Cronaca Nera e Musica Leggera – Ministri [Recensione]

“CRONACA NERA E MUSICA LEGGERA” è il nuovo EP dei Ministri, pubblicato per Woodworm/Universal, che segna il ritorno sulle scene di una delle band più significative del nostro panorama musicale.

Un album che sprigiona tutto il suo potenziale live sin dal primo ascolto.

L’estetica di “Cronaca nera e musica leggera” è un omaggio alle collane Einaudi (precisamente Piccola Biblioteca Einaudi e Nuovo Politecnico) rese indimenticabili dal progetto grafico di Bruno Munari. 
E come a voler battezzare nel migliore dei modi un lavoro discografico che apre un capitolo nuovo per la band, ecco l’approvazione della stessa Einaudi: una benedizione importante, che segna una linea di unione tra generazioni diverse ma unite ancora dalla voglia di parlare a tutti, senza distinzioni.

Cronaca nera e musica leggera ci suonava già dal titolo come una sorta di saggio mai scritto. Tra le altre cose, parla di confusione e di crisi dei saperi, della progressiva scomparsa di una qualche verità condivisaI saggi Einaudi sono stati la quinta essenza della nostra infanzia, i libri dei grandi, e i loro quadrati erano il simbolo di un sapere con la S maiuscola, moderno ma autorevole. E, in più, elegantissimo. Omaggiarle è un modo per rivederle, farle rivedere e in qualche modo trovare conforto.”
Ministri

I quattro brani dell’ep rappresentano l’eterno conflitto tra la propria interiorità e le continue sollecitazioni che ci arrivano dal mondo esterno. Il compromesso tra chi siamo e chi dovremmo essere è il filo conduttore che lega quattro storie che ci aiutano a trovare le parole giuste per tirare fuori tutta la nostra rabbia, la nostra frustrazione, moltiplicata da tutto quello a cui siamo stati sottoposti negli ultimi tempi.

Questo lavoro è una fotografia nitida dei tempi che stiamo vivendo, la sveglia che ci serviva per uscire dal torpore. Era quello che ci aspettavamo dai Ministri, che da sempre hanno raccontato tempi bui, ponendo l’oscurità di fronte alla luce artificiale a cui ci hanno abituato. Ancora una volta ci fanno pensare mentre balliamo sulle macerie, descrivendo dettagliatamente il baratro in cui siamo caduti e quello che abbiamo provato volando giù come la loro Nina, utilizzando le strofe giuste sulle quali urlare lo straniamento che ha colorato di nero le nostre vite. Ne siamo usciti migliori? A quanto pare no. Ne siamo usciti incazzati? Decisamente sì.

In sottofondo si respira una malcelata insoddisfazione verso certa musica, che tenta costantemente di distrarci da quello che abbiamo attorno, musica che ha dimenticato il suo passato, il peso che ha avuto nei suoi tempi d’oro.

L’EP si apre con “Peggio Di Niente”, che racconta di come il buio si sia improvvisamente impossessato delle nostre vite, di come i nostri desideri, anche quelli di vendetta si siano improvvisamente fermati. Le chitarre accompagnano il volo di Nina e poi il buio.

“Bagnini” è sicuramente il brano che ho amato di più, uno di quelli che ai live faranno cantare tutti. Ci rammenta che anche se crediamo di aver capito tutto, in realtà non abbiamo capito niente, tutti intenti ad evitare le scenate al centro commerciale, a pagare e a pesare sempre di meno. Da dove viene quel senso di colpa che proviamo costantemente?

“Inferno” è l’unico brano in cui si prende fiato, ma non troppo. Colorato dal buio, da qualche sogno infranto, è una critica non troppo velata al disco rotto a cui ci ha abituato certa discografia. C’è dentro la voglia di andare tutti all’inferno piuttosto che far finta di essere soddisfatti di un mondo ingiusto.

La title track chiude questo favoloso ep con un ritmo tiratissimo e una mitragliata di suggerimenti non richiesti. Quanto è diventato difficile pensare oggi?

A questo punto non ci resta che andare ad ascoltarli dal vivo seguendo con attenzione le date che pian piano stanno annunciando. Perché in fondo cosa c’è di meglio di un concerto dei Ministri per celebrare la ripartenza dei live e delle nostre vite?

Recensione a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!