentazione. Infine, la bonus track “La battaglia di Marciano in Val di Chiana” nasconde un segreto che vi invito a scoprire …“cerca trova”…

Da un punto di vista più specificatamente musicale che sonorità prevalgono nel disco?

Nel disco gli strumenti musicali moderni come le chitarre elettriche di Alberto Cutolo, i synth e il pianoforte di Stefano Cucchi, la batteria di Richard Arduini e l’omnichord di “Ace of Lovers” dialogano con gli strumenti ideati da Leonardo, realizzati da Michele Sangineto e suonati dal figlio Adriano: la piva a vento continuo, la viola organista e l’organo di carta. Il sound finale è un fresco connubio tra presente e passato rinascimentale.

Cosa ti ha insegnato un personaggio straordinario come Leonardo?

Che gli errori fanno parte della sperimentazione e sono fucina di miglioramento. Inoltre, credo che  la sua vita insegni anche che non sempre le idee più visionarie e avveniristiche sono comprese dal pubblico quando vengono partorite. Talvolta ci vuole tempo, anni, decenni o secoli.

Cos’è il nonsense per te e dove è presente, a tuo avviso, nell’arte del genio del Rinascimento?

Un artista così profondo e minuzioso come Leonardo confezionava opere e lavori minuziosamente studiati e dotati di sensi stratificati. Come persona invece pare che fosse un burlone, capace di portare in giro al guinzaglio per la corte romana una lucertola a cui aveva attaccato corna e barba per farla sembrare un drago. Ai nostri giorni forse il nonsense è proprio l’essere poliedrici cosa che, nell’era del marketing a compartimenti stagni, paga sporadicamente.

A cura di Laura De Angelis

Autore dell'articolo: Laura De Angelis

Laura De Angelis