No Report – Marina Rei live a Senigallia: il coraggio della passione

Penso ad una poesia di Wisława Szymborska, penso ad un brano di David Bowie, penso all’ “Arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Cosa accomuna queste riflessioni? Una sensazione di totale estasi. Quel momento in cui mente e cuore si incontrano senza spargimenti di sangue. Eventi rari e preziosi. Sabato sera, nel cortile della Rocca Roveresca di Senigallia, è successo di nuovo questo piccolo miracolo: sul palco Marina Rei in unplugged insieme alla violoncellista Flavia Massimo e al violinista Andrea Ruggiero.

Una scaletta probabilmente inaspettata per i molti che ancora associano il nome della cantautrice a brani come “Primavera”, ma proprio per questo ancor più interessante. Chi ha seguito l’evoluzione artistica di Marina sa perfettamente quanto studio, ricerca e passione siano stati e continuino ad essere i comuni denominatori di tutta la sua carriera. Nessuna scelta comoda, solo tantissimo coraggio, quello necessario per portare avanti la propria arte senza scendere ad alcun compromesso. Ed allora ecco che, brano dopo brano, il brusio delle persone si placa, l’attenzione cresce e gli occhi si catalizzano in un’unica direzione, quella che vede la protagonista della serata dividersi tra voce, chitarra, piano e batteria con una versatilità sorprendente. Il talento celato dietro agli archi e agli arrangiamenti curati nei minimi dettagli fanno il resto, donando nuova linfa ai pezzi, su tutti “La mia felicità” e “Musa”. “Se solo potessi” suona come una dolorosa carezza per gli animi più fragili, mentre lascia letteralmente senza fiato “Donna che parla in fretta” (tratto da “Fast Speaking Woman” di Anne Waldman  e riadattato da Marina all’interno del disco “Musa”).

Ciliegina sulla torta il duetto improvvisato sul finale con Benvegnù in “Io e le cose” di Gaber. Un’evidente complicità nata dal sodalizio artistico tra Marina e Paolo, i quali stanno portando in giro da alcuni mesi “Canzoni contro la disattenzione”, un tour che vede al centro dello spettacolo l’attenzione, sempre più evanescente, per la parola.

L’arte che unisce in un abbraccio empatico, l’arte che educa al sentire, l’arte che stimola le menti assopite.

Siate avidi di autentica bellezza.

 

Report e foto a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.