No Report – Primavera Sound 2019 – Day 2: Il giorno dei Tame Impala

Eccoci arrivati alla seconda giornata di festival, carichi dall’adrenalina del giorno prima, siamo pronti per la giornata dei Tame Impala.

Day 2.

Top: Tame Impala

Flop: Miley Cyrus

Consigliati: Jungle, Janelle Monàe

-Primavera Pro:

Come di consueto si parte dallo stage del Day Pro.

È la giornata degli artisti Uruguaiani, ci godiamo in pieno quei ritmi cumbiati tipici del Sud America in tutte le loro sfaccettature.

Per esempio, il dj set elettronico di Bonish, poco più di un migliaio di visualizzazioni su Spotify per lui, unisce techno a tamburi e ritmi latini, artista consigliatissimo, tra le scoperte più interessanti di questo Primavera. È lui l’eroe di giornata dei live mattutini per quanto ci riguarda.

Seguito sul palco dall’allegria degli F5, più strumentali, che salgono sul palco con i tipici tamburi allungati sudamericani a coinvolgerci con il loro ritmo.

Se Lele Adani fosse con noi sarebbe fiero della garra charrua messa in mostra in questa giornata: “L’ultima nota agli Uruguagi”…

Primavera Main – Parc del Fòrum:

Sulla scia di questo ritmo latino ci dirigiamo verso il mare, trepidanti per la serata che ci aspetta. Impossibile nascondere la voglia di veder salire sul palco i Tame impala, di fatto fulcro di questa serata: “Io, se loro avessero suonato per tutto il festival, tutti i giorni, h 24, sarei stato contentissimo” sarà la cit. del giorno dopo.

Ma in verità ci aspettano tante altre sorprese, nel bene e nel male, che adesso andremo a scoprire.

Il nostro pomeriggio inizia a ritmo di Beak> al Primavera stage. La band inglese rappresenta una delle poche quote elettro rock incisive in questa edizione 2019.

È l’ora di concederci un breve break, siamo al tramonto e facciamo un salto all’aperitivo organizzato dalla Soho House, ad intrattenerci un deciso dj set dei Jungle, che dopo essere stati con noi ad un metro di distanza avremmo visto in azione in corso di serata incantando migliaia di persone al Primavera stage.

Non c’è tempo da perdere, dopo esserci rilassati abbastanza si continua ad andare a caccia di live.

Folgorati dalla bellezza e dalla voce di quella che è senza ombra di dubbio una delle queen di questa edizione, ci fermiamo ad assistere ad uno degli show più eleganti, curati e potenti dell’intero festival: Janelle Monàe sul Pull&Bear stage ad incantarci.

La cantante, modella ed attrice statunitense sul palco è una vera bomba, accompagnata da un folto corpo di ballo ha dato vita ad un live memorabile, che le ha visto toccare diversi generi, dall’hip-hop al soul al pop.

Nel frattempo, ha definitivamente fatto buio…

Spinti dalla curiosità e anche dalla probabilità che ciò non possa più accadere nella nostra vita, ci voltiamo su noi stessi per raggiungere il Seat stage, è il momento di Miley Cyrus.

_Faccina che urla con le mani sul volto tipo urlo di Munch_

È proprio la cantante statunitense ad aver sostituito in line-up la regina del rap Cardi B, rimpiazzo chiaramente non sufficiente, ma probabilmente chiunque chiamato all’ultimo minuto a sostituirla non sarebbe stato all’altezza per fama.

Arriviamo a live in corso, fortunatamente.

Continuiamo a ripeterci, cercando invano anche di trovare il modo di riuscirci, come fare a prenderla sul serio in qualità di cantante. Nota di merito la cover di Dolly Parton, Jolene.

Continuando sulla scia del day1 se dovessimo cercare un flop in questa seconda giornata di festival sarebbe proprio lei, avremmo preferito un rimpiazzo un po’ più interessante.

Abbandoniamo il live della Cyrus in anticipo, ci siamo tenuti in zona non a caso, è arrivato il momento, andiamo a prendere un buon posto al Pull&Bear, ci sono finalmente i Tame Impala!

Il live inizia così, come dal nulla, nessun suono ad introdurre, nessuna parola, solo un boato incredibile ad accompagnare Kevin Parker, Cam Avery e compagnia che entrano sul palco, ed è subito Let it Happen.

Un unico coro di migliaia di voci all’unisono è la prima volta che vediamo una partecipazione cantata del pubblico così massiccia in questa edizione, un’atmosfera da brividi e siamo appena all’inizio.

Consuete grafiche psichedeliche accompagnano l’intero live. Parker triplicato, Parker dentro una bolla, Parker di ogni colore acceso.

Non possono mancare in scaletta i nuovi brani appena rilasciati, Patience e Borderline, oltre al meglio di Currents e della vecchia discografia.

Musicalmente perfetti gli australiani si prendono un breve momento di pausa prima del consueto encore a suon di Feels Like We Only Go Backwards e coriandoli, sparati sopra le nostre teste, chiudendo con New Person, Same Old Mistakes un live perfetto, una festa dall’inizio alla fine.

Avremmo voluto non finisse mai, ma eccoci ritornare sulla Terra e continuare a scorrere sulla line-up.

Ci accorgiamo immediatamente di aver detto ciao ad Yves Tumor ed alla sua band a causa della contemporaneità con il live dei Tame: Maledetto Primavera.

Ci spostiamo subito verso il Primavera stage, ad aspettarci ci sono i meravigliosi Jungle, il live perfetto per il post Tame Impala, un vero e proprio paracadute.

Un sound saturo e completo che ci travolge e ci diverte, la band inglese ha dato vita ad una meravigliosa festa danzante.

Un ramo di palma svolazza allegro davanti a noi mentre il live sta volgendo al termine, è il momento di Busy Earnin’, cavallo di battaglia dei londinesi.

Se c’è qualcuno che merita di essere approfondito in cuffia dopo questo festival sono proprio loro. Una delle migliori band di questa edizione.

Sono già le 3:00 del mattino ed è il momento di Mura Masa, il produttore britannico, è autore di un live elettronico in crescendo, supportato spesso da una voce femminile, era l’artista che più ci incuriosiva vedere tra le proposte di giornata e seppur potesse osare e spingere un po’ di più, non ha deluso le aspettative.

A seguire sempre sopra il palco del Ray-Ban stage ci sarebbe il live di Peggy Gou, che decidiamo di snobbare avendola già vista in passato, perché è arrivato il fatidico momento del bridge. Imbocchiamo la via del ponte dunque cercando di andare il più veloce possibile ignorando la stanchezza, arrivando dunque al Desperados Cube, vero e proprio cubo rivestito di led di luce chiara dentro il quale suona per noi Helena Hauff.

È su questa spinta techno che finisce la nostra intensissima seconda giornata di festival. Si pensa già al giorno seguente e alla frenetica giornata di chiusura che ci aspetta.

Se ti sei perso com’è andata al day 1:

No Report – Primavera Sound 2019 – Day 1: Fka Twings regina di giornata

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

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