Esse o Esse

“Esse o Esse”, la fuga di mezzanotte dei SOS Save Our Souls [Recensione]

È un storia a tratti travagliata iniziata nel lontano 1993 quella di SOS Save Our Souls, rockband bergamasca capitanata da Marco Ferri aka “Bruco”. Tornati sulle scene in pianta stabile da tre anni con una formazione composta da Bruco, Christian Rocco alle chitarre, Marco Guidi al basso e Stefano Guidi dietro le pelli, i SOS nel corso del 2019 hanno finalmente dato alle stampe “Esse o Esse”, un disco che unisce il desiderio di riaffermarsi presso il pubblico ad una vena introspettiva notturna, tutto ovviamente a base di rock.

La ricetta se vogliamo è semplice: gli otto pezzi che danno vita ad “Esse o Esse” sono essenzialmente basati su melodie orecchiabili, chitarre graffianti e sulla grintosa voce di Bruco. Un mix come questo sembra riportarci indietro nel tempo fino alla prima metà degli anni ’90: il sound ricorda infati quello di gruppi esplosi in quel periodo come Timoria, Quartiere Latino, Negrita, mentre la vena introspettiva dei brani ci riporta addirittura al periodo più “pop rock” della storia della PFM (“Come ti va in riva alla città”, “Suonare suonare”). Una scelta stilistica che alcuni potranno trovare forse un po’ retrò, ma che nel complesso troviamo assai funzionale per quanto riguarda il mood ricercato del disco: “Esse o Esse” vuole infatti essere un nuovo inizio per la band di Bruco, che non a caso riarrangia “Madre”, brano già contenuto nel debutto del 1993, con il quale la band è solita concludere i propri concerti.

Canzoni come “Venere acida”, dedicata alla musica, “Non mi fermare” o “Corri Luna” posseggono un’efficace essenzialità ed un’anima rock sincera che ce li fanno individuare come potenziali singoli, ma l’intero album nel complesso funziona per gli elementi succitati. Ottimo esempio di “originale rock italiano”, come viene definito sul sito della band, “Esse o Esse” è un album schietto e appassionato, con cui i SOS Save Our Souls riprendono il proprio posto all’interno della scena rock italiana, dimostrando di poter ancora oggi dire la propria.

 

Tracklist:

  1. Venere acida
  2. Non mi fermare
  3. E non sai più cosa sei
  4. Madre
  5. Ancora vivere
  6. Corri Luna
  7. Ancora un’ora
  8. Presidente

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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