Tanta energia, ma anche tanta emozione, nel live di Willie Peyote a Catania [Report]

Lo scorso 15 luglio Willie Peyote ha fatto tappa a Catania, all’interno della rassegna “Porte Aperte Unict”, nella splendida cornice dell’Ex Monastero dei Benedettini col suo tour “PRECARIA ORCHESTRA SABAUDA, CONCERTI DAL VIVO” con cui torna sul palco per una serie di concerti che lo porteranno dal vivo in tutta Italia lungo l’estate e non solo.

I concerti hanno sempre avuto molta importanza nella costruzione artistica di WILLIE PEYOTE che sul palco è affiancato dagli All Done per proporre in veste live i brani dell’ultimo lavoro discografico “PORNOSTALGIA” (Virgin Records/Universal Music Italia) oltre ai principali successi che hanno costellato il suo percorso.

Il pubblico catanese non si è fatto attendere e puntualissimo si è preparato ad accogliere Willie Peyote, che arriva sul palco carichissimo di energia. Si comincia con “Fare schifo” per proseguire con “Quando nessuno ti vede”. Saluta tutti dicendo che l’ultima volta che è stato a Catania era novembre 2017. Ne è passato di tempo!

Si prosegue con “Willie Pooh”, dopo il quale incita il pubblico a muoversi. Obiettivo dei suoi concerti è infatti quello di mandare i propri fan a casa con la stanchezza tipica di quei live dove si è ballato e cantato senza risparmiarsi.

Il pubblico si scatena sulle note di “Metti che domani” e “L’effetto sbagliato”, poi annuncia un pezzo dicendo che ogni tanto scrive pezzi rap: “All You Can Hit”.

Durante tutta la serata c’è un altro protagonista ed è il maestro Bestonzo, che è stato con lui a Sanremo e che Fedez gli ha recentemente rubato per il concerto a Piazza del Duomo a Milano. “Abbiamo fatto una hit estiva che parla di morte”, dice introducendo “Miseri”, per poi proseguire col pezzo dedicato alla sua Torino, che porta il nome di un quartiere molto famoso “Portapalazzo”. Un tripudio tra il pubblico quando arriva “I cani”, seguita da un momento magico col maestro Bestonzo che introduce un brano intonando la Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven, che poi si trasforma fino a diventare “La casa dei fantasmi”, che viene seguita da “With my two hands”.

C’è una canzone del repertorio di Willie Peyote che rimane sempre attuale anche se non vorremmo e che lui dedica a una certa Giorgia che va in Spagna a fare discorsi: “Io non sono razzista ma…”

Saluta Fulminacci introducendo “Aglio e olio”, che viene seguita da “Le chiavi in borsa”, per proseguire con “La tua futura ex moglie” e “Ottima scusa”.

“Iniziamo con la cassa dritta e le robe ignoranti” dice per introdurre “Mai dire Mai (La Locura)” brano che fa letteralmente impazzire il pubblico sottopalco. Si va avanti con quello che definisce “il mio pezzo d’amore per eccellenza perché parla di alcol”: “C’era una vodka”.

Sul finale arriva il momento di uno dei pezzi più toccanti dell’artista, dedicato a Libero De Rienzo scomparso proprio un anno fa: “Sempre lo stesso film”.

Dopo il brano chiede al pubblico un applauso a Mango, a Picchio e a tutti i caduti dell’arte e questo sicuramente è il momento più commovente di tutta la serata.

Il live si conclude con il ricordo di quando lavorava al call center che serve per ricordare al pubblico che “nessuno vi obbliga a fare un cazzo!”

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!