No Report – Primavera Sound 2019 – Day 3: il duello Rosalìa-Solange

Eccoci arrivati al giorno conclusivo di quelle che alla fine saranno state più di 72 ore vissute come un unico giorno infinito.

Giorni di festival in cui i colori, i suoni, le persone, i sorrisi, ogni momento trascorso lascia delle sensazioni che restano impresse e a distanza di giorni tardano a svanire.

 

La giornata conclusiva di questa edizione di Primavera Sound vede tra i suoi protagonisti: Solange, Rosalìa, James Blake, Pusha T, Modeselektor, Slowthai e Stereolab, Avalon Emerson e Primal Scream.

Day 3.

Top: Solange

Flop: /

Consigliati: James Blake, Stereolab

 

  • Primavera Pro:

La nostra giornata al Primavera Pro, in queste ore conclusive, è praticamente racchiusa al live della nostra proposta italiana HÅN, con la quale abbiamo avuto anche il piacere di scambiare due chiacchiere a fine concerto e che vi presenteremo a tempo debito.

Dalla giovane età e dalla bella voce, HÅN è un’artista di prospettiva per la musica alternativa italiana. L’artista Lombarda si presenta sul palco insieme al suo tastierista e al suo batterista. Regala un intenso live al pubblico del Day Pro stage che risponde nel migliore dei modi riempiendo il parterre, alzandosi in piedi ed avvicinandosi al palco dopo pochi istanti dall’inizio del live.

 

-Primavera Main –Parc del Fòrum:

Arrivati poco prima del tramonto ci godiamo in perfetto orario il live dei Built to Spill, seduti davanti alla collinetta a ridosso del Primavera Stage. Il modo migliore per iniziare una giornata veramente densa di nomi.

Dopo un rapido passaggio dal Ray Ban stage per gli Shellac, andiamo a metterci in fila per colei che sta trasformando in oro qualunque cosa tocchi, esplosa nello scorso 2018, ha raggiunto in poco tempo un successo globale, diventando l’attuale regina del pop mondiale, che ha portato per la prima volta pop e flamenco a convivere nello stesso progetto musicale, stiamo parlando della padrona di casa, nata proprio nei pressi di Barcellona: Rosalìa.

La giovane cantante catalana si presenta sul palco con un folto corpo di ballo, esibendosi al centro di un palco rialzato con a lato un gruppo di coriste pronte a battere le mani vicino al microfono a ritmo di flamenco.

Data la presenza in line-up di J Balvin e James Blake proprio nello stesso giorno, ci aspettiamo un’invasione di palco da parte di qualcuno.

Ed è proprio ad inizio live che James Blake fa il suo ingresso sul palco per eseguire insieme alla cantante spagnola “Barefoot In The Park”, brano estratto dall’ultimo album dell’artista londinese. È subito magia, quando l’inglese inizia a cantare, omaggiato dal boato del pubblico, e mischia la sua voce a quella di Rosalìa.

Se si bevesse un sorso ogni volta che la giovane cantante catalana dice: “Barcelona!” probabilmente non arriveremmo a fine serata.

Viene presentato anche il nuovo singolo Aute Cuture, il quale sta già andando fortissimo su tutte le piattaforme, suonato per la prima volta assoluta sopra ad un palco, essendo uscito il 30 di maggio, dunque a festival in corso.

Iniziamo a pensare nervosamente guardando in direzione dell’altro palco al live, già in corso, di Pusha T, ma le distanze e l’orario ci distolgono dall’idea, anche perché vogliamo assistere all’esecuzione di Malamente, brano che ha sancito l’esplosione della cantante spagnola.

Il brano, ovviamente tenuto per ultimo, non si rivelerà poi all’altezza delle aspettative. Cavolo ci siamo saltati King Push…

5 minuti dopo il termine dell’esibizione di Rosalìa, proprio nello stage di fronte al Pull&Bear, il Seat, è il momento dell’ultima delle tanto discusse regine, per bellezza, eleganza e stile, dell’r&b di questo festival: sale sul palco Solange.

Autrice di uno degli album migliori di questa prima metà del 2019, When I Get Home, la cantante americana dà vita ad uno dei live migliori dell’intero festival.

Oltre ad una voce pazzesca, ad un palco pieno di ballerini e coristi, che si muovono sul palco in pieno stile nuovo album, tutti vestiti eleganti, come fossero a Broadway, il valore dell’esibizione è stato anche vedere la Solange persona. L’ansia che la rincorre è evidente ed è sottolineata dalla lotta, che dura circa due brani, con il fonico, il quale dopo l’ultima occhiataccia stizzita della cantante americana, si decide ad accontentarla.

Molteplici sono le pressioni che possono giustificare questo stato d’animo. A lei il compito infatti di far proseguire lo show dopo lo spettacolo dell’eroina di casa, Rosalìa, amatissima dal suo pubblico.

Inoltre, è la prima volta che il nuovo album viene eseguito davanti ad un pubblico simile, com’è la stessa Solange a sottolineare.

Sicuramente, infine, c’è la forte volontà da parte dell’artista di imporsi come tale e di dimostrare a tutti di non essere solamente la sorella di Beyoncé.

L’ansia inizia così progressivamente a trasformarsi in adrenalina, la statunitense si scioglie e tira fuori gli artigli. La sfida è accettata, ed è la stessa Solange a comunicarlo quando al termine di una canzone si accovaccia e fa il segno della mitraglia con le mani rivolte allo stage di fronte; è ora per Rosalìa di stare ad ascoltare.

Il risultato è una performance superlativa, Solange ha una presenza scenica, una bellezza ed un portamento ineguagliabili.

È lei, per noi, a vincere questo duello frontale con la cantante spagnola e che si aggiudica il riconoscimento Nonsense come miglior artista della giornata.

Finito il live di Solange, c’è un attimo di respiro per vedere giusto qualche pezzo di Primal Scream.

Arriva dunque il momento di un altro artista che stavamo aspettando con curiosità: James Blake.

Nella strada di ritorno per il Seat stage, incontriamo però una straordinaria festa: “Y dónde está mi gente”, J Balvin, che sta facendo saltare in aria tutto il Pull&Bear, ci ingloba per diversi minuti.

Arrivati finalmente al Seat, dopo pochi momenti inizia il live James Blake.

È per lui un momento importante, una vera e propria prova di maturità, dato che torna al Primavera Sound, non più da bella proposta ma praticamente da headliner.

Una voce sublime, glaciale e avvolgente quella del cantante inglese, che ci presenta un altro degli album migliori di questo inizio 2019, il suo Assume Form. Un live tecnicamente perfetto. Una bellezza vedere strumenti quali violoncello e pianoforte in pezzi quasi rappati.

Seduto davanti al suo piano, James Blake ha dato vita ad un live abbastanza statico ma stilisticamente impeccabile.

Per la dura legge del Primavera, a cui ormai siamo abituati, dobbiamo salutare, a causa della contemporaneità dei palchi, il live degli Stereolab. È forse il live che rimpiangiamo di più tra quelli andati perduti e dunque vi proporremo comunque questo gruppo come uno di quelli che merita assolutamente di essere approfondito.

Dopo una serata veramente elegante, ma comunque caratterizzata da toni pacati, è il momento di alzare le frequenze del suono: arrivano i Modeselektor.

Il duo berlinese ci fa ballare per più di un’ora al Ray-Ban stage, suoni violenti e decisi che sono proprio quello di cui abbiamo bisogno. Consideriamo la bellezza di questo live vissuto per intero come il riscatto per il mancato concerto di Apparat.

Ops, sono già le 5 del mattino.

Vorremmo che il Primavera non finisse mai, così raccogliamo le ultime energie e ci prepariamo a percorrere per l’ultima volta il nostro amatissimo, si fa per dire, infinito ponte e vivere uno dei momenti più intensi dell’intero festival.

Arriviamo dunque a ridosso della spiaggia al Lotus stage, dove ad aspettarci c’è la musica techno di Avalon Emerson.

La giovanissima produttrice sta calcando i migliori palchi di tutta Europa e non solo, è una grande promessa della techno mondiale.

A farci capire che stavolta il festival è arrivato davvero alla sua conclusione ci pensa il sole, che piano piano inizia a colorare d’arancione il cielo e ad erigersi sopra il mare che abbiamo ad un passo. Stesi sopra la sabbia, stiamo lì a guardare con il sound di Avalon Emerson alle spalle, distrutti fisicamente per il ritmo tenuto nelle ultime ore, ma ricchi ripensando ad ogni momento trascorso. Grazie Primavera Sound 2019.

“Hai mai visto un’alba così?”.

 

 

Se ti sei perso ciò che è successo nel corso del Day 2:

No Report – Primavera Sound 2019 – Day 2: Il giorno dei Tame Impala

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

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