No Review – “Taken By The Dream”, un viaggio nella notte con Hugo Race

Un lento ed affascinante perdersi nelle tenebre, in 45 minuti che sembrano durare una notte intera: è un’opera affascinante ed incantatrice “Taken By The Dream”, il quarto capitolo della collaborazione fra Hugo Race,  il carismatico gentleman australiano del folk blues più cupo, che dopo Nick Cave e i tanti progetti solisti ha trovato in Italia una seconda patria, ed i “Fatalists”,  act tutto italiano composto dai “Sacri Cuori” Francesco Giampaoli e Diego Sapignoli, con l’aggiunta di Giovanni Ferrario.

Lo stile di Hugo Race si intreccia con quello dei musicisti italiani per dare vita ad atmosfere suggestive, che ci portano ovunque ma non qui, in viaggio nel deserto dell’anima dal tramonto all’alba, lungo percorsi visionari all’interno dei quali, nel buio più profondo, la visione interiore si fa paradossalmente più chiara e delineata.

Esploratori di un mondo interiore anarchico ed allo stesso tempo romantico, Hugo Race ed i Fatalists in “Taken By The Dream” ci conducono verso terre di confine immaginarie e tutte da esplorare, nelle quali la legge esteriore è un concetto relativo (“Smoking Gun”), sacro e profano lottano avvolti come due serpenti a sonagli (“Heaven and Hell” e “Fools Gold”), le nostre percezioni rimangono distorte (“Altered States” e “Taken By The Dream”) non tanto da sostanze psicotrope, quanto da un amore pur sempre presente e dalla forte carica sensuale, unico elemento in grado di guidarci all’interno di questo viaggio suggestivo e in parte stralunato, vedi alla voce “This Is Desire” e soprattutto “Bow & Arrow”, sensualissima song cantata a due cori con la splendida e conturbante voce della neozelandese Lisa Crawley, che da sola vale l’acquisto dell’album.

“Taken By The Dream” è, tirando le somme, un ritorno a sonorità più usuali e personali per Hugo Race, a suo pieno agio con quelli che ormai sono divenuti i suoi collaboratori abituali, dopo un ultimo periodo caratterizzato da escursioni bizzarre nel mondo dell’elettronica – il progetto “Gemini 24” – e personalissimi omaggi all’immenso bluesman John Lee Hooker, con l’album tributo realizzato a quattro mani con Michelangelo Russo.

Un ritorno a casa fatto in punta di piedi, ma di cui si sentiva davvero il bisogno, poiché Hugo Race si conferma ancora come uno dei più autentici e sinceri cantori del crepuscolo cha abbiamo oggi: non che ce ne fosse bisogno, ma “Taken By The Dream” è un’ulteriore dimostrazione di carisma e di uno stile unico, ad opera di un autentico figlio della notte che ci racconta con voce da sciamano contemporaneo un mondo affascinante e misterioso.

 

 

Tracklist:

  1. Phenomenon
  2. This Is Desire
  3. Bow & Arrow
  4. Heaven & Hell
  5. Fools Gold
  6. Gonna Get High
  7. Symphony
  8. Altered States
  9. Smoking gun
  10. Taken By The Dream

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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