No Book – Bruce W. Talamon e la storia di “Soul RNB Funk”

Il libro di cui vi stiamo per parlare è uno dei più interessanti casi bibliografici dell’anno. E’ innegabile che il nome di Bruce W. Talamon dica poco alla maggior parte dei lettori, al punto che persino su Wikipedia è impossibile trovare informazioni sul suo conto: tuttavia, una serie di ottimi articoli sulla stampa internazionale a proposito del volume di cui ci accingiamo a parlarvi ci ha spinto a fare una ricerca più approfondita e ad acquistare questo “Soul R&B Funk – Photographs 1972-1982” per poter usufruire della biografia sull’autore in esso contenuta.

Ebbene, il dr. Bruce Wayne Talamon, interessantissimo signore losangelino classe 1949, laureato in scienze politiche, altro non è che un fotografo, fotografo di scena per la precisione, nel cui curriculum sono presenti una serie di importanti Blockbuster holliwoodiani come gli ultimi Indiana Jones, Harlem Nights, Beverly Hills Cop II ed altri film con Eddie Murphy, Blade, Black Rain, ecc…

Prossimo alla pensione, Talamon ha iniziato a progettare dei volumi che raccogliessero la sua opera, e la prima pubblicazione è questo importante volume di cui vi stiamo per parlare, dedicato ai suoi primi dieci anni nel mondo della fotografia, nei quali operò come fotografo freelance per la rivista SOUL, storico magazine dedicato alla black music in tutte le sue forme, e fotografo ufficiale per concerti e tour di artisti destinati a segnare la storia di quei generi.

Autore di foto storiche quali il celebre scatto di Maurice White degli Earth, Wind & Fire intento a camminare verso le piramidi di Giza riparandosi sotto un ombrello bianco, Talamon ci offre una retrospettiva formidabile di un’epoca incredibile. L’idea che ci possiamo fare dell’autore sfogliando questo volume, è quella di un personaggio estremamente pacato e di poche parole, capace di raccontarci le storie di artisti come Marvin Gaye, James Brown, Aretha Franklin e Diana Ross lasciando parlare le proprie foto, corredate tuttavia di una serie di didascalie tanto essenziali quanto ricche di storie incredibili.

Talamon si mostra personaggio sintetico e zen – al punto da essere definito uno “Zelig capace di diventare invisibile” nell’introduzione di Pearl Cleage  – anche nei rari momenti in cui si sofferma sulla sua tecnica: al di là del fatto di avere iniziato con una Asahi Pentax acquistata a Copenhagen – con la quale fotografò nientemeno che Miles Davis – egli ci racconta semplicemente i suoi precetti base ovvero “restare attenti ad ogni cosa attorno a noi” ed “imparare veloci, perché bisogna essere sempre preparati”, specie se si lavora con artisti del calibro di Steven Spielberg.

La dimostrazione di questi suoi principi sta nella bellezza delle foto: Talamon, immortalando artisti come Earth, Wind & Fire, che accompagnò in un lungo tour, Parliament/Funkadelic, Jacksons e Stewie Wonder – impossibile elencarli tutti in quest’articolo – non si limita alla ricerca dello scatto perfetto, ma mira a cogliere il fascino, l’entusiasmo e la personalità dell’artista ritratto e della sua musica: nel libro è presente un’interessante foto, un dettaglio del piede danzante di James Brown, davanti alla quale qualche purista potrebbe storcere il naso in quanto decisamente mossa, tuttavia come gli disse chi vide la foto “You can’t stop James Brown’s feet, baby!”.

Premettendo che tutti gli scatti contenuti nel volume sono dei documenti eccezionali tanto dal punto di vista tecnico, quanto per il momento che sono stati in grado di immortalare, “Soul R&B Funk” è un volume che assume, oltre a quello strettamente artistico:

  • un ineguagliabile valore documentaristico e storico, mostrandoci un’epoca in cui la musica e l’entertainment coincidevano col processo di emancipazione e di lotta per i propri diritti della popolazione afroamericana;
  • un valore profondamente sociologico, grazie agli scatti che immortalano il rapporto di forte vicinanza presente in quell’epoca fra artisti e pubblico, senza chiudere gli occhi verso i primi casi di isteria collettiva verso pop star della scena black come i fratelli Jackson;
  • una lezione sull’essenzialità necessaria in ambito fotografico, in un periodo in cui abbiamo la fortuna di avere una serie di comodità funzionali legate alla tecnologia digitale, che tuttavia non sembrano bastare mai per giungere a scattare una bella foto.

La carriera di Talamon nel mondo della musica si chiude quasi definitivamente nel 1982, poiché in quel periodo le etichette discografiche iniziano a monetizzare anche sull’immagine degli artisti, introducendo i relativi copyright e chiudendo di fatto un’epoca tanto per la musica, quanto per la fotografia stessa, con un distacco fra gli artisti più famosi ed il pubblico destinato a diventare sempre più ampio e difficilmente valicabile nel corso degli anni.

“Soul R&B Funk – Photographs 1972-1982” è una testimonianza importante di un meraviglioso decennio, pubblicata da Taschen e per ora non ancora disponibile in traduzione italiana. Ciò nonostante, ci sentiamo di consigliare l’acquisto di questo volume meraviglioso a tutti gli amanti della black music anni ’70 e a quelli della fotografia.

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola