Beppe Dettori

Beppe Dettori, “@90” è un salto indietro nel tempo [Recensione]

Una storia interrotta sul più bello fra il 1998 ed il ’99, portata finalmente a conclusione. È questa, in estrema sintesi, la vicenda riguardante “@90”, l’album di Beppe Dettori in collaborazione con Giorgio Secco venuto finalmente alla luce dopo vent’anni di limbo. Senza fornire spiegazioni dettagliate sui motivi, i due co-autori dell’opera si sono ritrovati dopo molto tempo, riuscendo a recuperare il materiale prodotto e ritrovando in esso un senso ed un’attualità che li hanno convinti a portare finalmente a termine il progetto.

È stato infatti sufficiente ripulire le tracce, rimasterizzandole sfruttando i nuovi strumenti nati in questi ultimi anni, per dare finalmente vita a quest’opera. “@90” è un lavoro basato su un solare pop-rock italiano “made in the Nineties”, piacevolmente contaminato da quella vena cantautoriale che fa parte del DNA del cantante sardo già voce dei Tazenda fra il 2006 ed il 2012. Ci sono le estati degli anni ’90 ed il senso della melodia post-ottantiano che ha caratterizzato quell’intero decennio, ma “@90” non è un lavoro che cade nella facile retorica della nostalgia.

I dodici brani del disco si lasciano ascoltare ed apprezzare per via delle sonorità pop squisitamente easy listening, nelle quali fanno saltuariamente capolino chitarre rock caratterizzate da riff ruvidi e a tratti vagamente blues; a spiccare è tuttavia la voce di Beppe Dettori, matura e coinvolgente, che interpreta in maniera appassionata e convincente questi undici inediti più una cover (“Monnalisa” di Ivan Graziani, alla quale è affidata l’ouverture dell’album).

In questo lavoro caratterizzato da una produzione assai pulita e professionale, vi sono alcuni brani che spiccano a nostro avviso su tutti: anzitutto “Starò meglio”, il primo inedito che si rivela un riuscito mix di chitarre e tastiere; apprezziamo inoltre il modo eclettico con cui Dettori gioca con il ritmo, dapprima con la sincopata “Sha la la”, poi poco dopo la metà del disco con “Sono uscito”, sorprendente incrocio di musica leggera, rock e contry-blues. Impossibile non menzionare la dolce ballata dal sapore sanremese “Tutto il veleno”, o la crepuscolare conclusione di “Prendo quello che c’è”.

Tirando le somme, arriva forse in ritardo ma certamente non fuori tempo “@90”, disco che nel suo sapore di rivincita racchiude e ri-attualizza le migliori sonorità del pop-rock italiano d’autore di artisti come Stadio, Ron, Fabio Concato o lo stesso Vasco Rossi.

 

Tracklist:

  1. Monnalisa
  2. Starò meglio
  3. Mentre passa
  4. Sha la la
  5. Fermi il tempo
  6. I’m fallin’ down
  7. Sono uscito
  8. Quando è ora di andare
  9. Mi piace stare qui
  10. Rabbia e dolore
  11. Tutto il veleno
  12. Prendo quello che c’è

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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