Un nuovo singolo e tanta voglia di musica per i FAST ANIMALS AND SLOW KIDS [Press]

FAST ANIMALS AND SLOW KIDS

Per la prima volta nella loro carriera duettano

con un altro artista

L’amico e collega WILLIE PEYOTE

in

“COSA CI DIREBBE”

È disponibile in tutti gli store digitali, “COSA CI DIREBBE”, il nuovo brano inedito dei FAST ANIMALS AND SLOW KIDS pubblicato da Woodworm in licenza esclusiva per Believe.

 

Il brano, un passo in avanti dopo il precedente “Come un animale” nel processo che porterà la band perugina verso la pubblicazione del nuovo album di inediti, vede i FASK collaborare per la prima volta in più di 10 anni di carriera e 5 album con un altro artista: l’amico e collega WILLIE PEYOTE, fresco vincitore del Premio della Critica all’ultimo Festival di Sanremo con il brano già certificato Oro “Mai dire mai (La Locura)”.

 

“Siamo molto felici di questa collaborazione – RACCONTANO I FAST ANIMALS AND SLOW KIDS – Abbiamo conosciuto Willie sul palco del Primo Maggio, ed è stata la prima persona a cui abbiamo pensato quando abbiamo scritto questo brano. La scelta è stata semplice: abbiamo scelto un amico, un artista che stimiamo.

Sentivamo che al pezzo serviva un’altra voce, qualcuno che ne spiegasse il senso. Willie è riuscito in poche parole a riassumere, spiegare perfettamente tutto il significato della canzone”.

 

Gli fa eco WILLIE PEYOTE che racconta “non riesco a fare collaborazioni con artisti che non sono anche amici e sono felice di essere stato scelto dai ragazzi per il loro primo feat. Quello che ho cercato di fare è stato capire il senso del brano per poi riassumerlo, spiegarlo a modo mio. Abbiamo due scritture diverse ma che si sposano bene. L’unione delle due cose secondo me rende il quadro più completo”.

Abbiamo incontrato i Fast Animals And Slow Kids per parlare del singolo e di quello che hanno in cantiere.

In realtà è nato tutto mega tranquillamente, come avviene tra amici. Willie è un amico, ci siamo conosciuti in modalità non sospette sul palco del Primo Maggio per una cover degli Skiantos, da lì siamo rimasti vicini. Avevamo questo pezzo che ci piaceva molto, ma ci rendevamo conto che gli mancasse quell’aspetto che definisce concretamente il testo. Avevamo bisogno di qualcuno che spiegasse il concetto del pezzo. Willie in questo è un maestro, in due barre ti spiega tutto. L’abbiamo contattato, è nata una chiacchierata sulla tematica del testo e poi dall’altra parte gli abbiamo dato la libertà più assoluta nella composizione del pezzo. Amici che si mettono insieme e fanno una cosa che piace ad entrambi al 100%. Con Willie ci siamo incontrati solo in questi giorni, fino a questo momento c’eravamo visti solo attraverso lo schermo e ognuno aveva registrato nel suo studio, con un approccio molto serio alla produzione musicale.

 

Questo è il primo nostro vero feat., quello coi Subsonica è stato più una comparsata della quale siamo mega orgogliosi. Con Willie abbiamo proprio lavorato insieme ad un pezzo nuovo. Siamo una band che si è sempre chiusa a riccio in se stessa. Per confrontarci con un amico siamo andati da Willie, che è una persona che ti mette a tuo agio e se ci sei in sintonia c’è una dialettica profonda. Nella musica questo è importantissimo.

 

Adesso siamo nella situazione in cui abbiamo paura ad annunciare qualsiasi cosa, perché se diciamo che è pronto un album magari non uscirà mai perché esplode il mondo. Abbiamo centinaia di canzoni, ma non siamo sicuri di niente, l’unica certezza per adesso è questo singolo. Anche perché non c’è niente di più deludente di spostare e riprogrammare. Ci sono delle idee, mille pezzi in cantiere, ma non ci sono idee concrete per un disco. C’è la voglia di fare delle date, ma dobbiamo capire come sarà la situazione, fino a quando non c’è una specifica tecnica siamo nella fase “stiamo lavorando per”.

 

È cambiata la quantità di tempo che avevamo a disposizione per scrivere, nella sfiga abbiamo avuto modo di trovare una nuova modalità. Non è mai successo che non fossimo in tour, quindi tutte le canzoni passate o sono nate in tour o in mezzo a un turbinio di cose da fare. Ci siamo ritrovati come nei primordi, con una sala prove o un computer sul quale creare. Siamo andati nello specifico, perché questa volta potevamo cambiare idea per sempre. Nel lockdown abbiamo addirittura pubblicato un pezzo creato da ognuno di noi a casa propria. Sicuramente è cambiato l’avere più tempo per pensare alla musica e riflettere su se stessi. Anche questo è un pezzo introspettivo che nasce dall’analisi della gestione sbagliata della propria emotività, il giudicare dall’esterno senza essere capaci di autoanalizzarsi. Il lockdown ci ha invece permesso di guardarci dentro.

 

Questo pezzo possiede un po’ di quelle influenze musicali che sono proprie della band in questo periodo, roba inglese anni ’80, gli Smiths, gli arpeggi alla Johnny Marr, ci sono un po’ di Cure, un po’ dei Clash. C’è poi un backgrond di roba che andiamo a mischiare. Riflette il nuovo modo di fare musica che abbiamo scoperto in questo anno. Questo è un pezzo che metti su quando corri o in macchina quando stai guidando, ci sono anche influenze americane, poi ognuno ci trova quello che vuole. In più c’è l’elemento nuovo che è la parte di Willie. E’ una roba nuova anche per noi e siamo soddisfatti di come è stata pensata. Unire i nostri due mondi ci gasava, sono apparentemente distanti ma in realtà si fondono bene. La parte di Willie è centrale sia dal punto di vista testuale che come punto di snodo.

 

C’è tanto di nostro, il pensiero lo ricollego all’autoanalisi a cui ci ha portato il lockdown. La prima reazione è stata concentrarmi su me stesso e questo di fondo è un atteggiamento che abbiamo avuto perché c’era l’emergenza, ma in realtà lo manteniamo sempre, anche ad esempio quando siamo al ristorante e guardiamo una coppia che non parla, non sappiamo niente, li critichiamo, ma magari si stanno godendo quel momento di silenzio che vale più di mille parole. Dobbiamo concentrarci su come migliorare noi stessi invece di andare a guardare gli errori degli altri. È meglio guardare fuori dalla finestra che guardare la casa che brucia, dobbiamo entrare in contatto col mondo che ci circonda. Questo periodo ci ha insegnato che fa schifo essere soli. Per poter rientrare migliorati bisogna guardare ai propri errori, ai propri percorsi reiterati, dobbiamo provare a migliorarci.

 

A cura di Egle Taccia

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!