Stefano Vergani

Stefano Vergani, la lucidità di uno sguardo dalla distanza [Recensione]

È stata una lunga pausa artistica, quella di Stefano Vergani. Nonostante una buona attività dal vivo, sono passai ben cinque anni tra “Applausi a prescindere” e l’ultimo album “Mi sono giusto allontanato per un attimo”, uscito alla fine del 2019. Cinque anni di inquieto silenzio durante i quali, nel 2017, il cantautore milanese ha lasciato la campagna brianzola per quella siciliana: un trasferimento drastico, dal Nord agricolo e nel contempo industriale, ormai contaminato dalla frenesia isterica della modernità, alla pacifica ruralità d’altri tempi del profondo Sud.

Un cambio di vita totale che traspare pienamente nella brillante ispirazione dell’ultimo album, il cui titolo richiama con ironia questa importante scelta dell’artista, che torna finalmente sulle scene con uno dei suoi album più riusciti. Se l’ironia ed il romanticismo disincantato di Stefano sono rimasti gli stessi, a colpirci è la solarità siciliana che si sostituisce alle brume padane dei primi quattro album: merito del luogo in cui sono state scritte le canzoni, una bella masseria nelle campagne di Noto, e della proficua collaborazione con Francesco Arcuri, polistrumentista già all’opera con Mannarino, Capossela, Ludovico Einaudi e Paolo Rossi.

Sono ben tredici le storie che Stefano torna a raccontarci dopo questi cinque anni: con la solita voce roca e profonda, ispirata proprio dal buon Vinicio Capossela, ed una verve che ricorda l’estro di Lucio Dalla e Giorgio Gaber, il nostro torna a parlarci della vita e dei suoi ritmi, di sentimenti, quotidianità e musica, unendo ironia e malinconia con il suo stile unico, ruvido e dolce allo stesso tempo. Il cantautore ci parla di poesia e disincanto nella traccia d’apertura “Siam d’accordo sui poeti” e nella dolceamara “Leopardi”, brani che come la nostalgica “Giorni che ho bevuto” suonano come inviti a cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, a dispetto delle delusioni della vita.

Vi sono tuttavia deliziosi brani di musica leggera dal ritmo accattivante come “Margot”, primo singolo del disco e “In confidenza”, forse gli esempi più limpidi della nuova solarità presente nella musica di Vergani. Fra i restanti brani, colpisce in particolar modo la contrapposizione fra la voglia di nuovi orizzonti narrata in “Cercando un posto al sole” e la nostalgia notturna della toccante “In equilibrio”, un’appassionata interpretazione che ripropone le atmosfere dei primi album dell’artista. Intriganti e romantiche come sempre le divagazioni sul rapporto fra uomo e donna, narrate ora con ironica sensualità (“Passi per un colpo di calore”), ora con una tenerezza che l’aspra voce di Stefano rende ancora più forte (“Lo sapevi già”, “Non so dire se ti ho cercata”). Una particolare menzione anche per “Musica”, canzone in cui Stefano omaggia la propria arte, togliendosi sarcasticamente qualche sassolino nei confronti della visione artistica di alcuni sedicenti colleghi.

“Mi sono giusto allontanato per un attimo” è un titolo che ci fa sorridere, perché il senso dell’umorismo di Stefano Vergani ci fa  ripensare a quella vecchia storiella, in cui il protagonista sparisce di casa per anni con la scusa di andare a comprare le sigarette: ben venga tuttavia questa fuga dal caos del nostro, che nella sua nuova dimora ha trovato una nuova ispirazione e la giusta lucidità per dar vita a questi tredici brani, che lo confermano fra i migliori cantautori della sua generazione e auspichiamo possano finalmente dargli una meritata notorietà a livello nazionale.

 

Tracklist:

  1. Siam D’Accordo Sui Poeti
  2. Margot
  3. Cercando Un Posto Al Sole
  4. Giorni Che Ho Bevuto
  5. Appena appena
  6. In Equilibrio
  7. Passi Per Un Colpo Di Calore
  8. Lo Sapevi Già
  9. Leopardi
  10. In Confidenza
  11. Il Silenzio Non Mi Piace Più
  12. Non So Dire Se Ti Ho Cercata
  13. Musica

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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