No Report – Marky Ramone Blitzkrieg in Brianza

Meteo infausto, quello previsto per la sera del 14 luglio in quel di Cassina Fra Martino, amena frazione della cittadina di Merate (Lc) immersa nel verde delle colline e a due passi dalla riserva del lago di Sartirana. Fa quasi specie pensare che ci stiamo avventurando in quest’oasi di pace per “Finalment l’è Venerdé”, la locale festa della birra giunta a festeggiare la decima edizione con un super ospite che non ti aspetti: il leggendario Marky Ramone in compagnia dei suoi Blitzkrieg, la band con cui il grande batterista continua a predicare per il mondo il verbo del punk, dopo i trascorsi con gente del calibro di Ramones, Misfits, Richard Hell e tanti altri campioni del genere. Meteo infausto, dicevamo, che ha portato gli organizzatori ad anticipare il live della band, nel desiderio di riuscire a chiudere questa festa in grande stile: missione fortunatamente compiuta, con una serata all’insegna del divertimento e della buona birra che abbiamo davvero il piacere di raccontarvi.

L’onore di aprire le danze spetta ai Los Fuocos, band lodigiana attiva dal 2002 autrice di un rock’n’roll a tutta velocità ispirato dai campioni scandinavi del genere – Turbonegro, Hellacopters, Gluecifer e Firebird su tutti -, che non si fa pregare e scalda da subito gli animi dei presenti in vista del concerto di Marky. Padroni del palco per la durata di un’esplosiva decina di pezzi, i Los Fuocos mostrano davvero di sapere il fatto loro: chitarre sferzanti, adrenalina a go-go ed un’ottima presenza scenica fanno sì che il quartetto conquisti l’interesse del pubblico, con molti che vengono a gustarsi  una buona birra godendosi con piacere il concerto di quella che per tanti dei presenti è una “bella scoperta”, ma che in realtà è una band esperta e capace di intrattenere il pubblico con le sue canzoni al fulmicotone.

Los Fuocos

Il set di apertura si chiude fra meritati applausi per i Los Fuocos e un po’ di persone che dalla prima fila chiedono alla band di poter acquistare il CD, ma non c’è tempo da perdere: le nuvole da Nord Ovest lasciano presagire il peggio e tocca lasciar libero il palco per i Marky Ramones Blitzkireg, che alle 21:15 fanno puntuali il proprio ingresso trionfale. Arrivano sul palco Marky, il chitarrista Greg Hetson, il bassista Puma – armato del basso più fluorescente mai visto sin d’ora – ed il cantante Pela, già frontman degli spagnoli Sumision City Blues, un allampanato e carismatico personaggio che sembra essere posseduto dallo spirito di Joey Ramone.

Non c’è quasi tempo di finire gli applausi, che la band inizia a suonare mettendo le cose in chiaro:  questa è sì un celebrazione dei Ramones e del punk, ma l’intenzione è quella di mostrare al mondo come questa musica abbia ancora tanto da dire e da dare ai propri supporter, offrendo uno show mirato non tanto a celebrare un’epoca, ma il divertimento legato alla musica punk, genere ancora genuino e ruspante, che ancora permette un certo contatto fra la band – Pela si avvicinerà spesso al pubblico entusiasta, trattenendosi a stento dal fare stage diving – ed un pubblico divenuto nel frattempo una piccola marea capace di riempire l’area della festa.

D’altronde, come resistere all’idea di entusiasmarsi dal vivo per brani senza tempo come “Pet Sematary”, “I wanna be sedated” o “Sheena was a Punk Rocker”? Semplicemente non si può, ed è bello constatare il clima di gioioso divertimento che coinvolge la band e il pubblico: strano ibrido fra una band punk (Marky e Pela) ed una di più chiara ispirazione alternative/metal (Greg e Puma), i Blitzkrieg sono una bomba che ci mette poco a esplodere e che non si risparmia per un solo istante. Mentre l’ultimo dei Ramones detta il tempo con precisione, il resto della band si scatena, salta qua e là e non si ferma un solo istante, desiderosa solo di spassarsela con il pubblico, infischiandone bellamente del meteo… ed avranno ragione loro.

Fra pezzi propri e canzoni storiche, i Marky Ramones Blitzkrieg mostrano di sentirsi a proprio agio come se fossero a casa propria – è il terzo anno consecutivo che il gruppo viene in Brianza, scopertasi terra fertile per il punk – tirando fuori dal cilindro un’energia inarrestabile che alla fine scopriamo essere durata ben quarantuno brani sparati a tutto gas, come Marky ha affermato con orgoglio sul proprio profilo Instagram. In tutto questo, tanti pezzi memorabili che hanno portato i più esaltati fra il pubblico a fare un po’ di stage diving senza oltrepassare il limite, danzando e godendosi civilmente il concerto senza pogo, vista la folta presenza di tante famiglie e bambini, con i genitori intenti a spiegare ai propri piccoli che quel signore in fondo dietro le pelli è uno dei loro idoli di sempre.

Una serata magica, che alla fine si è conclusa con i due classiconi “Blitzkrieg Bop” e “What a Wonderful World”, facendoci quasi scendere la classica lacrimuccia per via del fatto che la festa ormai è giunta al termine. Non saranno stati come i Nirvana al vicino Bloom di Mezzago, tuttavia alla fine di questa serata rientriamo con la cerata ancora asciutta, consapevoli di aver partecipato ad un evento che resterà a lungo nel cuore di molti e, chissà, avrà fatto nascere qualche piccolo punk che fra qualche tempo magari proverà a cimentarsi in questa musica. Hey, ho! Let’s go!

Marky Ramone

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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