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“Maltempo”: il malinconico stato d’animo di Bipuntato [Recensione]

Fermare il tempo, osservare il suo lento scorrere. Afferrare un momento e coglierne i dettagli, anche quelli che, all’apparenza, sembrano i più insignificanti. Tutto questo è “Maltempo”, l’album d’esordio di Bipuntato.

Uscito il 6 marzo 2020, “Maltempo” è il debutto discografico di Beatrice Chiara Furnari, in arte Bipuntato. Di origine romana, Beatrice fa il suo ingresso nella scena musicale duettando con Carl Brave in qualche brano contenuto in “Notti Brave” e adesso decide di puntare tutto sulla sua carriera solista.

Prodotto da V4V-Records e Valerio Ebert e scritto ed eseguito interamente dalla stessa cantante romana, “Maltempo” è un album dall’attitudine blues, capace di fondere un pop malinconico ad un elegante R&B.

Synth nostalgici e il bel canto all’italiana di Bipuntato fanno da cornice ad un suggestivo album che racconta di cose semplici, incidenti esistenziali e altri disastri emotivi, in cui l’amore è una costante, senza per questo cadere in un blando romanticismo. Il tutto è avvolto da un leggiadro velo di malinconia.

“Maltempo” è un album nostalgico, romantico e fortemente meteoropatico. Gli otto brani ivi contenuti sono collegati fra loro da una parola o da una sensazione di malinconia. Il tempo che scorre, meteorologicamente parlando, è, infatti, il filo conduttore di tutto l’album. E allora, il maltempo non è più solo una condizione atmosferica, ma diventa un vero e proprio stato d’animo, come quello uggioso e nostalgico di Bipuntato, che nei suoi brani si manifesta con estrema chiarezza, lo si può facilmente intuire.

L’album si apre con il brano Circostanze, che ben riesce a spiegare il contenuto di “Maltempo” (“e ho scritto decine e decine di parole che poi alla fine non so mai bene che dire”): un intreccio di piccoli dettagli, di memorie, vissute o immaginate, fatto di disordine e contraddizioni, immerso in un’atmosfera di raffinata malinconia.

Seguono, poi, brani come l’elegante Meteo, ovvero una valigia di parole non dette; la ballad Cassetti; Della Notte, il pezzo migliore di tutto l’album, il cui ritornello sa della testualità di Calcutta e dei synth de I Cani; Previsioni, pezzo che gioca sulla regola pokeriana del “come quando fuori piove”; la strumentale Bruma, in cui a parlare è solo la musica, accompagnata dalla lettura del bollettino meteo; la conclusiva e incalzante Lascia Stare.

Una volta ascoltato “Maltempo”, viene da pensare che tanto il titolo di questo album quanto la sua cover (che strappa un sorriso, riportando subito alla memoria la nota marca di fazzoletti mono uso) siano perfettamente in linea con il suo contenuto.

“Maltempo” è, quindi, un album per chi ama la pioggia e lasciarsi travolgere dalla malinconia, guardare il cielo grigio baciare il mare. La pioggia, per Bipuntato, è uno stato d’animo e il maltempo semplicemente un modo di vedere la vita.

Recensione di Adriana Stancapiano

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