No Interview – Dusty Eye, un collettivo in viaggio nel tempo

Oggi intervistiamo i Dusty Eye, collettivo artistico che si occupa di varie arti visuali, dalla fotografia ai collage. Il loro ultimo progetto sta seminando targhe su e giù per la penisola, che ricordano fatti successi in un futuro lontano, un po’ per spiegare quello che accadrà, un po’ forse pure per avvertirci del futuro che ci aspetta. Partiamo con le domande…

Grazie per l’intervista e il tempo dedicatoci, innanzitutto potresti spiegarci chi sono e quanti sono i DustyEye? Come siete nati?

Te li ricordi gli anni ’10? Quella brezza postuniversitaria?
Pareva che dovessero succedere grandi cose. Le piazze erano tutte un fermento. Era appena arrivato internet nel cellulare e finalmente potevi controllare Hotmail anche sull’autobus. Ecco, i DustyEye sono solo figli di quei tempi.

Spesso vi fate fotografare accanto alle vostre opere con una maschera al volto, come mai?

Infili il coltello nella piaga. Non sai quanto ci piacerebbe mostrarci all’obbiettivo.
Purtroppo però siamo tutti, davvero tutti, di notevolissima presenza. Sarebbe seccante che della banale bellezza, avesse più attenzione dei progetti su cui investiamo molte energie.

In pratica siete come delle modelle che devono risaltare il capo di moda e non offuscarlo?

Esattamente così, ma con molti meno disturbi alimentari.

Parliamo ora dei vostri ultimi lavori: delle targhe affisse in giro per le città italiane che ci raccontano cosa succederà in quel punto nel futuro. Come è nato il progetto?

Grazie di aver sollevato l’argomento. Anzi, ne approfitto per scusarmi se qualche locuzione può risultare aulica, ma siamo collegati dall’anno 2485, quindi il lessico può avere dei disturbi temporali.

Quindi ora sei nel futuro?

Si, al momento siamo qui in tre, il quarto dovrebbe finire di caricarsi tra un paio di minuti. E’ già all’ 87%.

Problemi di linea lenta pure nel futuro insomma! Ma come sono iniziati questi viaggi nel tempo?

Abbiamo ricevuto una mail qualche mese fa. Un messaggio inviato da noi stessi, ma datato 2037. In allegato una App, nel testo del messaggio solo una breve didascalia “Usatela, GRAZIE!”.
Tendiamo ad essere persone squisite (da notare il “GRAZIE” maiuscolo), quindi ci siamo subito fidati di noi stessi e abbiamo installato l’applicazione sui nostri cellulari. Dopo aver impostato la password e attivato il microfono, avevamo in pugno una macchina del tempo; a nostro malgrado, senza alcun libretto d’istruzioni.

Quindi le targhe son solo dei ricordi dei vostri vari viaggi nel futuro?

Sono momenti storicamente rilevanti a cui abbiamo assistito. Pareva molto egoista non condividerli. Li incidiamo su allumino e affiggiamo la targa esattamente nel punto in cui avverrà il fatto (con un raggio di tolleranza di 150 metri).

Tra i momenti storicamente rilevanti ci sono però inquietanti risvolti del futuro, come quella che ricorda i giovani giustiziati con l’accusa di non possedere un profilo social… Volete solo raccontare quel che succederà o ci sono delle critiche alla società contemporanea?

Certo, ci saranno momenti molto cupi, ma anche delle Primavere raggianti. Quindi se si dovesse criticare la società contemporanea, si dovrebbe in egual misura elogiarla.
Le targhe documentano con distacco dei nodi del Tempo storicamente rilevanti. Ad ogni modo, assistere ad alcuni episodi è stata molto dura.

Qual è stato l’episodio più duro?

Il suicidio di N°44, il primo androide emotivamente avanzato. Non abbiamo assistito alla morte, siamo arrivati quando i primi soccorsi avevano capito che non ci sarebbe stato bisogno di chiamarne altri. La gravità della situazione era deducibile dalla costernazione generale.

Dove sono affisse finora tutte queste targhe?

Molte a Roma, altre tra Padova, Venezia, Bologna e a breve Altrove.

Finora non avete avuto problemi da parte dei tutori dell’ordine presenti a proposito di queste targhe riguardanti il futuro?

Al contrario, stiamo notando un progressivo interessamento da parte delle Forze dell’Ordine verso l’Arte. Per esempio a Roma davanti al Pantheon, al Colosseo, ai Fori Imperiali e a molti Musei c’è sempre qualche camionetta dell’esercito che li protegge con Amore. Quindi approfittiamo dell’occasione per salutare amichevolmente tutte le Forze dell’Ordine.

I DustyEye faranno delle mostre di queste opere in futuro, magari una raccolta fotografica di tutte le targhe, o avete già altro in programma?

Stiamo portando dal Futuro piccoli reperti, a testimonianza dei viaggi effettuati.
Abbiamo mandato qualche mail ai Musei di Storia Naturale, ma si appellano alla linearità del Tempo con la leggerezza di un “Le faremo sapere”.
Con nostra sorpresa, invece c’è stato interesse da parte di qualche realtà correlata all’Arte. Quindi non si esclude un’esposizione di tutti i reperti raccolti, entro il 2018.

Avete dei contatti dove potervi seguire nei vostri viaggi temporali?

Un sito “www.DustyEye.com” e, per evitare d’incorrere in future fucilazioni, Facebook “DustyEye”. Cerchiamo di essere presenti on line senza risultare invadenti. Pensa che fino ad oggi non abbiamo mai usato le parole precedute dal cancelletto.

Autore dell'articolo: Kalle

Kalle

Musicista, chitarrista e cofondatore dei Mescaline Babies, coi quali ha condiviso alcuni dei più importanti palchi europei.
Appassionato di musica, cinema e di qualsiasi forma d’arte.
Vive a Londra.