Tradizione e tradimento

“Tradizione e Tradimento”, l’umanità oggi secondo Niccolò Fabi [Recensione]

L’intimità come condizione essenziale per poter esprimere liberamente la propria sensibilità. Il ritorno sulle scene di Niccolò Fabi a distanza di tre anni da “Una somma di piccole cose” prosegue il mood e le tematiche degli ultimi album muovendosi verso una musicalità che ad un primo ascolto può apparire essenziale e scarna, ma che nel corso di ripetuti ascolti non cessa mai di stupire. “Tradizione e Tradimento” è un album che nasce e si sviluppa in una dimensione accogliente e familiare, due termini oggi forse poco di moda: trovatosi con i collaboratori e amici di lunga data Roberto Angelini, Pier Cortese e Costanza Francavilla, il cantautore romano ha creato un contesto libero e sincero in cui dar voce alla propria ispirazione.

Un album dall’approccio quasi zen, caratterizzato da una semplicità a tratti disarmante di parole e musica nata dal desiderio di toccare in piena immediatezza l’orecchio dell’ascoltatore, per poi da lì scendere fino al cuore. Un senso d’introspezione e dialogo interiore accentuato dal canto di Niccolò, ora sussurrato, ora dissolvente, che sembra volersi presentare come la voce dell’interiorità dell’ascoltatore, nel corso di quel flusso di coscienza rappresentato dalle nove struggenti canzoni del disco.

“Tradizione e Tradimento”, un titolo che con due termini allitterati ed antitetici sa esprimere come pochi il senso di disorientamento ed il conflitto esteriore ed interiore che caratterizza i nostri tempi. Anni di confusione e certezze disgregate ai quali si cerca di ridare ordine e senso rifugiandosi in una dimensione di riflessione e distacco con cui osservare il mondo: cercando la strada del ritorno (“I giorni dello smarrimento”), osservando l’ambiente e il cammino dell’uomo (“Prima della tempesta” e “Migrazioni”), interrogandosi nel proprio rapporto con l’altro per scoprire che ogni cosa ci riguarda (“Io sono l’altro”) e abbassando le difese per lasciarsi toccare dal mondo circostante (“Scotta”).

Usando parole misurate e la sua consueta delicatezza, Niccolò Fabi offre in questo album tanti spunti di riflessione sul mondo e l’attualità scegliendo la via del rispetto e dell’introspezione come via gentile verso un’umanità che può e deve migliorarsi, superando il conflitto di “Tradizione e Tradimento” che sembra stemperarsi nel nulla, una volta compreso “cosa conservare e cosa cedere”. A ben vedere, sono però tante le chiavi di lettura possibili in quest’opera che cattura la sensibilità dell’ascoltatore con grazia e gentilezza: ascolto dopo ascolto, sembrano affiorare nuovi e diversi significati per le parole, insieme ai tanti preziosi dettagli musicali costruiti da Niccolò e dai suoi collaboratori/amici.

Un meccanismo perfetto che ogni volta colpisce ed emoziona, facendoci apprezzare quella ricchezza della semplicità di classica memoria fatta di misura ed essenzialità: ecco, forse è nella forma, nell’architettura stessa di “Tradizione e Tradimento” che possiamo rinvenire il più importante messaggio che Fabi ha cercato di trasmetterci con quest’ultimo album. Un’opera che, sotto una calma apparente, vive di dinamiche profonde che l’artista romano condivide e trasmette con eleganza ai propri ascoltatori.

 

Tracklist

  1. Scotta
  2. A prescindere da me
  3. Amori con le ali
  4. Io sono l’altro
  5. I giorni dello smarrimento
  6. Nel blu
  7. Prima della tempesta
  8. Migrazioni
  9. Tradizione e tradimento

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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