No Report – Baustelle: la festa per i 10 anni di Amen alle Ogr di Torino

C’è un clima di festa alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, in occasione del primo compleanno di un’organizzazione che in questi 12 mesi ha fatto della qualità e della buona musica un vanto, portando all’ombra della Mole live di caratura mondiale e diventando una realtà, per location e organizzazione, unica in Italia.

Non è un caso che Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, per concludere quello che è stato un grosso periodo di attività, dato da L’amore e la violenza vol.1 e vol. 2 e dai relativi tour, abbiano scelto proprio Torino, città nella quale, esattamente 10 anni fa incidevano il disco della loro consacrazione: Amen.

E’ La fine dell’amore, la fine della violenza, come ribadisce lo stesso Bianconi, l’ultimo live per i Baustelle prima di un meritato periodo di riposo.

La band toscana regala al pubblico torinese, sold out, una serata d’eccezione suonando per intero tutte le tracce di Amen in successione.

 

 

Si spengono le luci, appare un occhio sullo sfondo, quello della copertina dell’album.

Rachele si siede al piano suonando l’intro: E così sia, lasciando tempo alla band di disporsi sullo stage.

 

Siamo architetti ricchi di Bel Air…

Si inizia con Colombo, con un pubblico in fibrillazione pronto a esplodere quando, come nell’ordine della tracklist, parte l’iconica Charlie fa surf, canzone, per chi non lo sapesse, ispirata all’installazione artistica di Maurizio Cattelan, Charlie don’t surf, la quale vede raffigurato un bambino letteralmente inchiodato con delle matite ad un banco.

Lo stesso Bianconi ha dato due diversi significati coesistenti della canzone:  il primo, quello più immediato, quello rock ‘n roll, legato esplicitamente alla ribellione adolescenziale; il secondo, invece, di denuncia ai giovani d’oggi, i quali, nonostante inneggino all’anticonformismo, finiscono alla fine per omologarsi ad una determinata categoria.  

Conclusa anche Il liberismo ha i giorni contati, è Rachele, con la sua voce ed il suo cappello, a prendere la scena cantando Aeroplano, iniziando con mr. Bianconi quell’alternanza voce-piano che si ripeterà più volte durante il live.

Dopo Baudelaire ed L, c’è tempo anche per parlare un po’ di Milano con Antropophagus, fino a quando si arriva ad uno dei momenti più emozionanti del live, quando Francesco si siede sopra uno sgabello e inizia a parlare di un ragazzo, di un bambino in realtà, di nome Alfredo, il quale aveva più o meno la sua stessa età, quando, nel 1981, per errore cadde dentro un pozzo artesiano rimanendo incastrato in profondità.

Televisioni, politici, pubblico e forze dell’ordine furono presenti sul posto da lì a poche ore.

Tutta Italia assisteva con il fiato sospeso, ma con un pizzico di ottimismo : “Si salva, si salva!”, sentiva dire un giovane Francesco Bianconi dal padre.

 

Inconsapevole, tutta l’Italia guardava inerme una tragedia.

 

Si continua con Dark room e L’uomo del secolo fino ad Andarsene cosi, ultima apparente traccia del disco. La band passa allora ai finti saluti di rito, prima di tornare dopo pochi istanti sul palco.

Iniziano allora i dovuti ringraziamenti, a chi è stato vicino al progetto Baustelle in questi anni e alle Ogr che hanno permesso la riuscita di questa serata in occasione dell’inizio dei suoi festeggiamenti.

Il live si conclude allora con la ghost track Spaghetti western.

 

Il compleanno delle Ogr continua con i dj set del cortile interno dello Snodo.

Nomi degni di nota come Mangaboo, Emmanuelle e Populous a farci ballare fino a tarda notte.

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi