No Report – Benvenuti nell’elegante salotto hip hop di Anderson .Paak

C’è il tutto esaurito al Fabrique di Milano per l’unica data italiana di uno degli artisti più completi, eleganti e con la risata più coinvolgente del momento.

Un enorme velo trasparente lascia intravedere l’ombra di una batteria rialzata al centro del palco; si spengono le luci e… “Yes lawd!”, un enorme sole arancione viene proiettato alle spalle di Anderson .paak dando inizio così al live, seduto alla sua batteria, con il brano The Chase, brano d’apertura, tra l’altro, del suo ultimo album, Oxnard.

Ottimo inizio per fare un check voce e strumenti e presentarci quindi The Free Nationals la meravigliosa band che lo accompagna ormai costantemente e che fa sì che tutto sia così magico.

Ormai caldo e pronto allo show, Paak decide che è il momento di riscaldare il pubblico; è il momento di battere le mani a tempo di Who R U?

Esce così da quel velo che per il momento continua a tenere separato l’ascolto dalla vista del live, presentandosi così per primo al suo pubblico ed esibendo uno stile esemplare nel tenere il palco, tra passi di danza e getti d’aria sparati dal basso.

E’ giunto il momento di scoprire la band, via il velo: tastiera, tromba, percussioni, basso e chitarra finalmente davanti i nostri occhi.

Anderson .paak & The free Nationals fanno esplodere il pubblico con Bubblin’ e le sue velocissime quartine in apnea, per poi continuare con i bassi graffianti di Milk n’ Honey.

Impressionante l’eleganza e la versatilità del rapper americano che, oltre ad avere una grandiosa presenza scenica, fa la differenza quando si siede alla batteria. Si passa con estrema semplicità da pezzi rappati, maggiormente underground, con basi graffianti, quasi trappate, a suoni classici dell’hip-hop, ed ancora a suoni dell’ r&b anni ’80, e il risultato, per pulizia del suono e spinta, finisce sempre per essere cristallino e coinvolgente.

Meraviglia vederlo saltare sopra il pubblico e sentirlo cantare alla perfezione come se nulla fosse, quasi a certificare una fiducia reciproca con i propri fan.

Non a caso durante l’esecuzione di Suede, lo stesso pubblico cantava al posto di .paak lo stacco “Yes lawd” per essere immediatamente ringraziato a tempo, dal rapper, con un sorridente “Grazi” all’americana mentre continuava a destreggiarsi alla batteria.

Momento pezzoni insomma, perché a Suede seguono immediatamente Come Down e Tints, brano del nuovo album che vede cantare insieme al buon Paak, Kendrick Lamar, in questa circostanza sostituito da Tayla Parx, entrata per i cori della canzone dopo aver aperto il live a inizio serata.

Prima di chiudere con qualche altro pezzo c’è tempo per il cantante e batterista californiano di prendersi la scena con un lungo solo di batteria, immerso in un  fascio di luci e sbrilluccichii vari.

Il live volge al termine in grande stile e con dedica a Mac Miller con il brano Dang!. Amico di Anderson .Paak con il quale aveva spesso collaborato, il rapper statunitense ci ha lasciato lo scorso 7 settembre. Viene proiettata una foto dei due insieme, in un giardino, sorridenti.

Anderson saluta e ringrazia tutti prima di congedarsi; abbiamo assistito ad un live dal livello fuori dal normale, che, al di là del genere è riuscito ad essere trascinante dall’inizio alla fine grazie alla straordinaria versatilità artistica di Anderson .Paak ed alla clamorosa pulizia sonora dei Free Nationals.

 

Ah, ultima cosa, dopo mesi, finalmente un live con un’acustica degna di questo nome; nota di merito da consegnare ai fonici dello show.

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Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

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