No Report – Home festival 2018 – There’s no place like Home

Si è appena conclusa la nona edizione dell’Home festival di Treviso, un’edizione che ha scritto la storia. Per un festival italiano, infatti, resistere a più di 48 ore di pioggia battente è un vero record, che dimostra ancor di più l’avvicinarsi agli standard europei. Home si è dimostrato capace di gestire tutte le emergenze. I numeri sono la riprova dell’efficienza della macchina organizzativa: 23 mila ingressi nel day 0, 12 mila nel Day1, 16 mila nel Day2, con le stupende serate di sabato (15 mila ingressi) e domenica (13 mila) dove ha raggiunto ancora una volta quota 80 mila nonostante i nubifragi.

Una macchina, quella messa in moto da Home Festival, in grado di fornire un’offerta di servizi e svaghi completa e funzionale. Il servizio camping, ad esempio, oltre ad essere più abbordabile di un albergo, è reso piacevole dalla possibilità di intrattenimento h24, che comprende musica, aree comuni e persino un corso di yoga mattutino. Nell’area festival, invece, è stato molto gradito il libero accesso a fonti di acqua potabile gratuita e soprattutto il rimborso dei token a fine serata. Una serie di accorgimenti che contribuiscono in maniera determinante a rendere l’esperienza più gradevole al pubblico e cercano di evitare inutili disagi.

Ma passiamo al cuore di ogni festival che si rispetti, la musica.

Il festival si apre con una serata gratuita all’insegna della musica italiana. Sul palco principale Ermal Meta, reduce da un’annata d’oro che lo ha visto esibirsi su palchi importanti come quello del festival di Sanremo, riscuote un grande successo di pubblico. Nonostante l’assenza delle Vibrazioni si sia fatta sentire, la serata è comunque un successo.

Il day 1 ha visto alternarsi artisti internazionali, fra i quali spiccano gli Alt-J e i White Lies, ad artisti italiani, fra cui Canova e Coma_Cose. Presenti anche le sonorità alternative rock dei The Wombats, di Nic Cester (cantante dei Jet nonchè una delle voci più potenti del rock), e dei Selton,  che tornano all’HF per presentare il loro quinto album “Manifesto Tropicale”.

È stato durante le serate del day 2 e day 3 che l’organizzazione è stata messa più duramente alla prova. Nel primo caso dovendo fronteggiare un clima davvero avverso, ma gestito con professionalità, e nel secondo dovendo sostituire un artista, Eric Prydz, che non si è potuto presentare per problemi di salute. Al pubblico dell’Home festival è bastato un poncho per scatenarsi sotto il diluvio con la musica dei The Prodigy.

Alla serata di chiusura abbiamo assistito alla performance dedicata ai non udenti e fortemente voluta da Lo Stato Sociale, che ha presentato in anteprima la scaletta delle loro canzoni ai volontari della Dilis, i quali si sono preparati per fare arrivare lo show anche a chi non ha la fortuna di poter ascoltare la musica; tra le canzoni scelte anche “Una vita in vacanza”.  A condividere lo stesso palco Francesca Michielin, con un’esibizione accompagnata da interpreti del linguaggio dei segni, e Caparezza, dopo i 20 sold out del tour nei palazzetti, come sempre originale nel proporre un format che affianchi aspetti tipici del teatro a quelli tipici del concerto.

Accanto a questi una miriade di altri artisti più o meno affermati si è alternata sui palchi del festival, impossibile citarli tutti, che con la loro musica hanno contribuito a formare un’esperienza davvero ricca.

Novità gradita e inattesa è l’annuncio riguardante la futura decima edizione dell’anno prossimo: Home Festival interesserà due weekend, uno a Venezia dal 12 al 14 luglio e uno a Treviso, dal 7 al 9 giugno.

Autore dell'articolo: Irene Caldi

Irene Caldi