No Review – La sfida dei Gallagher continua

Iniziamo l’articolo con una doverosa premessa: in questa sede non ci accingiamo a parlare di liti, diatribe e tweet che fanno sì parte dei personaggi sfrontati e sbruffoncelli che il pubblico ha amato e odiato nel corso degli anni, ma che a nostro avviso, visto il livello puerile e greve assunto in questa calda estate 2019, avviliscono non poco la caratura artistica dei fratelli-coltelli Noel e Liam Gallagher. Non siamo qui per parlare di gossip, ma del lato più interessante di questo feud, così come lo chiamano oggi, ovvero la musica, che discorsi di simpatia a parte è l’unico modo per giudicare correttamente i due fratelli mancuniani.

Noel e Liam, dal successo planetario con gli Oasis ad una burrascosa separazione che ha portato i due a percorsi artistici assai differenti: da un lato il potenziale mai pienamente espresso dei Beady Eye di Liam, che hanno fatto seriamente temere per la fine della carriera del carismatico cantante, dall’altro i Noel Gallagher’s High Flying Birds, che nell’iniziale percorso parallelo coi BE hanno ottenuto miglior successo commerciale ed ottimi riscontri dalla critica, grazie a un Noel pienamente libero di dare sfogo al proprio estro artistico sia a livello compositivo, sia come frontman finalmente lontano dall’ingombrante ombra del fratello minore. Sembrava finita così, la vicenda dei Gallagher, e difficilmente avremmo scommesso su una riscossa del fratellino, apparentemente più intento a scrivere tweet al vetriolo battuti solo da quelli della campagna elettorale di Donald Trump, piuttosto che a comporre nuove canzoni.

Due anni fa, con l’uscita di “As You Were” il 6 ottobre 2017, capimmo di esserci sbagliati, tirando un grosso sospiro di sollievo: l’album di Liam ridiede nuovo vigore e voglia di suonare sul palco al carismatico ex frontman degli Oasis e il livello complessivo delle canzoni, improntate al madchester rock più puro, poteva benissimo competere e, secondo molti, vincere il confronto con “Who built the Moon?” la terza fatica degli High Flying Birds uscita dopo poche settimane (24/11/2017), che pur presentando una buona qualità complessiva e un paio di nuove hit rappresentò il primo passo falso della nuova fase artistica di Noel, non più osannato dalla critica e messo un po’ in ombra dal ritorno del fratello, capace di rimettersi in discussione e desideroso di rivalsa. I concerti ai quali abbiamo potuto assistere in Italia sono stati la perfetta rappresentazione di ciò: Noel come sempre eccellente alla chitarra ma non capace di trascinare il pubblico come il fratello, che pur non essendo un fulmine di guerra sul palco – classico tamburello a parte – ha mostrato di avere quel carisma e quella voce per cui in tanti abbiamo al tempo amato gli Oasis, convogliando l’entusiasmo del pubblico anche verso i propri brani inediti.

Nel frattempo, ci sono state parecchie proposte esplicite da parte di Liam per una reunion degli Oasis, e un paio di date sospettamente vicine dei rispettivi tour italiani del 2018 che hanno fatto pensare ad un riavvicinamento, facendo già sospirare i fan, salvo chiudere apparentemente ogni discorso di reunion, inasprendo ulteriormente i toni attraverso liti pubbliche e post melodrammatici sui social che francamente avremmo evitato di leggere.

Giunti nel 2019, si torna finalmente a parlare della musica prodotta dai Gallagher, che proseguono la propria missione artistica lungo binari sempre più divergenti. A tornare per primo è stato Noel, con il single “Black Star Dancing” concretizzatosi in un EP 12″ a 33 giri: gli HFB in questo brano hanno di nuovo cambiato pelle, scostandosi dal rock puro per dar vita ad un patinato pezzo a metà strada fra la disco music ed il rhythm’n’blues più sensuale. Una variazione stilistica che ha lasciato perplessi in molti, ma che tuttavia ci sentiamo di apprezzare per il coraggio e l’estro di Noel, musicista da sempre aperto alla sperimentazione come hanno dimostrato le collaborazioni con Prodigy e Chemical Brothers: “Black Star Dancing” è un ottimo pezzo carico di groove e ritmo, che si stacca sì in maniera decisa dalla normale dimensione gallagheriana, ma che sa certamente far muovere i piedi e qualcos’altro al pubblico. Ciò che ci ha convinto assai meno sono gli altri due inediti presenti nell’EP: “Rattling Rose” e “Sail On” puntano verso le strade del british folk e le sue atmosfere, il primo con atmosfere notturne, il secondo dal mood più rurale e davvero simile a quello di Sting come hanno già scritto in molti; intendiamoci, sono due pezzi interessanti e che certamente avranno una resa migliore una volta proposti dal vivo, ma che a nostro avviso avrebbero meritato un approccio più grintoso attraverso una produzione diversa e chissà che non ricompaiano con una veste sonora diversa sul prossimo album di Noel, ancora TBA mentre stiamo scrivendo. Sul lato B nessun commento, si tratta dei “soliti” remix ad uso discoteca tipici degli EP o dei single ballabili.

Spara una sola cartuccia a colpo sicuro Liam, che al contrario del fratello dà alle stampe un 45″ single side contenente “Shockwave”, dosando sapientemente le proprie risorse e facendo salire l’hype del pubblico attraverso il minimo sindacale con un rock anthem che semplicemente spacca: sfrontato come sempre, il cantante inglese ha dato vita ad un brano che punta sulla semplicità di pochi elementi dannatamente efficaci, dai riff di chitarra all’armonica rubati al blues – sì, come i primi Beatles, d’altronde il lupo perde il pelo ma non il vizio – ad un refrain efficace con quel coro di “hey” a fine verso, messo lì per far esplodere il pubblico che accorrerà ai suoi concerti. “Niente di nuovo sul fronte di Manchester”, potremmo dire parafrasando il titolo di un famoso romanzo, però il meccanismo è ben oliato e funziona alla perfezione. Nel frattempo, è uscito un ulteriore single – “The River”, anch’esso notevole per l’atmosfera inusualmente cupa ed i granitici riff di chitarra che ben si sposano con la voce di Liam – e la tracklist del nuovo album previsto per settembre “Why me? Why not.”.

Si preannuncia nuovamente una bella sfida tra i fratelli Gallagher, sulla quale per ora sospendiamo il giudizio, limitandoci ad apprezzare il modo in cui questi due si punzecchiano a livello musicale e pregustando due nuovi interessanti album nell’ultimo quarter del 2019; l’unica certezza, finora, è che l’agognata reunion degli Oasis difficilmente si terrà, perché dal punto di vista prettamente musicale è difficile concepire una possibile mediazione fra le velleità artistiche di queste due amate/odiate primedonne del rock contemporaneo, perciò meglio che ognuno prosegua per la propria strada dando il meglio di sé, benché in fondo al cuore una parte di noi si auguri davvero di doversi prima o poi rimangiare le ultime righe di questo articolo. Chissà…

 

 

Liam Gallagher – “Shockwave” 7″ 45rpm single:

  1. Shockwave 

 

Noel Gallagher’s High Flying Birds – “Black Star Dancing” 12″ 33rpm EP:

  1. Black Star Dancing
  2. Rattling Rose
  3. Sail On
  4. Black Star Dancing (12″ mix)
  5. Black Star Dancing (The Reflex Revision)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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