No Report – La chiusura del tour di Alessandra Amoroso ad Acireale

Acireale è stata l’ultima tappa del fortunatissimo tour di Alessandra Amoroso e sin da subito sul palco si è respirata aria di festa. L’artista, con la sua potentissima voce, ha fatto capolino in scena portando con sé tutta la sua ben nota energia e il palasport l’ha accolta con un boato.

Da sempre ho pensato che ci siano due modi per raccontare la Amoroso, parlando delle sue innegabili capacità vocali e della sua abilità sul palco, oppure soffermandosi sui testi. Ecco, forse questi ultimi sono il suo punto debole, proponendo da anni una visione della donna un po’ retrò e poco in linea con il cambiamento dei tempi. Con la sua voce grintosa, la Amoroso potrebbe cantare di tutto, ma proprio questa grinta manca nelle canzoni. A volte mi ritrovo a pensarla come alla migliore delle nostre performer pop, quasi come se fosse una Ferrari, che però non viene spinta a correre e a conquistare nuovi traguardi, ma rimane frenata dalla paura del cambiamento.

Attenzione, questa non vuole assolutamente essere una critica, anzi. La Amoroso ha una voce black che potrebbe portare la musica italiana su un altro livello, quello dell’ r’n’b sofisticato del pop internazionale, per tale ragione questo vuole essere un invito al cambiamento, essendo forse tra le poche voci femminili nostrane che potrebbero azzardare il grande salto del mercato estero, ma tant’è, evidentemente il rischio non è una componente della musica italiana e dobbiamo prenderne atto.

Fatta questa doverosa premessa, il live di Acireale ha visto ripercorrere i primi dieci anni di carriera dell’artista, con le sue canzoni più note e quelle più recenti. Più e più volte ha ringraziato il suo pubblico, quasi fosse incredula di essere davvero arrivata fin qui, dopo un percorso che ha fatto di lei la nuova Laura Pausini. Si percepisce una magia tra Alessandra e i fan, che cantano per due ore tutte le sue canzoni, acclamandola, spesso sovrastandola e impedendole di parlare, in un’ondata di affetto continua e ricambiata. Sono tante le volte in cui si ferma a parlare con la platea, ringraziando tutta la sua big family per l’affetto ed il sostegno ricevuto in questi anni, rimarcando spesso il concetto che senza di loro e la loro forza lei non esisterebbe e non avrebbe avuto questa carriera brillante e piena di successi. “Mi avete restituito pezzetti di felicità, che qualcuno mi aveva portato via”, dice, per poi confessare come da questo tour ne esca rafforzata e maggiormente consapevole della sua forza, grazie a una ritrovata e sempre maggiore fiducia in se stessa.

Tantissimi i brani proposti, alcuni in versione ridotta per permetterle di far fuori quasi tutto il suo repertorio in una sera. Da pelle d’oca la versione di “Immobile”, cantata a cappella perché è stato il brano che l’ha fatta incontrare per la prima volta col suo pubblico e voleva cantarla senza strumenti per entrare in una dimensione più intima. Uno dietro l’altro si susseguono i brani più noti come “Stupida”, “Stella incantevole”, “Estranei a partire da ieri”.

Tra i musicisti c’è aria di goliardia e due di loro si presentano sul palco con delle bizzarre parrucche, mentre la Amoroso, scherzando, intona la sigla di “Sailor Moon” . L’artista non dimentica di ringraziare la sua band, che la segue da sempre e che ha condiviso con lei tutto, diventando una vera famiglia con cui ridere e commuoversi.

Una delle caratteristiche di Alessandra Amoroso è il suo entusiasmo, che non a caso è stata la parola d’ordine di tutto il tour. E proprio con tutto questo entusiasmo vuole salutare la sua gente, chiudendo con brani come “Vivere a colori”, “Ogni santissimo giorno” e “Forza e coraggio”, mentre tra lacrime, applausi e festoni, si congeda dalla sua big family.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!